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Multe Ue, slitta lo stop per le auto inquinanti. Vendite di Tesla a picco in Europa

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A pesare sulla decisione della Commissione europea sono stati gli annunci sui dazi americani. Secondo fonti dell’esecutivo, lo stop non è destinato a saltare e il rinvio sarebbe di pochi giorni
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BRUXELLES – Slitta lo stop alle multe per le case automobilistiche che nel 2025 non raggiungono gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti. Ieri era il d-day, il giorno in cui con procedura scritta la Commissione avrebbe dovuto approvare l’emendamento al regolamento che stabilisce le sanzioni. Iniziativa frutto anche del dialogo avviato con i costruttori. Ma tutto è stato rinviato di diversi giorni.

Il provvedimento, però, non rischia di saltare: l’esecutivo europeo è infatti intenzionato a non appesantire un mercato già in difficoltà. Ci sarebbero delle questioni giuridiche ancora di discutere, anche se l’aspetto che ha consigliato in maniera determinante il rinvio risiede nella guerra dei dazi minacciata da Donald Trump. Alcuni commissar…

BRUXELLES – Slitta lo stop alle multe per le case automobilistiche che nel 2025 non raggiungono gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti. Ieri era il d-day, il giorno in cui con procedura scritta la Commissione avrebbe dovuto approvare l’emendamento al regolamento che stabilisce le sanzioni. Iniziativa frutto anche del dialogo avviato con i costruttori. Ma tutto è stato rinviato di diversi giorni.

Il provvedimento, però, non rischia di saltare: l’esecutivo europeo è infatti intenzionato a non appesantire un mercato già in difficoltà. Ci sarebbero delle questioni giuridiche ancora di discutere, anche se l’aspetto che ha consigliato in maniera determinante il rinvio risiede nella guerra dei dazi minacciata da Donald Trump. Alcuni commissari, infatti, avrebbero suggerito di attendere per verificare la reale dimensione e l’applicabilità delle tariffe annunciate dal presidente americano per poi valutare la necessità o l’opportunità di modulare in qualche modo la proposta di modifica.

La revisione era stata promessa dalla stessa presidente von der Leyen «entro fine marzo» e si concentrava sulla possibilità di calcolare su tre anni (2025-2027), e non più su uno, la conformità agli standard che prevedono di non oltrepassare il limite di 93,6 grammi di CO2 per chilometro percorso a livello di flotta nel corso dell’anno. Certo, l’impegno a varare entro marzo l’emendamento non era «un obbligo vincolante», spiegano in Commissione. E comunque a Palazzo Berlaymont ritengono che sia solo una questione di giorni. «Pur apprezzando l’apertura della Commissione alla possibilità di introdurre flessibilità nell’applicazione delle sanzioni per lo sforamento dei target di emissione nel 2025 – ha detto Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, l’unione dei produttori esteri – è necessario chiarire che le sanzioni non verranno realmente rinviate».

Nel frattempo le vendite di auto elettriche continuano a crescere nonostante un calo generale delle nuove immatricolazioni nell’Unione europea e sebbene le vendite di veicoli Tesla continuino a diminuire. Le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria (Bev) sono aumentate di oltre il 25 per cento dall’inizio dell’anno, a 255.489, con una quota di mercato del 15,2% a fine febbraio. Ma questo non ha aiutato Tesla, già in difficoltà in altri mercati. Il gruppo guidato da Elon Musk ha venduto circa 19.000 unità nell’Ue a gennaio e febbraio, il 49% in meno rispetto all’anno precedente. Negli ultimi mesi, le aziende hanno ripetutamente e pubblicamente abbandonato le Tesla nelle loro flotte a causa delle attività politiche di Musk, che ha un ruolo chiave nei drastici tagli alle agenzie governative Usa. Il recente calo delle immatricolazioni di Tesla è anche condizionato dall’attesa della versione aggiornata della bestseller Model Y, che arriverà in Europa nelle prossime settimane.

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