Roma - Attenzione alla rottamazione delle cartelle fiscali. L’alert sulla proposta della Lega arriva in Parlamento. E a lanciarlo sono i tecnici. La misura “alimenta aspettative di futuri sconti e condoni, con ripercussioni sulle entrate”, mette a verbale l’Ufficio parlamentare di bilancio. Genera “effetti negativi in termini di perdita di gettito per l’erario», sottolinea la Corte dei conti, ricordando gli effetti negativi delle edizioni precedenti.
Le perplessità sullo schema del Carroccio - una maxi rottamazione dei debiti con il fisco in dieci anni senza sanzioni e interessi - emergono dalle audizioni in commissione Finanze, al Senato, dove è in corso un’indagine conoscitiva sulla gestione del magazzino fiscale della riscossione.
A mettere in evidenza i rischi leg…
Roma - Attenzione alla rottamazione delle cartelle fiscali. L’alert sulla proposta della Lega arriva in Parlamento. E a lanciarlo sono i tecnici. La misura “alimenta aspettative di futuri sconti e condoni, con ripercussioni sulle entrate”, mette a verbale l’Ufficio parlamentare di bilancio. Genera “effetti negativi in termini di perdita di gettito per l’erario», sottolinea la Corte dei conti, ricordando gli effetti negativi delle edizioni precedenti.
Le perplessità sullo schema del Carroccio - una maxi rottamazione dei debiti con il fisco in dieci anni senza sanzioni e interessi - emergono dalle audizioni in commissione Finanze, al Senato, dove è in corso un’indagine conoscitiva sulla gestione del magazzino fiscale della riscossione.
A mettere in evidenza i rischi legati alla rottamazione quinquies è anche il Mef. "Rispetto a chi ha aderito alla rottamazione quater creiamo una sperequazione ingiustificata: a nostro avviso sarebbe il caso di omogeneizzare le regole del gioco”, dice il direttore del dipartimento Finanze, Giovanni Spalletta.
Il riferimento è all’allungamento del periodo di riferimento del meccanismo, fino al 31 dicembre 2023, e alla rateizzazione estesa fino a 120 rate mensili senza interessi. E proprio le 120 rate finiscono al centro di un’altra riflessione. "Possono avere un’efficacia significativa” per i crediti di “ammontare rilevante”, ma “non congrua” per i debiti di importo più basso: l’Agenzia della Riscossione - è il rilievo - dovrebbe gestire piani di rateazioni, anche decennali, con il versamento di rate mensili di importo esiguo.
Le criticità riguardano anche la decadenza dalla nuova rottamazione solo dopo l’ottava rata non pagata o versata in ritardo. "La previsione - si legge nella memoria del Dipartimento delle Finanze - potrebbe compromettere la tempestività e l’efficacia delle azioni di recupero coatto dell’Agente della riscossione nei confronti dei contribuenti che omettono il versamento delle rate”. A preoccupare di più è l’impatto della misura sulle finanze pubbliche. Spalletta parla di “inevitabili riflessi sui conti pubblici” e le cause sono sempre il pagamento in 10 anni e “l’interferenza” con la rottamazione quater.
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Le audizioni a Palazzo Madama si focalizzano anche sulla montagna di tasse, contributi e multe non pagate.
È il magazzino fiscale che è arrivato a 1.272,9 miliardi, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione citati da Roberto Benedetti, il presidente della commissione tecnica voluta dal governo per fare chiarezza sui crediti non riscossi.
Meno della metà del totale (567,8 miliardi) ha "un’aspettativa di riscossione”, mentre 537,7 miliardi non sono più riscuotibili: in bilico ci sono invece 167,3 miliardi, oggetto di contenzioso. L’Upb cita i dati delle Entrate per ricordare che solo 100,8 miliardi hanno “un elevato grado di esigibilità”.
Per rafforzare la riscossione, il Dipartimento Finanze del Mef propone di superare le restrizioni sulla pignorabilità degli immobili, dalla seconda casa in giù. L’idea allo studio è abbassare il livello del debito, oggi pari a 120 mila euro, che fa scattare il pignoramento.
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