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Mosca non è una città per poveri

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Nella capitale nascono ovunque nuovi complessi residenziali extra-lusso per i miliardari costrettia rimpatriare i loro capitali a causa delle sanzioni
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I bracci delle gru si allungano da una riva all’altra proprio dove il canale Vodootvodnyj si divide dal fiume Moscova. Sull’estremità occidentale dell’isola Balchug di fronte al Cremlino un complesso di lusso soppianterà gli iconici edifici in mattoncini rossi dell’ottocentesca fabbrica di cioccolato “Ottobre rosso”, mentre sulla sponda opposta gli uffici del colosso petrolchimico Sibur sorgeranno sulle macerie del demolito edificio in stile liberty Negotsiant. Non molto lontano da qui operai danno gli ultimi ritocchi alla residenza per élite Armani Casa firmata dallo stilista italiano e alla vicina Lavrushinkij, altri sferragliano sulle impalcature di Duo e di Russkiye Sezony. Il centro di Mosca è tutto un cantiere.

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Le roccaforti dei Paperoni

Ovunque nascono nuovi complessi residenziali extralusso, vere e proprie roccaforti per i Paperoni russi che sono stati costretti dalle sanzioni internazional…

I bracci delle gru si allungano da una riva all’altra proprio dove il canale Vodootvodnyj si divide dal fiume Moscova. Sull’estremità occidentale dell’isola Balchug di fronte al Cremlino un complesso di lusso soppianterà gli iconici edifici in mattoncini rossi dell’ottocentesca fabbrica di cioccolato “Ottobre rosso”, mentre sulla sponda opposta gli uffici del colosso petrolchimico Sibur sorgeranno sulle macerie del demolito edificio in stile liberty Negotsiant. Non molto lontano da qui operai danno gli ultimi ritocchi alla residenza per élite Armani Casa firmata dallo stilista italiano e alla vicina Lavrushinkij, altri sferragliano sulle impalcature di Duo e di Russkiye Sezony. Il centro di Mosca è tutto un cantiere.

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Le roccaforti dei Paperoni

Ovunque nascono nuovi complessi residenziali extralusso, vere e proprie roccaforti per i Paperoni russi che sono stati costretti dalle sanzioni internazionali a rimpatriare i loro capitali e a parcheggiarli nel bene rifugio del mattone nazionale. I cittadini comuni, invece, faticano a comprare casa a causa dei tassi record decretati dalla Banca centrale per contrastare l’inflazione galoppante e persino a trovarla in affitto per la concorrenza dei reduci dal fronte che hanno stipendi notevolmente sopra la media. Sono gli effetti, opposti, di tre anni di conflitto in Ucraina.

Gli immobili di lusso

Il rientro dei capitali dei milionari russi ha alimentato un boom mai visto del mercato immobiliare di lusso della capitale. Le vendite del mattone per ricchi sono aumentate del 40% l’anno scorso, secondo l’Nf Group, un tempo filiale russa della società di consulenza immobiliare Knight Frank. E i prezzi a metro quadro sono saliti del 20,5% rispetto all’anno precedente: fino a 1,95 milioni di rubli, circa 21mila euro, quanto Londra o Dubai. Non a caso, stando al Wealth Report 2025 di Knight Frank, lo scorso anno Mosca ha scalato 17 posizioni e guadagnato il secondo posto nella classifica delle megalopoli mondiali in termini di tasso di crescita dei prezzi dei nuovi edifici di prestigio. In testa c’è l’ex città imperiale russa, San Pietroburgo, salita di un gradino, dove le quotazioni sono aumentate del 25,8% raggiungendo i 790mila rubli a metro quadro, circa 8.500 euro. A farne le spese sono Londra, un tempo soprannominata Londongrad dopo aver attratto residenti come Roman Abramovich e Mikhail Khodorkovskij, e anche Dubai. Secondo il broker locale Betterhomes, i russi sono scivolati al nono posto nella “top ten” degli acquirenti nella capitale emiratina dopo aver occupato la vetta subito dopo il lancio dell’offensiva contro Kiev nel febbraio 2022. Nel complesso, secondo Intermark, la domanda di immobili all’estero tra i russi benestanti è diminuita del 24% lo scorso anno rispetto al 2023.

