L’Ue propone “zero dazi” a Trump, ma per il 15 aprile è pronta la prima risposta (senza whisky)
dal nostro inviato Claudio TitoLUSSEMBURGO – “Dazi zero contro zero”. Cioè annullare tutti i dazi sui prodotti industriale. È la proposta avanzata dalla Commissione Ue agli Usa. Ripartire dall’inizio dunque. Senza alcuna tariffa reciproca. Un’idea avanzata dalla presidente Ursula von der Leyen e poi illustrata dal commissario al Commercio, Maroš Šef?ovi?, al termine del Consiglio con i ministri Ue competenti. Al momento però la risposta americana non è stata positiva. Secondo l’Unione, al momento la Casa Bianca vuole utilizzare i dazi non per i riequilibrare il deficit commerciale ma per riformare l’intero mercato del commercio globale.
“Siamo pronti a trattare ma non aspetteremo in eterno”, ha ribadito Šef?ovi?, confermando che stasera sarà consegnata …
LUSSEMBURGO – “Dazi zero contro zero”. Cioè annullare tutti i dazi sui prodotti industriale. È la proposta avanzata dalla Commissione Ue agli Usa. Ripartire dall’inizio dunque. Senza alcuna tariffa reciproca. Un’idea avanzata dalla presidente Ursula von der Leyen e poi illustrata dal commissario al Commercio, Maroš Šef?ovi?, al termine del Consiglio con i ministri Ue competenti. Al momento però la risposta americana non è stata positiva. Secondo l’Unione, al momento la Casa Bianca vuole utilizzare i dazi non per i riequilibrare il deficit commerciale ma per riformare l’intero mercato del commercio globale.
“Siamo pronti a trattare ma non aspetteremo in eterno”, ha ribadito Šef?ovi?, confermando che stasera sarà consegnata la prima lista di prodotti sottoposti alle contromisure europee che scatteranno il 15 aprile. Non raggiungeranno i 26 miliardi di euro delle imposizioni statunitensi, ma comunque sarà allargata a beni che non riguardano solo acciaio e alluminio.
Non ci sarà, come richiesto dall’Italia e dalla Francia, il Bourbon americano per evitare una risposta più dura sul vino. Poi una seconda lista sarà preparata in seguito e sarà operativa il 15 maggio. E in quel caso sarà molto più ampia.
Ma nel frattempo Bruxelles vuole negoziare nella convinzione che “prima o poi – ha detto il Commissario – gli usa si siederanno al tavolo”. Se poi non lo faranno allora scatterà il Piano B. Dal quale, ha ripetuto von der Leyen, “non si esclude nulla”. Né i dazi sui servizi web, e quindi un intervento sulle Big Tech, né il ricorso allo Strumento anti-coercizione. Ma prima si discuterà. In ogni caso, nessuno esclude anche il ricorso ad altre soluzioni come forme di tassazione.