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Cedacri, le banche clienti in pressing sull’azienda dopo l’ispezione di Bankitalia

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Lo scorso novembre erano sette i punti di attenzione evidenziati da Palazzo Koch nella società del gruppo Ion di Pignataro. La questione è approdata anche al cda di Mediolanum
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MILANO - Dopo l’ispezione di Bankitalia subita da Cedacri, le banche clienti vanno in pressing sul fornitore di servizi informatici per controllare che si adegui alle richieste di Palazzo Koch. Nei mesi scorsi, Cedacri, società acquisita nel 2021 da Ion investment group di Andrea Pignataro e specializzata nell’outsourcing informatico per il settore bancario, è finita nel mirino dei controlli di via Nazionale. Quest’ultima, dopo un accertamento ispettivo, ha evidenziato dieci punti di attenzione su cui intervenire.

A quanto risulta, Bankitalia avrebbe domandato a Cedacri di rendere più incisive le funzioni di controllo e di rafforzare i presidi di disaster recovery, che consentono la ripresa delle attività in caso di disastro informatico, come un attacco hacker. Tuttavia, la società fornitrice di servizi non è tra i soggetti vigilati da Palazzo Koch, che quindi non può sanzionarla. Da qui il coinvolgimento delle banche, che possono essere chiamate a rispondere dei servizi esternalizz…

MILANO - Dopo l’ispezione di Bankitalia subita da Cedacri, le banche clienti vanno in pressing sul fornitore di servizi informatici per controllare che si adegui alle richieste di Palazzo Koch. Nei mesi scorsi, Cedacri, società acquisita nel 2021 da Ion investment group di Andrea Pignataro e specializzata nell’outsourcing informatico per il settore bancario, è finita nel mirino dei controlli di via Nazionale. Quest’ultima, dopo un accertamento ispettivo, ha evidenziato dieci punti di attenzione su cui intervenire.

A quanto risulta, Bankitalia avrebbe domandato a Cedacri di rendere più incisive le funzioni di controllo e di rafforzare i presidi di disaster recovery, che consentono la ripresa delle attività in caso di disastro informatico, come un attacco hacker. Tuttavia, la società fornitrice di servizi non è tra i soggetti vigilati da Palazzo Koch, che quindi non può sanzionarla. Da qui il coinvolgimento delle banche, che possono essere chiamate a rispondere dei servizi esternalizzati in caso di carenze. Via Nazionale avrebbe pertanto domandato agli istituti vigilati di sincerarsi che Cedacri corra ai ripari.

Tra i gruppi clienti, ex soci del fornitore di servizi informatici, ci sono Bdm (la ex Popolare di Bari), Sparkasse, Banca Ifis, Cr Asti, Bper, Banco Desio e Banca Mediolanum. Quest’ultima, per esempio, monitora il piano di rimedio attuato da Cedacri attraverso sia la ricezione di documentazione sia incontri di approfondimento, dei quali si è parlato anche in consiglio di amministrazione.

Lo scorso novembre, Mediolanum ha ottenuto dalla società il piano di rimedio seguente al “follow-up” ispettivo di Bankitalia, una sorta di accertamento ulteriore di verifica. In questa nuova ispezione, sono emersi sette punti di attenzione rispetto ai dieci dell’accertamento precedente. La banca, partecipata dalle famiglie Doris e Berlusconi, con l’aiuto di un fornitore esterno, si è impegnata a monitorare le misure prese da Cedacri, per favorire la risoluzione delle criticità rimaste.

Pignataro, a cui Forbes attribuisce una ricchezza di quasi 34 miliardi di dollari, negli ultimi anni è stato protagonista di uno shopping sfrenato in Italia, terminato nel 2024 con l’acquisizione per 1,35 miliardi di Prelios, dopo un lungo iter passato anche dal via libera di Bankitalia.

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