il rincaro dei mutui per i comuni cittadini russi

Un Paese sicuro

«In tutto il mondo si stringono le viti attorno ai cittadini russi», ha commentato Ekaterina Rumjantseva, fondatrice del broker immobiliare di lusso Kalinka Ecosystem con sede a Mosca, intervistata da Bloomberg. «Tutti ora si rendono conto che il posto più sicuro in cui conservare il capitale è il proprio Paese». E tutti vogliono vivere dove conta, a due passi dal Cremlino. Per soddisfare la loro richiesta, si demoliscono storici edifici nel cuore di Mosca. In Nikolskaja ulitsa, a 300 metri dalla Piazza Rossa, una storica tenuta di boiardi è stata abbattuta per fare spazio al lussuoso complesso multifunzionale “Nicole” che si estenderà su una superficie complessiva di 120 mila metri quadrati trasformando una delle vie più antiche di Mosca in un altro “miglio d’oro”. «Un’enorme medusa, un’architettura immaginaria, sta atterrando su tutta la nostra vecchia città», osserva amaro il critico d’arte moscovita Ilja Borovikov sul sito indipendente Moscow Times. I colpevoli dello scempio sono proprietari di grandi industrie o top manager tra i 4 e i 50 anni, ma anche professionisti del settore IT, dello spettacolo o dello sport, secondo l’identikit di Kalinka Ecosystem. In un contesto economico e geopolitico volatile, vedono il mattone come un rifugio dalle oscillazioni del rublo e dall’inflazione alle stelle.

I mutui impossibili

Per i comuni cittadini, invece, comprare casa diventa sempre più difficile. Lo scorso autunno è finita l’era dei mutui agevolati all’8% istituiti per scongiurare il fallimento degli imprenditori edili dopo lo scoppio della pandemia nella primavera del 2020. E dopo che la Banca Centrale ha aumentato il tasso chiave al record del 21% nel tentativo di contenere l’inflazione innescata dalla spesa per la difesa, le banche hanno aumentato i tassi sui mutui immobiliari al 29% annuo. Secondo i calcoli del quotidiano indipendente Novaja Europe, contrarre un prestito ipotecario oggi vuol dire prepararsi a pagare un appartamento cinque o sei volte di più del suo valore attuale. Non sorprende che i volumi dei mutui siano crollati del 40% nel 2024. Potrebbero persino scendere di un ulteriore 20% quest’anno.

Anche gli affitti sono sempre più inarrivabili per il russo medio. In parte perché aumenta la domanda di quelli che il quotidiano economico filogovernativo Rbk ha soprannominato “acquirenti falliti”, «coloro che non sono riusciti a realizzare i loro piani di acquisto di un appartamento e sono stati costretti a mantenere il loro status di inquilini, perché il costo dell’affitto è ancora più basso della rata media mensile di un mutuo». In parte perché i prezzi sono spesso modellati sugli stipendi decisamente sopra la media dei cosiddetti Svo-shnik, i soldati che hanno preso parte alla Spetsialnaja voennaja operatsija (Svo), l’Operazione militare speciale in Ucraina.

L’anno scorso gli affitti sono aumentati del 30-40%, in alcune zone persino del 65%. «Più volte, mentre cercavo un appartamento a Mosca o San Pietroburgo, ho pensato che sarebbe stato più facile vivere sotto un ponte», ha confessato dietro anonimato il manager di un ristorante pietroburghese a Novaja Europe che ha finito con l’optare per un ostello infestato dalle cimici. «Se hai 80-100 mila rubli puoi trovare qualche buona soluzione. Ma se sei un cittadino medio, uno studente fuori sede, allora puoi tranquillamente cercare un ostello, tornare a casa o diventare un senzatetto», si è lamentato il ventenne Daniil. Nella Russia in conflitto con l’Ucraina non ci sono più mezze misure.

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