NEW YORK – Raccontano di un Donald Trump infuriato, appena gli hanno comunicato la notizia: la Cina non si è piegata, come sperava il tycoon. Il governo di Pechino ha ordinato alle sue compagnie aeree di non accettare nuove consegne di aerei Boeing, di fabbricazione americana, come risposta alla guerra commerciale lanciata dagli Stati Uniti. La decisione colpisce il più grande esportatore americano nel mondo e rappresenta un drammatico gesto di sfida alla Casa Bianca. Trump ha imposto dazi del 125 per cento sulle importazioni cinesi e fino al 145 per cento per alcuni prodotti. Il Dragone ha risposto con i suoi controdazi al 125 sulle importazioni dagli Usa, scelta che ha raddoppiato il costo degli aerei di fabbricazione americana.
La notizia, anticipata da Bloomberg, ha visto subito il titolo Boeing perdere a Wall Street più due punti percentuali in avvio di seduta. A metà mattinata il presidente degli Stati Uniti ha commentato su Truth con toni distaccati: “È interessante nota…
NEW YORK – Raccontano di un Donald Trump infuriato, appena gli hanno comunicato la notizia: la Cina non si è piegata, come sperava il tycoon. Il governo di Pechino ha ordinato alle sue compagnie aeree di non accettare nuove consegne di aerei Boeing, di fabbricazione americana, come risposta alla guerra commerciale lanciata dagli Stati Uniti. La decisione colpisce il più grande esportatore americano nel mondo e rappresenta un drammatico gesto di sfida alla Casa Bianca. Trump ha imposto dazi del 125 per cento sulle importazioni cinesi e fino al 145 per cento per alcuni prodotti. Il Dragone ha risposto con i suoi controdazi al 125 sulle importazioni dagli Usa, scelta che ha raddoppiato il costo degli aerei di fabbricazione americana.
La notizia, anticipata da Bloomberg, ha visto subito il titolo Boeing perdere a Wall Street più due punti percentuali in avvio di seduta. A metà mattinata il presidente degli Stati Uniti ha commentato su Truth con toni distaccati: “È interessante notare che hanno appena rinnegato il grande accordo con Boeing, affermando che ‘non prenderanno possesso’ di aerei su cui si erano completamente impegnati”. In privato il tycoon era molto seccato. La base trumpiana ha reagito, chiedendogli di alzare ancora di più i dazi.
Poche ore dopo, nel briefing quotidiano con i media, la Casa Bianca ha mostrato il lato più duro. "Il presidente – ha dichiarato la portavoce, Karoline Leavitt – ha detto di aver reso la sua posizione piuttosto chiara: la palla ora è nel campo della Cina. È la Cina che deve fare un accordo con noi. Noi non dobbiamo fare un accordo con loro”. “Non c’è alcuna differenza – ha aggiunto – tra la Cina e qualsiasi altro Paese, se non che loro sono molto più grandi, e la Cina vuole ciò che vogliamo noi, quello che vogliono tutti i Paesi: il nostro denaro".
La realtà è che il tycoon non si aspettava la risposta dura di Pechino, e non è abituato ad avere una controparte ostinata. Ma qui c’è in gioco una superpotenza anche commerciale. Dei 130 aerei Boeing consegnati a livello globale quest’anno, fino a marzo, 18 sono andati a compagnie aeree cinesi. Boeing ha consegnato due aerei in Cina all’inizio di questo mese.
Gli ordini di Boeing della Cina
Pechino aveva sospeso le consegne di jet Boeing dopo due incidenti mortali che hanno coinvolto i Max nel 2018 e nel 2019, e ha ripreso a ricevere aerei solo l’estate scorsa. La compagnia statunitense avrebbe dovuto consegnare dieci 737 Max a una serie di compagnie cinesi, incluse China Southern Airlines, Air China e Xiamen Airlines. Secondo Bloomberg, alcuni contratti potrebbero essere stati chiusi prima dell’avvio della guerra commerciale, e i pagamenti effettuati, per cui alcuni dei dieci aerei potrebbero non rientrare nel blocco. La scorsa settimana la compagnia Juneyao Air aveva posticipato la consegna di un 787-9 Dreamliner a causa dei nuovi dazi. Anche Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, aveva minacciato di ritardare la consegna di 25 Boeing previsti per agosto “se il loro costo dovesse aumentare a causa dei dazi». O’Leary ha spiegato di non avere un bisogno di questi aerei “prima di marzo-aprile 2026”. Tutto congelato, ha aggiunto, “fino a quando prevarrà il buon senso".
La decisione della Delta Air Lines
L’ansia è generale. La scorsa settimana Ed Bastian, amministratore delegato dell’americana Delta Air Lines, ha rivelato la decisione di rinviare gli ordini di Airbus per non pagare i dazi. Secondo quanto riporta Cirium, società di consulenza aeronautica, Delta avrebbe dovuto ricevere nel 2025 dieci jet a fusoliera larga dagli stabilimenti europei di Airbus.
Le importazioni da altri Paesi, esclusa la Cina, sono soggette a dazi del 10 per cento. Ma a pesare sono quelli aggiuntivi, tipo il 25 per cento su acciaio e alluminio, materiali decisivi per la costruzione degli aerei. I dazi stanno incidendo in modo pesante su tutta la catena di produzione che va dagli Stati Uniti all’Asia. E all’Europa.