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Auto, Bruxelles multa 15 case ma dà più tempo sulle emissioni nocive

(afp)

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Sanzione da 458 milioni di euro nel complesso per un cartello sui mezzi da rottamare. L’obiettivo dell’intesa era non remunerare i demolitori per i loro servizi. Crescono le immatricolazioni a marzo: +6,22 rispetto allo stesso mese del 2024. Stabile Stellantis, Fiat leader in Italia per quote di mercato
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ROMA – La Commissione europea ha multato 15 maggiori produttori di auto e la loro associazione – l’Acea – per un totale di 458 milioni di euro per aver partecipato a un cartello di lunga durata riguardante il riciclo dei veicoli fuori uso. Mercedes-Benz non è stata multata, in quanto ha rivelato il cartello alla Commissione nell'ambito del programma di clemenza.

La Commissione, in una nota, spiega che tutte le aziende coinvolte hanno ammesso la loro partecipazione e hanno accettato di chiudere il caso attraverso una procedura di transazione. Stellantis, Mitsubishi e Ford hanno beneficiato di una riduzione della multa per aver cooperato con Bruxelles: per Stellantis la sanzione è stata dimezzata; riduzione del 30% per Mitsubishi…

ROMA – La Commissione europea ha multato 15 maggiori produttori di auto e la loro associazione – l’Acea – per un totale di 458 milioni di euro per aver partecipato a un cartello di lunga durata riguardante il riciclo dei veicoli fuori uso. Mercedes-Benz non è stata multata, in quanto ha rivelato il cartello alla Commissione nell'ambito del programma di clemenza.

La Commissione, in una nota, spiega che tutte le aziende coinvolte hanno ammesso la loro partecipazione e hanno accettato di chiudere il caso attraverso una procedura di transazione. Stellantis, Mitsubishi e Ford hanno beneficiato di una riduzione della multa per aver cooperato con Bruxelles: per Stellantis la sanzione è stata dimezzata; riduzione del 30% per Mitsubishi, del 20 per Ford.

Secondo quanto sostenuto da Bruxelles, i produttori hanno concordato di considerare il riciclo di veicoli fuori uso un'attività sufficientemente redditizia e, pertanto, di non remunerare i demolitori di automobili per i loro servizi (la cosiddetta strategia "zero-treatment-cost"). Le aziende hanno anche condiviso informazioni commercialmente sensibili sui loro accordi individuali con i demolitori di auto e hanno coordinato il loro comportamento nei confronti di questi. Hanno inoltre limitato le informazioni sul riciclo con l'obiettivo di impedire ai consumatori di prenderle in considerazione quando scelgono un'auto.

Ai sensi della direttiva 2000/53/CE sugli Elv, l'ultimo proprietario di un Elv deve essere in grado di smaltirlo gratuitamente con un demolitore e, se necessario, i produttori di auto sono obbligati a sostenere i costi. I consumatori, inoltre, devono essere informati sulle prestazioni di riciclo delle auto nuove.

L'indagine ha scoperto che Acea era il facilitatore del cartello, avendo organizzato numerosi incontri e contatti tra i produttori di auto coinvolti. L'indagine della Commissione ha rivelato l'esistenza di un'infrazione unica e continuata nello spazio economico europeo, che si è protratta per oltre 15 anni, dal 29 maggio 2002 al 4 settembre 2017.

Stellantis: “Da noi massima collaborazione”

“Stellantis – si legge in una nota del gruppo – riconosce le decisioni annunciate dalla Commissione europea e dall'Autorità per la concorrenza e i mercati del Regno Unito. La società ha collaborato pienamente con entrambe le istituzioni durante le indagini e la collaborazione ha portato ad accordi con sanzioni ridotte, per un totale rispettivamente di 99,5 milioni di euro e 10,4 milioni di sterline. La sanzione è già stata accantonata e i risultati dell'intero 2024 della società ne tengono conto”.

L’emendamento per le multe sulle emissioni

La Commissione europea ha adottato la sua proposta di modifica al regolamento sulle emissioni CO2 di auto e furgoni per dare più flessibilità alle case automobilistiche sui target di taglio delle emissioni, scongiurando per ora l'imposizione delle multe a chi non si adegua. Come anticipato da Ursula von der Leyen, l'emendamento è finalizzato a calcolare su una media di tre anni (2025-2027) e non più uno la conformità ai target, che prevedono di non oltrepassare il limite di 93,6 grammi di CO2 per chilometro percorso a livello di flotta. La proposta, arrivata dopo due rinvii, dovrà ora essere approvata dai Paesi e dall'Eurocamera.

Oltre alla conformità su base triennale, per alleggerire ulteriormente le case automobilistiche l'esecutivo propone inoltre la possibilità di notificare una sola volta, entro fine 2027, la registrazione di alleanze in 'pooling' stipulate nei tre anni per figurare come un unico blocco industriale ai fini del calcolo dei target, evitando l'obbligo di notifica annuale.

"Il nostro settore automobilistico altamente innovativo sta decarbonizzando per contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico, ma anche per mantenere il suo vantaggio competitivo sui mercati mondiali", ha commentato la presidente della Commissione europea, precisando che con la proposta l'esecutivo concede "maggiore flessibilità a questo settore chiave" e allo stesso tempo mantiene "la rotta verso i nostri obiettivi climatici: decarbonizzazione e competitività possono andare di pari passo".

Più immatricolazioni a marzo: stabile Stellantis, Fiat primo brand in Italia

A marzo in Italia sono state immatricolate - secondo i dati del ministero dei Trasporti - 172.223 vetture, il 6,22% in più dello stesso mese dello scorso anno. Nel trimestre sono state 443.906, l'1,64% in meno dell'analogo periodo del 2024. Guardando alle performance dei marchi, a marzo i rialzi delle immatricolazioni più elevati sono stati quelli di Alfa Romeo (+44,88% a 3.916 unità), Dr/Evo (+93,23% a 2.284 Unità) e Subaru (+82,67% a 274 unità).

Tra le flessioni maggiori in termini percentuali, invece, ci sono state quelle di Lancia (-77,09% a 1.110 Unità), Lynk&Co (-76,12% a 32 unità) e Smart (-85,99% a 58 unità). Da segnalare il balzo di Omoda/Jaecoo, brand parte del gruppo cinese Chery, che dall'arrivo sul mercato italiano nell'estate 2024, ha registrato una crescita costante.

Stellantis, nel complesso, ha immatricolato a marzo 52.254 auto, all'incirca lo stesso numero dello scorso anno, secondo le elaborazioni da Dataforce. Nel trimestre le consegne del gruppo sono 135.762, in calo del 9,8% sull'analogo periodo del 2024.

In relazione alle quote di mercato, sempre a marzo il brand Fiat, che negli ultimi mesi del 2024 aveva perso la prima posizione su base mensile, si conferma primo in Italia per quota di mercato con il 9,66% a 16.637 vetture immatricolate. Fiat precede il 7,75% di Toyota/Lexus, che nelle tabelle del ministero sono conteggiate insieme (per fare un esempio, anche Citroën/Ds sono calcolate insieme), il 6,98% di Volkswagen e il 6,2% di Peugeot. Secondo i dati diffusi dal Mit, inoltre, nel mese scorso in Italia sono stati venduti 2.217 modelli Tesla, in aumento del 51,33% annuale.

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