Italian-Thai Development, chi è la società che stava costruendo il palazzo crollato a Bangkok
di Flavio BiniMILANO – L’Italia è solo nel nome in Italian-Thai Development, la società coinvolta nel crollo del grattacielo in costruzione a Bangkok a causa del devastante terremoto di venerdì con epicentro in Myanmar. Il gruppo, nato nel 1958 dall’idea di Chaijudh Karnasuta e Giorgio Berlingieri oggi è una realtà 100% thailandese e senza più legami con il nostro Paese.
I progetti
Negli anni si è affermato come uno dei principali gruppi nel settore dell’edilizia del Paese, con all’attivo anche la costruzione del Suvarnabhumi International Airport, il principale scalo del Paese a 25 chilometri dalla capitale, completato nel 2006. Stando all’ultimo report annuale della società, la maggioranza dell’azienda è ancora in mano per il 22,3% alla famiglia Karnasuta, una delle più ricche del Paese, con la quota più rilevante attribuita a Premchai Karnasuta, presidente del gruppo con alle spalle in tempi recenti anche una insolita condanna a 16 mesi per avere cacciato illegalmente una pantera nera, speci…
MILANO – L’Italia è solo nel nome in Italian-Thai Development, la società coinvolta nel crollo del grattacielo in costruzione a Bangkok a causa del devastante terremoto di venerdì con epicentro in Myanmar. Il gruppo, nato nel 1958 dall’idea di Chaijudh Karnasuta e Giorgio Berlingieri oggi è una realtà 100% thailandese e senza più legami con il nostro Paese.
I progetti
Negli anni si è affermato come uno dei principali gruppi nel settore dell’edilizia del Paese, con all’attivo anche la costruzione del Suvarnabhumi International Airport, il principale scalo del Paese a 25 chilometri dalla capitale, completato nel 2006. Stando all’ultimo report annuale della società, la maggioranza dell’azienda è ancora in mano per il 22,3% alla famiglia Karnasuta, una delle più ricche del Paese, con la quota più rilevante attribuita a Premchai Karnasuta, presidente del gruppo con alle spalle in tempi recenti anche una insolita condanna a 16 mesi per avere cacciato illegalmente una pantera nera, specie protetta nel Paese.
Il palazzo in costruzione
Sul palazzo crollato a Bangkok l’azienda era presente con una partecipazione al 51% in una joint-venture, con il colosso cinese delle costruzioni China Railway Engineering Corporation (CREC), una delle più grandi società di ingegneria e costruzione al mondo. L’edificio era destinato ad ospitare degli uffici governativi e secondo quanto riferito dal Bangkok Post è stata già aperta un’indagine per fare luce su eventuali responsabilità.
Le difficoltà finanziarie
Un incidente arrivato comunque in un momento giù non felice per il gruppo. Da 2021 ad oggi l’azienda – quotata alla borsa di Bangkok dal 1994 – ha visto crollare il proprio valore di oltre il 90%. L’azienda lo scorso anno ha faticato a rimborsare i propri creditori alla scadenza dei bond e ha chiuso il 2024 con un rosso record da 5,77 miliardi di Baht, circa 170 milioni di dollari, con un debito volato a 110 miliardi di Baht, più di 3 miliardi di dollari. Non solo. Appena tredici giorni fa la l’azienda – in joint venture con Vijitphan Construction Ltd – era stata coinvolta in un altro grave incidente durante la costruzione di una autostrada nella città, costato la vita a 5 persone.