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Dazi, l’economista Eichengreen: “Gli Usa puntano sul dollaro forte ma ora lo deprezzano”

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Il docente dell’università californiana di Berkeley sulle mosse valutarie della Casa Bianca
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DA BERLINO – Barry Eichengreen insegna a Berkeley ed è uno dei maggiori esperti di moneta al mondo. A Repubblica, il grande economista americano spiega quali sono stati gli effetti dei dazi sul dollaro e cosa rischierebbe l’Europa se l’America promuovesse massicciamente, come ha già annunciato, le stablecoin, monete private legate al dollaro.

Professore, i dazi di Trump hanno indebolito il dollaro. Normalmente dovrebbe accadere il contrario, ma probabilmente i mercati stanno scontando il rischio di una recessione e reagendo all’attuale fuga dai bond statunitensi. Che effetto fanno le politiche commerciali della Amministrazione americana sul biglietto verde?

«A dicembre ho scritto sul Financial Times che l’elezione di Trump avrebbe rafforzato il dollaro nel breve termine perché i mercati avrebbero reagito positivamente alle sue promesse del taglio delle tasse e di una deregulation finanziaria. Ma che nel lungo termine il dollaro avrebbe scontato le scelte caotiche della sua pres…

DA BERLINO – Barry Eichengreen insegna a Berkeley ed è uno dei maggiori esperti di moneta al mondo. A Repubblica, il grande economista americano spiega quali sono stati gli effetti dei dazi sul dollaro e cosa rischierebbe l’Europa se l’America promuovesse massicciamente, come ha già annunciato, le stablecoin, monete private legate al dollaro.

Professore, i dazi di Trump hanno indebolito il dollaro. Normalmente dovrebbe accadere il contrario, ma probabilmente i mercati stanno scontando il rischio di una recessione e reagendo all’attuale fuga dai bond statunitensi. Che effetto fanno le politiche commerciali della Amministrazione americana sul biglietto verde?

«A dicembre ho scritto sul Financial Times che l’elezione di Trump avrebbe rafforzato il dollaro nel breve termine perché i mercati avrebbero reagito positivamente alle sue promesse del taglio delle tasse e di una deregulation finanziaria. Ma che nel lungo termine il dollaro avrebbe scontato le scelte caotiche della sua presidenza. Ed è esattamente ciò che sta accadendo».

La presidente della Bce Christine Lagarde si è detta preoccupata per l’eccessiva dipendenza dell’Europa dai sistemi di pagamento stradominati da circuiti americani. Pensa che Trump possa estendere la sua guerra commerciale anche a questo tipo di servizi?

«Non mi sembra che Trump lo abbia ancora minacciato. Ma appena si renderà conto della dipendenza europea da queste aziende americane, non escludo che cercherà di approfittarne».

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che “faremo in modo che il dollaro resti la valuta di riserva dominante nel mondo e useremo le stablecoin per farlo”. Cosa vuol dire, anche per il settore bancario?

«Non si capisce. Bessent ha due obiettivi che configgono tra di loro: rafforzare il dollaro come moneta di riserva del mondo e deprezzarlo. A un certo punto dovrà scegliere. E da questo punto di vista le stablecoin mi sembrano un diversivo».

Quanto sono stabili le stablecoin, anche se si usa il dollaro come collaterale?

«Se sono garantiti solo parzialmente, rischiano di suscitare una reazione tipo corsa agli sportelli. Mentre se il collaterale è eccessivo, non sono attraenti. Se ti devo dare più di un dollaro in cambio di una stablecoin ovviamente non è più conveniente per qualcuno impegnato a fare affari in modo legale».

Perché Trump sta investendo così tanto sulle stablecoin?

«Personalmente credo che la sua famiglia pensa di poter fare rapidamente profitti grazie alle stablecoin - ed è già accaduto. Dal punto di vista delle sue policy, perché dal settore delle valute cripto è arrivato e continua ad arrivargli un grande contributo finanziario».

Lei pensa che Amazon e Facebook possano essere tentate dall’emissione di stablecoin?

«Assolutamente. Hanno tentato di farlo in passato, perché non dovrebbero riprovarci».

Si riferisce alla “minaccia” di Facebook nel 2019 di lanciare Libra.

«Sì. E Amazon e X vogliono fondare delle banche. Vogliono essere i proprietari delle stablecoin più dominanti, nel caso che diventino un’alternativa seria alle banche. Non sto dicendo che lo faranno, ma sto cercando di far capire cosa motiva le aziende Big Tech».

Un euro digitale potrebbe essere una risposta?

«Un euro digitale sarebbe un modo, per le economie europee, di ridurre, almeno in parte, la loro dipendenza dal dollaro e dal sistema bancario americano sul fronte delle transazioni cross-border».

I piani di Trump sulle stablecoin sono una guerra delle valute?

«Secondo me si sbaglia a pensare che ci possa essere un qualsiasi metodo - o logica - dietro alle decisioni di Trump».

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