✕

Pronto a Ravenna il rigassificatore di Snam. “Ora più autonomi”

Arrivata a Ravenna la nave rigassificatrice Bw Singapore

 

Ascolta l'audio

2 minuti di lettura

MILANO – Si aggiunge una nuova tessera al puzzle delle forniture energetiche italiane. La nave rigassificatrice BW Singapore di Snam, ormeggiata a 8,5 chilometri al largo di Punta Marina, Ravenna, è pronta a entrare in esercizio: dopo l’arrivo, il 3 aprile scorso, del primo carico di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti, sono entrate nel vivo le attività di commissioning dell’impianto, propedeutiche all’avvio di quelle commerciali a partire dall’inizio di maggio.

Capacità fino a 5 miliardi di metri cubi

Come a Piombino, anche la nave di Ravenna avrà una capacità massima di rigassificazione di 5 miliardi di metri cubi all’anno. Anche se finché non sarà costruita una diga protettiva, verrà utilizzata al 70% delle sue potenzialità. Sull’intero progetto Snam ha investito quasi …

MILANO – Si aggiunge una nuova tessera al puzzle delle forniture energetiche italiane. La nave rigassificatrice BW Singapore di Snam, ormeggiata a 8,5 chilometri al largo di Punta Marina, Ravenna, è pronta a entrare in esercizio: dopo l’arrivo, il 3 aprile scorso, del primo carico di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti, sono entrate nel vivo le attività di commissioning dell’impianto, propedeutiche all’avvio di quelle commerciali a partire dall’inizio di maggio.

Capacità fino a 5 miliardi di metri cubi

Come a Piombino, anche la nave di Ravenna avrà una capacità massima di rigassificazione di 5 miliardi di metri cubi all’anno. Anche se finché non sarà costruita una diga protettiva, verrà utilizzata al 70% delle sue potenzialità. Sull’intero progetto Snam ha investito quasi un miliardo di euro, metà per acquistare la nave e metterla a nuovo e metà per realizzare le condutture che la collegano alla rete nazionale.

Maggiore flessibilità negli approvvigionamenti

«Con Ravenna completiamo l’obiettivo di emanciparci dalle forniture di gas russe, aggiungendo un ulteriore elemento di flessibilità negli approvvigionamenti energetici del Paese», ha affermato l’ad Stefano Venier. «A differenza di altri Stati, l’Italia vanta già un buon livello di diversificazione grazie ai cinque condotti che la collegano ad altrettanti Paesi».

Il Gnl, invece, arriva per buona parte dagli Stati Uniti, o meglio, «da dove conviene», ha spiegato il ministro dell’Energia, Gilberto Pichetto Fratin, presente all’inaugurazione della nave.

Con il sito di Ravenna, la capacità di rigassificazione dell’Italia sale a quota 28 miliardi di metri cubi l’anno, ovvero il 45% della domanda nazionale di gas e quasi equivalente all’import dalla Russia prima dell’invasione dell’Ucraina. Il paragone però non tiene conto del fatto che il metano ottenuto dalla rigassificazione potrebbe essere esportato oltre i confini nazionali.

All’asta assegnata quasi tutta capacità offerta

Oltre a gestire l’infrastruttura di trasporto, il gruppo di San Donato mette a disposizione dei trader gli stoccaggi dove depositare il metano in attesa che venga consumato. «Abbiamo avuto un’ottima risposta dalle aste di assegnazione: sono stati venduti 11,2 miliardi di metri cubi sui 12,6 offerti», ha annunciato Venier.

Durante l’inverno le scorte sono state prosciugate, arrivando a un livello di riempimento di appena il 42%. Per raggiungere il target europeo del 90% entro il 1° novembre, Snam stima che saranno necessari circa 11 miliardi di metri cubi, tre in più rispetto all’anno scorso.

«È un tema molto serio, anche perché con questi prezzi sarà costoso», ha ricordato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, dal palco della fiera Omc, in corso a Ravenna. «Chi non riuscirà a riempire gli stoccaggi di gas userà il carbone, purtroppo, perché i nostri processi industriali hanno bisogno di continuità». Che le rinnovabili non riescono ancora a garantire. Su un punto però il manager si dice ottimista: «Il Mediterraneo è ricco di energia e dunque di opportunità di investimento».

Leggi i commenti