Trump: “Dazi indiretti con il Venezuela”. Spunta l’ipotesi di tariffe "light", sollievo auto e chip
di Massimo FerraroROMA – A dieci giorni dal fatidico 2 aprile, giorno dell’entrata in vigore dei temuti dazi di Donald Trump contro i suoi principali partner commerciali, Italia compresa, non mancano le sorprese sulle modalità operative delle nuove tariffe. Una, in particolare, piace ai mercati, soprattutto Wall Street paralizzata nelle scorse sedute dalle incognite per la guerra commerciale. Si fa avanti l’ipotesi di dazi “light”, la Casa Bianca dovrebbe rimandare l'applicazione di una serie di tariffe specifiche per alcuni settori industriali. L’indiscrezione di Bloomberg e Wall Street Journal sul possibile rinvio è una buona notizia soprattutto per i produttori di auto e semiconduttori, e le aziende farmaceutiche.
I dazi light e la “sporca quindicina”…
ROMA – A dieci giorni dal fatidico 2 aprile, giorno dell’entrata in vigore dei temuti dazi di Donald Trump contro i suoi principali partner commerciali, Italia compresa, non mancano le sorprese sulle modalità operative delle nuove tariffe. Una, in particolare, piace ai mercati, soprattutto Wall Street paralizzata nelle scorse sedute dalle incognite per la guerra commerciale. Si fa avanti l’ipotesi di dazi “light”, la Casa Bianca dovrebbe rimandare l'applicazione di una serie di tariffe specifiche per alcuni settori industriali. L’indiscrezione di Bloomberg e Wall Street Journal sul possibile rinvio è una buona notizia soprattutto per i produttori di auto e semiconduttori, e le aziende farmaceutiche.
I dazi light e la “sporca quindicina”
La possibilità che Washington sia disponibile a trattative specifiche, per tariffe commerciali flessibili, tranquillizza per il momento gli investitori e gli analisti, anche se le sorprese sono dietro l’angolo. Sembrano per ora scongiurati i temuti dazi mirati contro auto, microchip e farmaci previsti per il 2 aprile. Nulla è certo, o scontato, in questa partita, contando anche che la decisione spetta all’imprevedibile Trump. In una conferenza alla Casa Bianca, in queste ore, ha annunciato che su automobili, alluminio e prodotti farmaceutici verranno imposte tariffe specifiche per “riportare la produzione negli Stati Uniti”.
Ci saranno quasi sicuramente tariffe contro Paesi specifici. La "sporca quindicina”, i cosiddetti “dirty fifteen”, come li ha definiti il segretario al tesoro Usa Scott Bessent: si tratterebbe del 15% dei principali partner Usa con squilibri commerciali. Tra questi, Australia e Canada, Cina e India, Giappone e Corea del Sud, Messico e Russia. E i Paesi dell’Unione europea, tra i quali l’Italia.
Dazi indiretti sul Venezuela
Trump ha poi annunciato l’introduzione di dazi indiretti per i Paesi che importano prodotti energetici dal Venezuela. Una misura ad hoc per scoraggiare il commercio con Caracas. “Qualsiasi Paese che compri petrolio o gas dal Venezuela pagherà dazi secondari del 25% per ogni scambio commerciale con noi". È l’annuncio del presidente sul social Truth, specificando che i dazi entreranno in vigore il 2 aprile.
La Casa Bianca ha motivato la decisione spiegando che ci sono “numerose ragioni”, tra le quali il fatto che il Venezuela avrebbe inviato “di proposito e con l'inganno” negli Stati Uniti, “sotto copertura, decine di migliaia di criminali di alto livello e non solo, molti dei quali sono assassini e persone di natura molto violenta”. "Tra le bande inviate negli Stati Uniti c'è il Tren de Aragua, a cui è stata data la designazione di 'Organizzazione terroristica straniera' - ha ricordato in un post su Truth - Stiamo cercando di riportarli in Venezuela, è un compito arduo!". "Inoltre, il Venezuela è stato molto ostile agli Stati Uniti e alle libertà che noi sosteniamo. Tutta la documentazione sarà firmata e registrata e la tariffa scatterà il 2 aprile 2025, giorno della liberazione in America", ha aggiunto Trump.
Il commissario Ue a Washington
Intanto il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic è andato a Washington pe rincontrare i suoi omologhi americani, il segretario al Commercio Howard Lutnick e il rappresentante per il commercio Jamieson Greer. Discuteranno più o meno delle stesse questioni di cui hanno discusso nelle ultime settimane, cioè le relazioni commerciali Usa-Ue". Lo dice il portavoce della Commissione europea per il Commercio Olof Gill durante il briefing quotidiano con la stampa. "Dal nostro punto di vista dovremmo fare ogni sforzo da entrambe le parti per evitare dazi nocivi e costruire, invece di abbattere, la relazione commerciale Usa-Ue, che è la più forte al mondo", aggiunge.