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Trump: “In arrivo i dazi sui farmaci”. Ma è dialogo tra Usa e Canada

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Il presidente americano chiama il premier di Ottawa Carney. Borse ancora giù, Wall Street perde il 2%. “Trattative solo dopo il 2 aprile”
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NEW YORK – Persino Arthur Laffer, economista icona dei repubblicani, ha avvertito Trump che i dazi sulle auto rischiano di provocare “un danno irreversibile”. Forse anche per questo, per i mercati che ieri hanno sfiorato ancora perdite del 2%, e per i rischi legati ad una guerra commerciale con i Paesi più vicini, il capo della Casa Bianca ha adottato un tono più conciliante, dopo la prima chiamata avuta ieri col nuovo premier di Ottawa Mark Carney. Nel frattempo la presidente messicana Claudia Sheinbaum ha sospeso le rappresaglie, manifestando la volontà di negoziare. Il problema quindi resta soprattutto per l’Europa, che prepara le difese.

“Non alzate i prezzi alle auto”

Laffer, autore della famosa curva a cui si era ispirato Reagan …

NEW YORK – Persino Arthur Laffer, economista icona dei repubblicani, ha avvertito Trump che i dazi sulle auto rischiano di provocare “un danno irreversibile”. Forse anche per questo, per i mercati che ieri hanno sfiorato ancora perdite del 2%, e per i rischi legati ad una guerra commerciale con i Paesi più vicini, il capo della Casa Bianca ha adottato un tono più conciliante, dopo la prima chiamata avuta ieri col nuovo premier di Ottawa Mark Carney. Nel frattempo la presidente messicana Claudia Sheinbaum ha sospeso le rappresaglie, manifestando la volontà di negoziare. Il problema quindi resta soprattutto per l’Europa, che prepara le difese.

“Non alzate i prezzi alle auto”

Laffer, autore della famosa curva a cui si era ispirato Reagan per giustificare i tagli alle tasse, era stato premiato da Trump nel 2019 con la più alta onorificenza civile negli Usa. In uno studio ha però avvertito che i dazi del 25% sulle importazioni delle auto aumenteranno i costi di 4.711 dollari per veicolo. Il Wall Street Journal ha rivelato che nella recente chiamata con i leader delle tre grandi case americane, il presidente li aveva intimati a non alzare i prezzi a causa delle tariffe, ma anche Laffer conferma che è impossibile.

E senza le esenzioni per le parti prodotte nel rispetto dell’accordo commerciale Usmca, voluto e negoziato proprio da Trump, «i dazi rischiano di causare un danno irreparabile all’industria, contraddicendo gli obiettivi dell’amministrazione di rafforzare l’industria e la stabilità economica degli Usa».

La telefonata Trump-Carney

Forse queste critiche sono arrivate all’orecchio del presidente prima della telefonata con Carney, che alla fine ha definito “estremamente produttiva”. Quindi ha aggiunto: «Ci siamo accordati su molte cose. Ci incontreremo immediatamente dopo le elezioni canadesi, per lavorare su elementi politici, economici e tutti gli altri fattori, che finiranno per essere grandi per entrambi i paesi».

Trump non è sceso nei dettagli delle intese raggiunte e il valore dell’appuntamento preso con Carney dipenderà molto dal risultato del voto del 28 aprile, ma intanto il premier lo ha avvertito: «Reagiremo ai suoi dazi». I commentatori della Canadian Broadcasting Corporation attribuiscono il cambio di tono ad almeno tre fattori: primo, Carney non è Trudeau, che Trump non sopportava, e come ex banchiere centrale ha grande esperienza su questi temi.

Secondo, umiliando Ottawa con la pretesa di farne il cinquantunesimo Stato sta aiutando la resurrezione elettorale dei liberal. Terzo, incrinare il rapporto con i vicini, i principali partner commerciali degli Usa, rischierebbe di danneggiare gli americani.

Perciò anche Sheinbaum ha scelto la strategia della prudenza, nella speranza che il capo della Casa Bianca si accontenti di negoziare qualche aggiustamento all’Usmca, invece di radere tutto al suolo. Per l’Europa il discorso resta diverso. Trump ha ribadito che i nuovi dazi partiranno il 2 aprile e riguarderanno anche le cause farmaceutiche. Solo dopo il 2 aprile si potranno fare nuove trattative. Intanto il governo tedesco non ha escluso che la risposta ai dazi prenda di mira i giganti tech Usa.

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