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Gota (Eurizon): “La volatilità sui mercati può durare tutto l’anno”

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Per l’ad della società del risparmio gestito del gruppo Intesa Sanpaolo, “sulle Borse pesano le politiche tariffarie e fiscali statunitensi”. Che Assogestioni presenti una lista per le Generali “è la regola, decidere di non farlo sarebbe invece una scelta discrezionale”
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Dal suo ufficio di via Melchiorre Gioia con vista panoramica su Milano, Maria Luisa Gota, responsabile divisione asset management di Intesa Sanpaolo e amministratore delegato di Eurizon, si trova al centro delle partite finanziarie del momento. Non soltanto è in prima linea per la presidenza di Assogestioni, ma la lista di minoranza dei fondi italiani per il rinnovo del vertice delle Generali è passata con il voto decisivo di Eurizon e Fideuram, le due società del risparmio gestito del gruppo Intesa Sanpaolo.

I dati di Assogestioni danno Eurizon e Fideuram al primo posto per patrimonio nella classifica italiana, con quasi 520 miliardi a fine 2024, per una quota del 21%, e una raccolta di 2,7 miliardi nell’ultimo trimestre. Il 2024 è stato ancora un anno di transizione per il risparmio gestito. Che bilancio fa a quasi un anno dalla sua nomina?

«Il bilancio è positivo: nel 2024 la raccolta è ripartita grazie a migliori condizioni macroeconomiche e alla capacità di rinnovarsi dell’indu…

Dal suo ufficio di via Melchiorre Gioia con vista panoramica su Milano, Maria Luisa Gota, responsabile divisione asset management di Intesa Sanpaolo e amministratore delegato di Eurizon, si trova al centro delle partite finanziarie del momento. Non soltanto è in prima linea per la presidenza di Assogestioni, ma la lista di minoranza dei fondi italiani per il rinnovo del vertice delle Generali è passata con il voto decisivo di Eurizon e Fideuram, le due società del risparmio gestito del gruppo Intesa Sanpaolo.

I dati di Assogestioni danno Eurizon e Fideuram al primo posto per patrimonio nella classifica italiana, con quasi 520 miliardi a fine 2024, per una quota del 21%, e una raccolta di 2,7 miliardi nell’ultimo trimestre. Il 2024 è stato ancora un anno di transizione per il risparmio gestito. Che bilancio fa a quasi un anno dalla sua nomina?

«Il bilancio è positivo: nel 2024 la raccolta è ripartita grazie a migliori condizioni macroeconomiche e alla capacità di rinnovarsi dell’industria, che ha riavvicinato gli investitori al risparmio gestito con un’offerta in prevalenza obbligazionaria e con soluzioni a finestra. Ora la sfida è riportare l’interesse verso prodotti continuativi».

Ci sarà un ritorno alle azioni? Le Borse danno qualche segnale di nervosismo…

«Sulle azioni abbiamo una visione moderatamente positiva ma suggeriamo alle reti di proporre piani di accumulo (Pac) come soluzione anche di fronte ai picchi di volatilità. Nel 2025 abbiamo assistito infatti a un ritorno della volatilità sui mercati che potrebbe accompagnarci per tutto l’anno, in funzione di quelle che saranno le effettive politiche tariffarie e fiscali statunitensi. Il nostro scenario centrale si basa comunque sul proseguimento del ciclo economico globale, sostenuto anche da Europa e Cina».

Un passo di lato: abbiamo parlato di Assogestioni, che presenterà una lista di minoranza per il rinnovo del cda delle Generali. È una mossa giusta?

«Il principio generale è che il Comitato dei gestori presenti una lista di minoranza, in modo che i fondi siano rappresentati nei consigli di amministrazione degli emittenti nei quali investono, rispettando così il dovere di stewardship che i gestori hanno nei confronti dei sottoscrittori. Decidere di non presentare una lista sarebbe interpretabile come una scelta discrezionale».

Nel 2024 che risultati ha ottenuto Eurizon?

«Il patrimonio è arrivato a 394,6 miliardi. L’anno si è chiuso con utili netti in crescita annua del 16% a 573 milioni e con un progresso del 9,7% delle commissioni nette. Ai risultati hanno contribuito sia le reti di gruppo sia quelle esterne nonché i clienti istituzionali. Sono stati significativi i risultati della banca dei territori e dell’hub dell’est Europa. Siamo inoltre soddisfatti delle partnership con la greca Eurobank, da cui sono arrivati i primi afflussi, e con la cinese Penghua (49% del capitale). In crescita anche Ecra, la piattaforma dedicata ai private market con un patrimonio di oltre 11 miliardi».

La riorganizzazione delle fabbriche prodotto procede?

«Il primo marzo abbiamo integrato Epsilon Sgr. Entro il terzo trimestre puntiamo ad altri due passaggi: la scissione totale di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking Am, che comporta tra l’altro la cessione a Eurizon delle gestioni collettive; la scissione parziale delle gestioni patrimoniali private di Eurizon verso Fideuram Ispb. Così Eurizon rafforza ancora di più la vicinanza alle reti della divisione private».

Quali sono le novità del 2025?

«Stiamo progettando i primi Etf completamente italiani, che saranno utilizzati in una logica di complementarietà con la nostra offerta. Entro il terzo trimestre pensiamo di lanciare un primo gruppo di strumenti passivi che saranno seguiti da Etf attivi. Abbiamo poi siglato un’intesa con Blackrock, per cui selezioneremo asset manager terzi».

C’è chi si è allontanato dagli obiettivi Esg fissati. Voi?

«Confermiamo l’impegno Esg come Eurizon e come gruppo e continuiamo a lavorare per raggiungere gli obiettivi intermedi e al 2050. Come sottoscrittori della Net Zero Asset Management Initiative, nel piano di engagement sugli emittenti nei nostri portafogli, siamo arrivati a contattare 71 società, il 71% delle emissioni finanziate, rispetto al target del 70% al 2025 e del 90% al 2030. A ottobre, inoltre, abbiamo sottoscritto il manifesto rivolto ai governi Global investor statement on the climate crisis».

Cosa pensa della strategia europea per l’Unione dei risparmi e degli investimenti che si propone di indirizzare i risparmi europei verso asset europei?

«Vedo con favore la rifocalizzazione dell’Ue sul risparmio e l’idea di canalizzarlo verso investimenti a beneficio della crescita economica europea. Il successo della strategia dipenderà dall’attuazione. Ricorrere a un incentivo fiscale è necessario ma la leva fiscale è dei Paesi e non tutti si trovano nella stessa situazione. Ricordo che in Italia la deducibilità dei prodotti di previdenza complementare è di 5.164 euro l’anno, mentre negli Stati Uniti la soglia per gli over 50 è di 30.500 dollari».

Usate l’intelligenza artificiale?

«Facciamo un lavoro continuo per essere sempre più digitali ed efficienti. Abbiamo cominciato a integrare le piattaforme che supportano tutte le fasi del nostro lavoro e che sono in comunicazione diretta con le reti. Abbiamo avviato in alcune aree processi di automazione con l’uso di robot. Nell’IA cerchiamo di avere due o tre casi di utilizzo da sperimentare ogni anno per poi portarli in produzione; quest’anno per esempio lavoriamo sul materiale di marketing. L’anno scorso poi c’è stata una prima sperimentazione di quote tokenizzate di fondi comuni che proseguirà anche quest’anno. È un filone che va governato ma che può essere molto promettente nella modernizzazione delle fasi operative del risparmio gestito».

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