Milano - Pierroberto Folgiero riporta in utile Fincantieri dopo due anni di rosso. Il bilancio 2024 approvato ieri dal cda chiude con un avanzo di 27 milioni di euro (il 2023 chiuse in perdita per 53 milioni). E presenta tutti gli altri dati in crescita: ricavi a 8,1 miliardi (più 6,2%), ebitda a 509 milioni, con un aumento annuo di circa il 28%, ebitda margin al 6,3%, (nel 2023 era stato di 5,2%). E inoltre una posizione finanziaria netta negativa a 1,281 miliardi (era stata di 2,2 nel 2023).
Parlando con gli analisti Folgiero ha anticipato un probabile dividendo l’anno prossimo, segnalando che «tutti i settori» nei quali opera Fincantieri «mostrano significative opportunità di crescita». In particolare, quello legato alla Norvegia, che sta lanciando un programma di 10 anni per aumentare la capacità navale. «Folgiero fin dall’inizio del suo mandato ha investito nel migliorare la produttività e nell’ottimizzazione della cantieristica, e i risultati sono arrivati - spiega Alessandro P…
Milano - Pierroberto Folgiero riporta in utile Fincantieri dopo due anni di rosso. Il bilancio 2024 approvato ieri dal cda chiude con un avanzo di 27 milioni di euro (il 2023 chiuse in perdita per 53 milioni). E presenta tutti gli altri dati in crescita: ricavi a 8,1 miliardi (più 6,2%), ebitda a 509 milioni, con un aumento annuo di circa il 28%, ebitda margin al 6,3%, (nel 2023 era stato di 5,2%). E inoltre una posizione finanziaria netta negativa a 1,281 miliardi (era stata di 2,2 nel 2023).
Parlando con gli analisti Folgiero ha anticipato un probabile dividendo l’anno prossimo, segnalando che «tutti i settori» nei quali opera Fincantieri «mostrano significative opportunità di crescita». In particolare, quello legato alla Norvegia, che sta lanciando un programma di 10 anni per aumentare la capacità navale. «Folgiero fin dall’inizio del suo mandato ha investito nel migliorare la produttività e nell’ottimizzazione della cantieristica, e i risultati sono arrivati - spiega Alessandro Pozzi, analista di Mediobanca Reasearch -. Inoltre il contesto macroeconomico è migliorato in maniera significativa e ciò favorisce l’area dello shipbuilding militare dove Fincantieri può proporre soluzioni innovative come la localizzazione della produzione».
Il carico di lavoro complessivo (backlog totale) di Fincantieri a fine anno si attestava a 51,2 miliardi, circa 6,3 volte i ricavi realizzati nel corso dell’anno, mentre i nuovi ordini acquisiti nel 2024 sono a livelli record, 15,4 miliardi, cioè più del doppio rispetto al 2023 (6,6 miliardi). Ma a questi numeri bisogna aggiungere l’accordo record con Norwegian Cruise Line Holdings Ltd (NCLH) per 4 navi da circa 226 mila tonnellate di stazza lorda, siglato all’inizio del 2025.
Folgiero punta poi molto sullo sviluppo del segmento underwater, che sarà sempre più strategico in quanto sta diventando importantissimo per molti paesi avere una flotta di sottomarini o droni per il monitoraggio delle infrastrutture critiche. È un settore molto in crescita e che presenta margini di profitto più elevati rispetto ad altri segmenti, anche del 20%. È in quest’area di business che Fincantieri ha acquisito la Wass da Leonardo e la Remazel, e in Medio Oriente ha firmato un accordo preliminare con Edge.
Folgiero ha presentato il suo piano industriale alla fine del 2022 per una durata quinquennale, fino al 2027. Ma non sembra che lo voglia rivedere anche se è in netto anticipo rispetto ai risultati previsti. La guidance per il 2025, includendo le due acquisizioni, prevede un fatturato intorno a 9 miliardi, un margine operativo lordo di circa il 7%, un rapporto di indebitamento simile a quello di fine 2024 e una conferma dell’utile netto. Con questi numeri il 14 maggio l’ad di Fincantieri si presenta all’assemblea che lo aveva nominato tre anni fa. Cassa Depositi e Prestiti detiene il 71% di Fincantieri e con la corsa che ha fatto il titolo (più 108% in un anno) dovrebbe rinnovare la fiducia a Folgiero e magari pensare a un collocamento di azioni sul mercato. Così si aspettano gli analisti che seguono la società.