LUGANO – La Finma, il gendarme svizzero dei mercati, ha nel mirino la banca di Ginevra Reyl Intesa Sanpaolo, controllata sin dal 2021 dall’istituto italiano. L’accusa della Consob elvetica, di cui è entrato in possesso un gruppo di quotidiani, tra cui le Monde e i giornali del gruppo svizzero Tamedia, capofila il Tages Anzeiger di Zurigo, è di “debolezza” in tema di lotta al riciclaggio di denaro e nel controllo della “clientela a rischio”. Quest’ultima si riferisce ad autocrati dell’Asia Centrale, ma anche a personaggi politicamente esposti in Russia, protagonisti di un giro vorticoso di centinaia di milioni di franchi.
Il caso Cahuzac
Non è, comunque, questa la prima volta che la banca in questione finisce al centro di episodi di criminalità finanziaria. Nel 2023 la banca ginevrina ha riconosciuto di aver favorito la frode fiscale di clienti francesi legati all’ex-Ministro socialista del bilancio, Jérôme Cahuzac. Il quale venne condannato, da un tribunale transalpino, a 3 anni di ca…
LUGANO – La Finma, il gendarme svizzero dei mercati, ha nel mirino la banca di Ginevra Reyl Intesa Sanpaolo, controllata sin dal 2021 dall’istituto italiano. L’accusa della Consob elvetica, di cui è entrato in possesso un gruppo di quotidiani, tra cui le Monde e i giornali del gruppo svizzero Tamedia, capofila il Tages Anzeiger di Zurigo, è di “debolezza” in tema di lotta al riciclaggio di denaro e nel controllo della “clientela a rischio”. Quest’ultima si riferisce ad autocrati dell’Asia Centrale, ma anche a personaggi politicamente esposti in Russia, protagonisti di un giro vorticoso di centinaia di milioni di franchi.
Il caso Cahuzac
Non è, comunque, questa la prima volta che la banca in questione finisce al centro di episodi di criminalità finanziaria. Nel 2023 la banca ginevrina ha riconosciuto di aver favorito la frode fiscale di clienti francesi legati all’ex-Ministro socialista del bilancio, Jérôme Cahuzac. Il quale venne condannato, da un tribunale transalpino, a 3 anni di carcere per essersi fatto un tesoretto, tra Svizzera e Singapore, di 3,5 milioni di franchi. Una vicenda che fece scalpore anche perché Cahuzac spergiurò, all’allora Presidente Hollande, di non possedere soldi in Svizzera.
Per l’affaire Cahuzac l’allora direttore generale di Banca Reyl, François Reyl, rimediò una condanna a un anno di carcere con la condizionale e una multa di 375 mila euro. Il che non ha impedito a Reyl, dopo l’acquisto dell’istituto da parte di Intesa Sanpaolo, di diventarne membro del Consiglio di amministrazione, al posto dell’ex-Ministra svizzera di Giustizia e Polizia, Ruth Metzler. Democristiana, Metzler entrò nel Governo di Berna a soli 35 anni nel ’99, per poi venire estromessa quattro anni dopo, per far posto al leader dei sovranisti svizzeri, Christoph Blocker.
Fu sotto il suo mandato di amministratrice, nonostante il passato di responsabile di un dicastero delicato, equivalente a quello italiano dell’Interno, che la banca Reyl venne accusata dalla Finma di aver omesso i controlli su 5.000 transazioni e sui conti di 1.400 clienti. Ad, esempio, ancora nel 2022, a guerra contro l’Ucraina già in corso, transitarono per Banca Reyl decine di milioni di franchi della figlia e della compagna dell’oligarca putiniano Alexander Ponomarenko. Insomma, bastano questi esempi a dimostrare che la piazza finanziaria svizzera continua a non essere esente da ombre.
Intesa: “Nessun rapporto tra Reyl e la maggior parte dei casi”
Ora, tuttavia, con l’arrivo di Intesa Sanpaolo, le cose sembrano cambiate. Un portavoce di Intesa Sanpaolo ha infatti sottolineato che "non sussistono rapporti tra Reyl e la maggior parte dei casi riportati” dagli articoli in questione. Infatti, spiega: "Dal 2021, con l'assunzione di un nuovo assetto societario, Reyl ha rafforzato i propri controlli in termini di compliance e antiriciclaggio; i rapporti con le categorie di clienti più sensibili sono stati esaminati con particolare attenzione e, ove ritenuto necessario, sono stati chiusi".
Interpellata da Repubblica la stessa direzione di Banca Reyl, con sedi, oltre che a Ginevra, a Lugano e a Zurigo, assicura “piena collaborazione con le autorità di sorveglianza e accorda la più alta priorità al rispetto delle regole”. Inoltre, per evitare nuovi interventi da parte della Finma, “ha rafforzato la sua lotta al riciclaggio di denaro, mentre le relazioni con clienti ritenuti ad alto rischio vengono seguite con estrema attenzione e, se del caso, chiuse”.
Banca Reyl, alla luce di quanto rivelato dal consorzio di giornali, li accusa di aver pubblicato “informazioni confidenziali, sottoposte al segreto bancario”. E annuncia di aver inoltrato una “denuncia contro ignoti, per tutelare la banca e i propri clienti”. Anche se nessuna delle notizie pubblicate è stata smentita.