L’Antitrust tedesco dà luce verde a Unicredit su Commerzbank
Giovanni PonsG1W8A1 MILAN, ITALY - MAY 15, 2016: La torre Unicredit in Piazza Gae Aulenti a Milano.
Milano – Disco verde dell’antitrust tedesco all’acquisizione del 29,9% di Commerzbank da parte di UniCredit. L’operazione, ha spiegato il presidente dell’authority Andreas Mundt, «rafforzerà la posizione di mercato di UniCredit nel private e corporate banking in Germania». Per questo motivo il Bundeskartellamt ha esaminato l’impatto del deal sui mercati interessati, giungendo alla conclusione che «altri importanti concorrenti sono attivi in tutti i settori» e che per questo l’operazione deve essere autorizzata.
UniCredit ha una quota potenziale del 28% circa in Commerzbank, di cui il 18,5% tramite derivati. E non appena la burocrazia lo permetterà Andrea Orcel potrebbe convertire quei derivati in vere e proprie azioni. Ma tutto ciò non sembra aver fatto cambiare idea alla politi…
Milano – Disco verde dell’antitrust tedesco all’acquisizione del 29,9% di Commerzbank da parte di UniCredit. L’operazione, ha spiegato il presidente dell’authority Andreas Mundt, «rafforzerà la posizione di mercato di UniCredit nel private e corporate banking in Germania». Per questo motivo il Bundeskartellamt ha esaminato l’impatto del deal sui mercati interessati, giungendo alla conclusione che «altri importanti concorrenti sono attivi in tutti i settori» e che per questo l’operazione deve essere autorizzata.
UniCredit ha una quota potenziale del 28% circa in Commerzbank, di cui il 18,5% tramite derivati. E non appena la burocrazia lo permetterà Andrea Orcel potrebbe convertire quei derivati in vere e proprie azioni. Ma tutto ciò non sembra aver fatto cambiare idea alla politica tedesca che fino ad oggi si è detta contraria alla crescita di Unicredit nel capitale della banca tedesca. «Abbiamo preso atto di quanto dichiarato dall’antitrust. La posizione del governo però non è cambiata», ha detto un portavoce del ministero delle Finanze tedesco, il governo «sostiene l’indipendenza di Commerzbank e trova inadeguate acquisizioni non concordate e ostili».
Orcel dunque dovrà lavorare molto in diplomazia, quando il nuovo governo Merz si insedierà, per creare il consenso intorno alla sua scalata. Mentre in Italia, nell’Ops lanciata su Banco Bpm si troverà a fronteggiare il Crédit Agricole, che ieri ha ufficializzato il possesso del 19,8% delle azioni, e scegliere come schierarsi nella scelta del nuovo cda Generali all’assemblea del 24 aprile. La quota in possesso di Unicredit, che potrebbe avvicinarsi al 6%, rischia di essere decisiva per l’esito della partita, conteso tra la lista di maggioranza presentata da Mediobanca e quella di minoranza lunga depositata da Francesco Gaetano Caltagirone. Ieri nella questione si è inserito anche Fabrizio Palenzona, ex consigliere di Unicredit e Mediobanca: in un’intervista a Repubblica ha invitato Alberto Nagel, ad di Piazzetta Cuccia, a fare un passo indietro per favorire una pacificazione. Un suggerimento, il suo. Si vedrà se in vista del 24 aprile Orcel vorrà svelare le sue intenzioni o se terrà le carte coperte sino all’ultimo momento, visto che la sua partecipazione è determinante per decidere l’esito della battaglia.