I dazi di Trump rovinano la festa a Super Mario e Zelda: rischio stangata sulla Switch 2
di Massimo FerraroROMA – Il 2 aprile incombe sul commercio mondiale. È la data in cui, a meno di ulteriori e clamorosi ripensamenti, gli Stati Uniti imporranno dazi al 20% e al 25% sulle merci importate dall’estero. Ma è anche il giorno in cui ci si attende di conoscere nuovi importanti dettagli sulla Switch 2, gioiello della Nintendo che spera di replicare il successo della prima console, 150 milioni di copie vendute nel mondo dal 2017. Ma ecco che le tariffe doganali di Donald Trump potrebbero rovinare i piani dell’azienda giapponese.
A registrare le preoccupazioni dell’azienda di Kyoto è il Financial TImes ricordando come, già dall’inizio del primo mandato di Trump (2016-2020), abbia investito per modificare la propria supply chain e distaccarsi dalla Cina. Pro…
ROMA – Il 2 aprile incombe sul commercio mondiale. È la data in cui, a meno di ulteriori e clamorosi ripensamenti, gli Stati Uniti imporranno dazi al 20% e al 25% sulle merci importate dall’estero. Ma è anche il giorno in cui ci si attende di conoscere nuovi importanti dettagli sulla Switch 2, gioiello della Nintendo che spera di replicare il successo della prima console, 150 milioni di copie vendute nel mondo dal 2017. Ma ecco che le tariffe doganali di Donald Trump potrebbero rovinare i piani dell’azienda giapponese.
A registrare le preoccupazioni dell’azienda di Kyoto è il Financial TImes ricordando come, già dall’inizio del primo mandato di Trump (2016-2020), abbia investito per modificare la propria supply chain e distaccarsi dalla Cina. Proprio su Pechino si è abbattuta la scure della guerra commerciale, praticamente il primo Paese a essere colpita dai dazi sull’export.
Nintendo si è messa al riparo dallo scudo commerciale statunitense sui prodotti dalla Cina, ma la Casa Bianca ha ora dichiarato guerra commerciale a tutto il mondo – almeno al 15% delle nazioni che hanno il surplus maggiore nei suoi confronti – e le fortune della nuova console dipendono dalla presenza o meno di Cambogia e Vietnam nella lista dei “cattivi”. E in che misura.
Perché i dazi riguardano Nintendo Switch 2
Da quei due Paesi del sud-est asiatico dipende almeno buona parte della produzione della nuova Switch della casa giapponese. E quindi più tardi verranno messi dazi sulle merci da quei Paesi, più tempo avrà l’azienda giapponese per tenere fermo il prezzo del suo prodotto e fare margine. In queste settimane, per mettere alla prova la propria catena di distribuzione ma anche per ripararsi dall’attivazione dei dazi, Nintendo ha già spedito negli Stati Uniti centinaia di migliaia di console.
Le Switch 2 inviate in America nell’arco di cinque giorni a gennaio sono state oltre 380mila. Secondo gli analisti, nelle settimane successive le capacità di spedizione sono anche aumentate. E il 50% dell’hardware mandato viene dalle produzioni di Vietnam e Cambogia.
Quanto costa la Switch 2
Il successo o meno del lancio della nuova Switch – che potrebbe arrivare il prossimo giugno – dipenderà dal prezzo unitario, dal cartellino che troveranno i videogiocatori sugli scaffali nei primi giorni. Secondo osservatori ed esperti del settore, Nintendo prevederà un prezzo già maggiorato per assorbire parte delle tariffe che potrebbero abbattersi sulle console. E che potrebbe essere fissato a 399 dollari (circa 370 euro), senza gioco incluso. Il Ft ricorda che 8 anni fa, la prima Switch fu lanciata sul mercato a 299 dollari, il 25% in meno.
Nonostante tutti dubbi a causa della confusione commerciale di questi mesi, il prezzo delle azioni Nintendo è salito di quasi il 25% quest'anno, con un aumento del 5,3% dopo che Goldman Sachs ha emesso un rating "buy" e ha dichiarato di aspettarsi una spedizione di 10 milioni di unità nel primo anno.