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Mps, Glass Lewis favorevole all’aumento di capitale per Mediobanca

Alessia Pierdomenico/Bloomberg via Getty Images

 

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La società di proxy approva l’operazione e in Borsa si assottiglia a 170 milioni lo sconto tra i due titoli. La banca senese promossa da Dbrs
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MILANO – Nella partita di Mps per la conquista di Mediobanca, i proxy advisor, coloro che “suggeriscono” agli azionisti come votare, si posizionano su fronti opposti. Dopo che venerdì gli esperti di Iss avevano indicato ai soci dell’istituto senese di votare contro l’aumento di capitale alla base dell’offerta sulla banca milanese, ieri da Glass Lewis è arrivato un suggerimento speculare.

Il proxy advisor, in vista dell’assemblea del 17 aprile, ha infatti raccomandato di esprimersi a favore dell’aumento di capitale. Da una parte, Glass Lewis riconosce che l’operazione su Piazzetta Cuccia «comporta rischi di esecuzione identificabili» anche «in termini di integrazione culturale». Dall’altro lato, ritiene tali preoccupazioni «gestibili» e che l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, «abbia una comprovata e credibile esperienza nell’esecuzione di complesse operazioni di fusioni e acquisizioni».

MILANO – Nella partita di Mps per la conquista di Mediobanca, i proxy advisor, coloro che “suggeriscono” agli azionisti come votare, si posizionano su fronti opposti. Dopo che venerdì gli esperti di Iss avevano indicato ai soci dell’istituto senese di votare contro l’aumento di capitale alla base dell’offerta sulla banca milanese, ieri da Glass Lewis è arrivato un suggerimento speculare.

Il proxy advisor, in vista dell’assemblea del 17 aprile, ha infatti raccomandato di esprimersi a favore dell’aumento di capitale. Da una parte, Glass Lewis riconosce che l’operazione su Piazzetta Cuccia «comporta rischi di esecuzione identificabili» anche «in termini di integrazione culturale». Dall’altro lato, ritiene tali preoccupazioni «gestibili» e che l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, «abbia una comprovata e credibile esperienza nell’esecuzione di complesse operazioni di fusioni e acquisizioni».

Glass Lewis bolla anche come «non priva di fondamento» l’ipotesi di Mediobanca che il gruppo Caltagirone e la Delfin della famiglia Del Vecchio «sostengano l’operazione (di Mps) nell’ambito di un più vasto piano» che mira alle Generali, anche se, «per quanto ne sappiamo, non c’è prova che i due soci agiscano di concerto».

Oltre alla raccomandazione di Glass Lewis, ieri Mps ha incassato la promozione dell’agenzia di rating Dbrs-Morningstar, che ha riportato il giudizio sul merito di credito al livello di affidabilità (investment grade) alzandolo di una tacca da Bb high a Bbb low. Secondo Dbrs, «la migliore generazione di capitale e la solida riserva di capitale assicurano alla banca maggiore flessibilità finanziaria per far fronte a un potenziale deterioramento del contesto economico e giocare un ruolo attivo nel processo di consolidamento in corso del sistema bancario italiano».

Intanto, sempre in vista dell’assemblea, è stata pubblicata la relazione di Kpmg, chiamata da Mps a fornire un parere indipendente sul valore delle azioni Mediobanca. Gli esperti concludono che il valore equo dei titoli di Piazzetta Cuccia «non sia inferiore a 16,406 euro» l’uno, con dividendo (15,852 euro sottraendo l’acconto sulla cedola che Mediobanca staccherà a maggio). Quando Mps ha annunciato l’Ops, che punta a scambiare 2,3 azioni senesi di nuova emissione per ogni titolo Mediobanca, il prezzo implicito dell’istituto milanese era di 15,992 euro.

Alle quotazioni di Borsa di ieri, con le banche finite sotto il fuoco delle vendite per i dazi americani, il prezzo implicito dell’Ops risulta di 16,3668 euro, appena sotto la soglia individuata da Kpmg e anche sotto le quotazioni di 16,57 euro di Piazzetta Cuccia sul listino milanese. Sempre a questi prezzi, l’Ops di Mps risulta a sconto di 170 milioni, il che significa una forbice più sottile rispetto ai giorni scorsi.

Nella documentazione per l’assemblea, Mps ipotizza un avviamento legato all’operazione su Mediobanca di 1.148 milioni, dato dal costo stimato per l’acquisizione (con l’eventuale sovrapprezzo dell’aumento di capitale) meno il patrimonio netto rettificato di Piazzetta Cuccia (che tiene conto di 2 miliardi di plusvalenza potenziale su Generali).

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