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Borse, l’incubo di un nuovo crollo dopo la settimana più nera

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I mercati guardano al vertice europeo di domani che deve calibrare la risposta a Trump. Speranza nei negoziati ma timori per l’escalation, decisivo l’orientamento dei grandi fondi
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MILANO – Come un uragano, i dazi di Trump si sono abbattuti sulle Borse globali. I mercati hanno sofferto tutta la settimana, penalizzati dall’incertezza per il futuro dell’economia.

Trump affonda le Borse

L’annuncio del presidente Usa di mercoledì sera ha inferto un colpo sordo al mondo finanziario, provocando un crollo dei listini simile a quello dell’11 settembre. In Europa tra giovedì e venerdì sono stati bruciati 1.241 miliardi di capitalizzazione, come se si fosse volatilizzato il valore di Meta, una delle magnifiche sette della tecnologia Usa e tra le maggiori quotate al mondo.

Ad aggravare la situazione si sono aggiunti i controdazi cinesi e lo spettro di una stagflazione preannunciato dal presidente della Fed, Jerome Powell. E ora i mercati vivono l’incubo di un n…

MILANO – Come un uragano, i dazi di Trump si sono abbattuti sulle Borse globali. I mercati hanno sofferto tutta la settimana, penalizzati dall’incertezza per il futuro dell’economia.

Trump affonda le Borse

L’annuncio del presidente Usa di mercoledì sera ha inferto un colpo sordo al mondo finanziario, provocando un crollo dei listini simile a quello dell’11 settembre. In Europa tra giovedì e venerdì sono stati bruciati 1.241 miliardi di capitalizzazione, come se si fosse volatilizzato il valore di Meta, una delle magnifiche sette della tecnologia Usa e tra le maggiori quotate al mondo.

Ad aggravare la situazione si sono aggiunti i controdazi cinesi e lo spettro di una stagflazione preannunciato dal presidente della Fed, Jerome Powell. E ora i mercati vivono l’incubo di un nuovo crollo. Domani riaprono le Borse e gli operatori guardano al vertice dei ministri del Commercio della Ue e alla possibile rappresaglia alla vigilia della partenza dei dazi bilaterali (mercoledì).

Milano la peggiore

Nel frattempo si contano le perdite. Milano è stata la più penalizzata del Vecchio continente, con un calo di oltre il 10%. “Piazza Affari ha perso più delle altre Borse europee anche perché il peso delle banche rappresenta oltre un terzo della composizione dell’indice Ftse Mib, e per lo stesso motivo aveva guadagnato molto nei mesi precedenti”, spiega Orlando Barucci, presidente di Vitale & co.

“Ma del panic selling delle ultime due sedute ne hanno risentito anche titoli industriali meno colpiti dai dazi, che hanno scontato un aggiustamento al ribasso delle quotazioni per motivi tecnici: i fondi passivi che replicano l’indice, hanno dovuto vendere indistintamente tutte le aziende che ne facevano parte”.

Pesa l’economia basata sull’export

L’Italia ha pagato anche il conto di un’economia basata sull’export, dove gli Usa sono un alleato storico e un importante mercato di sbocco. Un terremoto acuito dal calo del dollaro, voluto da Trump per mitigare il deficit. “Un dollaro debole penalizza una grande fetta dell’industria italiana - aggiunge Barucci - non solo chi esporta ma anche chi produce e fattura in valuta Usa, che vedrà i ricavi e i margini tradotti in euro diminuire”.

L’Inghilterra la meno penalizzata

Londra, invece, su cui pende solo la tariffa base del 10%, ha visto andare in fumo “appena” il 4,5%. Del resto, la manifattura, il vero obiettivo di Trump, non incide troppo sull’economia inglese, orientata verso i servizi, per ora esenti da dazi.

Crollano anche i titoli tech americani

Wall Street non è stata da meno. La Borsa di New York ha perso in due sedute quasi cinque mila miliardi di dollari, trascinata al ribasso dai titoli delle aziende tecnologiche, comprese quelle i cui manager avevano presenziato all’insediamento di Trump: dall’introduzione dei dazi, Amazon ha perso il 13%, Meta il 14%, Alphabet (Google) il 7% e Apple il 16%.

Tesla, la casa automobilistica fondata dal braccio destro del presidente Usa, Elon Musk, è crollata del 15%. La volatilità dei mercati avrebbe poi indotto anche alcune società, come Klarna e StubHub, a rimandare la loro quotazione, in attesa di tempi migliori.

Petrolio e oro, entrambi in calo

La tempesta non ha risparmiato neanche il petrolio, influenzato pure dall’aumento di produzione annunciato da alcuni Paesi dell’Opec+. L’oro, storico bene rifugio, ha perso terreno, pur rimanendo vicino ai massimi di sempre.

Cosa succede adesso

“Per capire come andranno le Borse bisognerà vedere quale sarà la reazione dell’Europa alle tariffe Usa, se e a quali condizioni Trump negozierà con i vari Stati e infine se il presidente continuerà a ignorare il chiaro segnale che gli hanno dato i mercati - prosegue Barucci -. Occorre inoltre seguire con attenzione come e dove i fondi internazionali che hanno venduto Wall Street decideranno di reindirizzare i loro investimenti: ovvero su quali geografie e su quali asset, anche in chiave geopolitica, vedono migliori prospettive economiche”.

I bond governativi, europei e statunitensi, hanno poi attratto quegli investitori spaventati che cercavano rifugio dalle intemperie di Borsa. “L’enorme possibile perdita di credibilità accusata dagli Usa, accompagnata dal rischio crescente di una recessione, potrebbe anche innescare una nuova crisi finanziaria”, conclude Barucci. La Casa Bianca, per ora, sembra ignorare l’allarme dei mercati. Trump e il vice JD Vance, minimizzano l’accaduto. Pensavano che le Borse avrebbero reagito peggio.

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