Prima il balzo, adesso il crollo: l’altalena delle cripto
di Filippo SantelliTra le varie età dell’oro promesse da Trump, c’è anche quella dell’oro digitale. Ma neppure le criptovalute e il loro popolo, grandi elettori del presidente, sono sopravvissuti al suo giorno della liberazione nazionale tariffaria. Dopo due sedute di relativa tenuta, rispetto ai crolli delle Borse americane e globali, alla terza anche il bitcoin è caduto, scendendo al di sotto dei 75 mila dollari. E con lui tutti i fratellini e fratellastri digitali.
Per alcuni la “benedizione” del clan trumpiano è stata a dir poco nefasta. Ethereurm, seconda cripto per valutazione, ha dimezzato il proprio valore da quando a febbraio Eric, figlio del presidente, ha incoraggiato i follower a comprarlo. Quanto alla valuta digitale lanciata dallo stesso Trump, una v…
Tra le varie età dell’oro promesse da Trump, c’è anche quella dell’oro digitale. Ma neppure le criptovalute e il loro popolo, grandi elettori del presidente, sono sopravvissuti al suo giorno della liberazione nazionale tariffaria. Dopo due sedute di relativa tenuta, rispetto ai crolli delle Borse americane e globali, alla terza anche il bitcoin è caduto, scendendo al di sotto dei 75 mila dollari. E con lui tutti i fratellini e fratellastri digitali.
Per alcuni la “benedizione” del clan trumpiano è stata a dir poco nefasta. Ethereurm, seconda cripto per valutazione, ha dimezzato il proprio valore da quando a febbraio Eric, figlio del presidente, ha incoraggiato i follower a comprarlo. Quanto alla valuta digitale lanciata dallo stesso Trump, una vuota scommessa sul suo nome, dai massimi di 70 dollari è precipitata a 8. Al confronto, il bitcoin resta almeno sopra alla quotazione che aveva alla vigilia della vittoria elettorale. Ma rispetto all’euforia di dicembre, quando l’attesa per le mosse del primo autoproclamato “cripto-presidente” ne avevano spinto il valore oltre quota 100 mila dollari, l’umore è molto più nero.
Da gennaio continua a scivolare, confermando una volta in più di non essere un bene rifugio contro la volatilità dei mercati, cioè una sorta di oro digitale, bensì un investimento altrettanto (se non più) esposto alla propensione al rischio degli investitori.
Certo i conti si fanno alla fine. E non c’è dubbio che dal punto di vista politico la presidenza Trump abbia aperto prospettive ben più rosee rispetto alla caccia alle cripto dell’era Biden. Gran parte delle indagini contro gli operatori del settore - ricevuti in pompa magna alla Casa Bianca - sono state lasciate cadere.
Mentre tra i tanti ordini esecutivi di Trump ce n’è uno che preannuncia una nuova regolazione sulle criptomonete entro agosto. Lì in mezzo, anche le famose stablecoin, valute digitali con un valore costante ancorato a quello del dollaro, che qualcuno vede come possibile arma trumpiana se la sua guerra commerciale dovesse diventare anche finanziaria.