La pagella del Mef sulle riforme: “Bilancio positivo”. Avanzano giustizia e mercato dei capitali
di Giuseppe ColomboIl ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti
Roma - A che punto sono le riforme che l’Italia si è impegnata a realizzare con il Piano strutturale di bilancio? In ballo c’è l’allungamento, da 4 a 7 anni, della correzione dei conti che Bruxelles ha concesso al governo a condizione di portare a termine molte delle azioni riformatrici contenute nel Piano. Un percorso serrato, con traguardi intermedi e scadenze dettagliate.
ll primo tagliando del ministero dell’Economia parla di “un bilancio pienamente positivo”. Nel Documento di finanza pubblica (Dfp), che dettaglia l’attuazione delle riforme, spiccano i progressi sulla riduzione dei tempi della giustizia civile e il lavoro per il potenziamento dei mercati dei capitali a sostegno del finanziamento delle imprese.
Sul primo fronte, la relazione del Mef sottolinea che al terzo trimestre dell’anno scorso è stata registrata una riduzione delle cause pendenti da più di tre anni (rispetto al 2019) presso i tribunali e le Corti di appello pari rispettivamente al 91% e al 99%. Un passo virtu…
Roma - A che punto sono le riforme che l’Italia si è impegnata a realizzare con il Piano strutturale di bilancio? In ballo c’è l’allungamento, da 4 a 7 anni, della correzione dei conti che Bruxelles ha concesso al governo a condizione di portare a termine molte delle azioni riformatrici contenute nel Piano. Un percorso serrato, con traguardi intermedi e scadenze dettagliate.
ll primo tagliando del ministero dell’Economia parla di “un bilancio pienamente positivo”. Nel Documento di finanza pubblica (Dfp), che dettaglia l’attuazione delle riforme, spiccano i progressi sulla riduzione dei tempi della giustizia civile e il lavoro per il potenziamento dei mercati dei capitali a sostegno del finanziamento delle imprese.
Sul primo fronte, la relazione del Mef sottolinea che al terzo trimestre dell’anno scorso è stata registrata una riduzione delle cause pendenti da più di tre anni (rispetto al 2019) presso i tribunali e le Corti di appello pari rispettivamente al 91% e al 99%. Un passo virtuoso che caratterizza anche la riduzione del 90% delle cause pendenti al 31 dicembre 2022. L’obiettivo, fissato al 2026, ha registrato a settembre un avanzamento del 68,5% per i tribunali civili ordinari e del 65% per le Corti di appello.
Per quanto riguarda invece la riforma del mercato dei capitali, il Dfp registra "progressi nell’avanzamento del percorso avviato dalla legge Capitali”. Per questo, si legge in un altro passaggio del documento, il nuovo Testo unico della finanza (Tuf) sarà “reso noto agli operatori con congruo anticipo rispetto all’entrata in vigore delle disposizioni che ne costituiscono la parte innovativa”.
Altre riforme, invece, fanno fatica. È il caso del piano Transizione 5.0 per incentivare il processo di transizione energetica e digitale delle aziende. L’ultimo monitoraggio ha registrato prenotazioni per circa 500 milioni su un finanziamento totale di 6,3 miliardi. Ecco perché l’investimento sarà definanziato, anche se non totalmente, nell’ambito della revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Tra le azioni che si punta a rilanciare c’è la riduzione dei tempi di rimborso dell’Iva. Nel 2024 è stato di 74 giorni, inferiore all’obiettivo (75) e distante dal target previsto per quest’anno (70) e nel 2027 (67). L’indicatore sarà riproposto come strategico nella convenzione 2025-2027 tra il Mef e l’Agenzia delle Entrate, con un target allineato alle tempistiche del Piano strutturale di bilancio.
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