ROMA – «Siamo contrari alla strada del riarmo» scelta dall’Unione Europea. «Continuiamo a pensare che sia sbagliata». Il segretario della Cgil Maurizio Landini apre così l’assemblea pubblica “Pace lavoro, ambiente diritti” a cui partecipano sindaci e associazioni, dopo la piazza del 15 marzo.
«Una scelta nemmeno votata dal Parlamento europeo con una richiesta di 800 miliardi di spesa dirottata da altre direzioni», come la spesa sociale e per creare lavoro. «L’Europa ragiona sul riarmo, ma non si dà una politica estera. Percepisco la paura delle persone. Ma dire che la sicurezza si garantisce solo con le armi è una bugia».
La svolta autoritaria
Sull’Italia Landini affonda: «Siamo a una svolta autoritaria e antisociale sempre più precisa e sempre più delineata. E che pass…
ROMA – «Siamo contrari alla strada del riarmo» scelta dall’Unione Europea. «Continuiamo a pensare che sia sbagliata». Il segretario della Cgil Maurizio Landini apre così l’assemblea pubblica “Pace lavoro, ambiente diritti” a cui partecipano sindaci e associazioni, dopo la piazza del 15 marzo.
«Una scelta nemmeno votata dal Parlamento europeo con una richiesta di 800 miliardi di spesa dirottata da altre direzioni», come la spesa sociale e per creare lavoro. «L’Europa ragiona sul riarmo, ma non si dà una politica estera. Percepisco la paura delle persone. Ma dire che la sicurezza si garantisce solo con le armi è una bugia».
La svolta autoritaria
Sull’Italia Landini affonda: «Siamo a una svolta autoritaria e antisociale sempre più precisa e sempre più delineata. E che passa attraverso anche la messa in discussione del ruolo stesso delle organizzazioni di rappresentanza».
«Siamo a un peggioramento secco delle condizioni di vita e lavoro. Questo governo non solo non ha contrastato le scelte dell’Europa. Ma ha accettato di tagliare la spesa sociale, anche quella dei Comuni. La riduzione del debito si raggiungerà tagliando la spesa anziché aumentando le entrate colpendo profitti e rendite. Spendere in armi taglierà ancora la spesa sociale. Questo modello uccide le persone».
Il fallimento della globalizzazione
«Siamo al fallimento della globalizzazione che ha messo in crisi anche gli Usa», prosegue Landini. «Quando parlo di fallimento penso alla delocalizzazione delle produzioni e alla finanziarizzazione dell’economia» che è degenerata portando alla «centralità della finanza rispetto agli Stati» e all’azione pubblica. Tutto questo ha portato le contraddizioni «della precarietà e della competizione fra lavoratori».
La libertà e il mercato
«Ho la sensazione che in questi ultimi 15-20 sia anni prevalsa un’idea di libertà che dobbiamo mettere in discussione perché fondata sul mercato. Una concezione opposta a quella della nostra Costituzione che parla di giustizia sociale. L’altro modello di libertà è stato assunto dalle forze di destra e ha fatto cultura».