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Dazi, Pil e commercio globali in calo: allarme della Fed su inflazione ed economia, giù i mercati

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Fitch taglia le stime di crescita mondiale Powell: “Scenario peggiore del previsto, l’inflazione americana aumenterà”
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Prospettive «deteriorate» sugli scambi commerciali e contrazione del Pil globale. Sulle trattative in stallo tra gli Stati Uniti e i suoi principali partner per scongiurare l’applicazione dei dazi reciproci, e i rapporti commerciali tra Washington e Pechino ai minimi termini, piombano le stime dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e di Fitch che valutano l’impatto delle tariffe sull’economia mondiale.

Le previsioni del Wto

L’aggiornamento dell’outlook pubblicato dal Wto fotografa gli interscambi 2025 e 2026 sulla base delle barriere commerciali implementate al 14 aprile. Il volume degli affari calerà dello 0,2% nell’anno in corso, per poi risalire modestamente il prossimo. Ma è una visione ottimistica che al più tardi tra 90 gior…

Prospettive «deteriorate» sugli scambi commerciali e contrazione del Pil globale. Sulle trattative in stallo tra gli Stati Uniti e i suoi principali partner per scongiurare l’applicazione dei dazi reciproci, e i rapporti commerciali tra Washington e Pechino ai minimi termini, piombano le stime dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e di Fitch che valutano l’impatto delle tariffe sull’economia mondiale.

Le previsioni del Wto

L’aggiornamento dell’outlook pubblicato dal Wto fotografa gli interscambi 2025 e 2026 sulla base delle barriere commerciali implementate al 14 aprile. Il volume degli affari calerà dello 0,2% nell’anno in corso, per poi risalire modestamente il prossimo. Ma è una visione ottimistica che al più tardi tra 90 giorni potrebbe evaporare, e che pure «è inferiore di quasi 3 punti percentuali» rispetto alle previsioni pre-tariffe, ha spiegato la direttrice generale dell’organismo, Ngozi Okonjo-Iweala. Con lo scongelamento dei dazi reciproci, gli scambi si ridurrebbero di un ulteriore 0,6% e se dovesse proseguire l’incertezza vi sarebbe un calo aggiuntivo dello 0,8% fino a una contrazione complessiva dell’1,5%, secondo l’organizzazione.

Ad attirare l’attenzione è l’escalation con la Cina. Con una «significativa deviazione commerciale», le merci di Pechino non più assorbite dagli Stati Uniti verranno reindirizzate verso altri mercati. Le esportazioni del Dragone aumenteranno in volumi in un range compreso tra il 4% e il 9% in tutte le regioni al di fuori del Nord America. «Sollevando preoccupazioni – ha aggiunto Okonjo-Iweala – nei mercati terzi», che temono i prodotti a bassissimo costo cinesi in grado di spazzare via la concorrenza.

L’allarme della Fed sull’inflazione

Il campanello d’allarme del Wto suona insieme a quello della Banca Mondiale per «l’incertezza e la volatilità» che frena l’economia. Il presidente della Fed Jerome Powell si è sforzato di rassicurare sulla «solidità dell’economia americana», ma ha ammesso che ci sarà un «aumento almeno temporaneo dell’inflazione», con effetti che «potrebbero essere persistenti», anche sull’occupazione. Intanto Fitch ha tagliato le stime sul Pil globale. A causa dei dazi, la crescita scivolerà sotto il 2%.

L’effetto della guerra commerciale sarà dello 0,4% e non risparmierà nessuno. «Gli Stati Uniti cresceranno dell’1,2%, ma rallenteranno nel corso dell’anno fino a raggiungere appena lo 0,4% nell’ultimo trimestre del 2025, anno su anno», ha dichiarato Fitch in una nota, e «si prevede che la crescita della Cina scenderà sotto il 4% quest’anno e il prossimo, mentre la crescita dell’Eurozona rimarrà bloccata ben al di sotto dell’1%».

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