✕

Mps, no al golden power via libera su Mediobanca

Palazzo Salimbeni, il quartir generale del Monte dei Paschi di Siena 23 April 2020.(ANSA foto Fabio Muzzi)

 (ansa)

Ascolta l'audio

Il governo non dà prescrizioni sull’operazione lanciata sull’istituto di piazzetta Cuccia. Giovedì ci sarà l’assemblea dei soci a Siena
2 minuti di lettura

Milano – Via libera dal governo all’offerta pubblica di scambio del Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca. A tempo di record palazzo Chigi ha deciso di non esercitare i poteri stabiliti dalla legge sul Golden power nell’operazione che la banca guidata da Luigi Lovaglio ha annunciato lo scorso gennaio e che prevede di scambiare azioni Mps con azioni Mediobanca. La decisione è stata presa dalla presidenza del Consiglio dei ministri su proposta del Mef.

Un via libera scontato nel senso che nell’azionariato di Mps è ancora presente il Tesoro con l’11,7% del capitale e non si intravvedono problemi di sicurezza nazionale o di ordine pubblico in una acquisizione di una banca italiana su un’altra banca italiana. Lo stesso ragionamento non è stato fatto per l’altra operazione in corso, l’Ops di Unicredit sul Banco Bpm, per la quale il governo ha invece allungato i tempi almeno di un mese, al 30 aprile, per esaminare da vicino tutte le implicazioni dell’operazione. Unicredit è una public com…

Milano – Via libera dal governo all’offerta pubblica di scambio del Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca. A tempo di record palazzo Chigi ha deciso di non esercitare i poteri stabiliti dalla legge sul Golden power nell’operazione che la banca guidata da Luigi Lovaglio ha annunciato lo scorso gennaio e che prevede di scambiare azioni Mps con azioni Mediobanca. La decisione è stata presa dalla presidenza del Consiglio dei ministri su proposta del Mef.

Un via libera scontato nel senso che nell’azionariato di Mps è ancora presente il Tesoro con l’11,7% del capitale e non si intravvedono problemi di sicurezza nazionale o di ordine pubblico in una acquisizione di una banca italiana su un’altra banca italiana. Lo stesso ragionamento non è stato fatto per l’altra operazione in corso, l’Ops di Unicredit sul Banco Bpm, per la quale il governo ha invece allungato i tempi almeno di un mese, al 30 aprile, per esaminare da vicino tutte le implicazioni dell’operazione. Unicredit è una public company in cui fondi americani hanno le quote di maggior peso e la banca guidata da Andrea Orcel ha già preannunciato la volontà di acquisire anche Commerzbank in Germania e di voler uscire dalla Russia anche se ciò non è stato ancora fatto.

Sulla spinta del via libera governativo, e in una giornata in cui i mercati hanno scontato in positivo l’esenzione dai dazi annunciata da Trump per le società del tech, il titolo Mps ha puntato al rialzo mettendo a segno a fine giornata un guadagno del 4,81% fino a 6,48 euro. Mediobanca dal canto suo è risalita del 4,75% fino a 15,21 euro per cui lo sconto implicito dell’Ops è ora contenuto al 2%, valore che poi deve essere corretto con lo stacco dei dividendi.

La spinta concreta del governo si sentirà anche giovedì quando il Monte riunirà i soci in assemblea per farsi approvare l’aumento di capitale in azioni proprie da scambiare con quelle di Mediobanca. La delibera da prendere dovrà raccogliere il consenso di almeno il 66,6% del capitale che sarà presente in assemblea e che si prevede sia compreso tra il 70 e il 75%. L’operazione lanciata dall’ad Luigi Lovaglio vede già schierati dalla sua parte il Tesoro (11,7%), la Delfin della famiglia Del Vecchio (9,8%) e Francesco Gaetano Caltagirone che ha arrotondato la sua partecipazione in prossimità del 9%. Oggi un cda di Banco Bpm deciderà come indirizzare il voto del proprio 5% a cui si aggiunge un altro 4% di Anima Sgr di cui il Banco ha ormai il 90% dopo la chiusura dell’Opa. L’esito finale dell’assemblea sarà comunque in mano ai fondi di investimento alcuni dei quali hanno già dichiarato le loro scelte. Pimco (1,5%) e Algebris voteranno a favore, così come Norges (2,6%), mentre il fondo New York City Comptroller si è detto contrario all’aumento, così come Florida State Board of Administration, il fondo Calvert e il fondo canadese Cpp Investments tutti con quote molto piccole.

Leggi i commenti