ROMA – "Faremo un decreto importante che aggirerà la demagogia del salario minimo della sinistra". Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon interviene all'evento “Generali Italia Partner del Paese” e anticipa i contenuti del nuovo decreto allo studio del governo. Attaccando l’opposizione e la proposta dei partiti di minoranza sul salario minimo, affossata lo scorso inverno. Per il senatore della Lega, c'è necessità di "rafforzare il sistema salariale" introducendo "nuovi meccanismi di importanza che si sviluppano annualmente" e dando forza "sempre più al welfare di secondo livello, defiscalizzandolo".
Il sottosegretario, che dopo il pasticcio sull’Irpef ha confermato l’impegno a rimediare, ha citato gli ultimi numeri Istat sul lavoro, che segnalano una crescita di 47mila occupati a febbraio, 564mila in più rispetto al 2024. "Siamo in un momento di numeri positivi sull'occupazione, mai stati numeri cosi importanti - ha detto all'evento di Roma - però allo stesso tempo c'è un problema salario, che ci portiamo da anni", ossia che non crescono. Durigon ha quindi riconosciuto alle assicurazioni private di aver contribuito a ridurre il mismatch sui redditi grazie alle integrative e al welfare aziendale. "È complementare al lavoro e dà forti impulsi all'incremento salariale e questo dobbiamo agevolarlo".
La crisi demografica: il Paese invecchia, niente figli
Una sponda alle compagnie potrebbe venire dal prossimo decreto lavoro del governo Meloni che potrebbe prevedere anche l'obbligatorietà di polizze integrative per i più giovani. La mozione, spiega il senatore, verrà presentata al congresso della Lega e potrebbe poi finire nel provvedimento. Rivendicando l'inserimento in legge di bilancio di misure di questo tipo “per agevolare la fuoriuscita dal mercato del lavoro”. Anche se su questo i dati Istat segnalano che oltre il 90% degli occupati in più degli ultimi 12 mesi è over 50.
Entro il 2045 un terzo della popolazione avrà più di 65 anni, nel 2050 ci sarà un pensionato per ogni lavoratore ed entro 45 anni l'ammontare della pensione sarà pari al 67% dello stipendio. Inutile dire che l’inverno demografico avrà un costo sociale, individuale e collettivo. Dal 2035, le pensioni saranno più basse ma la spesa complessiva non diminuirà. "Dobbiamo ragionare sulla previdenza complementare obbligatoria - ha dichiarato - che è un elemento fondamentale. Credo che nei giovani vada inserita una forma obbligatoria perché devono pensare al futuro".
Generali Italia, il ceo Fancel: "Investiremo 325 milioni nell'innovazione"
Il country manager e ceo di Generali Italia, Giancarlo Fancel, ha invece sottolineato come sulle polizze catastrofali il governo si sia mosso bene. "È un brillante esempio di partnership tra pubblico e privato", ha dichiarato Fancel. Un concetto ribadito poi anche dagli ospiti - dal presidente e dalla vicepresidente della Regione Lazio alla ministra Calderone - come necessario per tenere il sistema in equilibrio. Generali Italia ha chiuso il 2024 con una raccolta premi di 32,1 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2023. L'ad Fancel ha anche indicato cambiamento climatico e questione demografica come le principali sfide che attendono il Paese. "Intendiamo confermarci come solido partner del Paese - ha aggiunto Fancel - le sfide mettono in evidenza il nostro ruolo sociale come assicuratori. Nei prossimi tre anni continueremo a investire in innovazione con oltre 325 milioni di euro su Dati e Intelligenza Artificiale".