✕

Assemblea Generali, affluenza al 70%

La torre Generali, sede della compagnia assicurativa, nel quartiere Citylife a Milano (Foto di GABRIEL BOUYS / AFP)

 

Ascolta l'audio

Si è registrata una quota elevata di capitale. Per conquistare la maggioranza del cda servirà almeno il 34%
2 minuti di lettura

Milano – Manca una settimana all’appuntamento chiave dell’assemblea Generali che dovrà rinnovare il cda e qualcosa comincia a emergere.

Il dato più importante da cui partire è quello dell’affluenza, dopo il “record date” del 10 aprile le banche depositarie stanno trasmettendo le azioni registrate alla società. Secondo fonti vicine al dossier l’affluenza dovrebbe essere poco oltre il 70%, vicino al 70,7% del 2022 quando si svolse la battaglia per il controllo del Leone con due liste di maggioranza contrapposte. Stavolta le liste sono tre, una di maggioranza targata Mediobanca e due di minoranza, quella di Francesco Gaetano Caltagirone e quella dei gestori di fondi riuniti in Assogestioni. Le azioni depositate al record date potrebbero comunque non presentarsi in assemblea, quindi l’affluenza precisa si saprà solo la mattina del 24 aprile in avvio di riunione: e potrebbe variare a seconda dei punti all’ordine del giorno.

Milano – Manca una settimana all’appuntamento chiave dell’assemblea Generali che dovrà rinnovare il cda e qualcosa comincia a emergere.

Il dato più importante da cui partire è quello dell’affluenza, dopo il “record date” del 10 aprile le banche depositarie stanno trasmettendo le azioni registrate alla società. Secondo fonti vicine al dossier l’affluenza dovrebbe essere poco oltre il 70%, vicino al 70,7% del 2022 quando si svolse la battaglia per il controllo del Leone con due liste di maggioranza contrapposte. Stavolta le liste sono tre, una di maggioranza targata Mediobanca e due di minoranza, quella di Francesco Gaetano Caltagirone e quella dei gestori di fondi riuniti in Assogestioni. Le azioni depositate al record date potrebbero comunque non presentarsi in assemblea, quindi l’affluenza precisa si saprà solo la mattina del 24 aprile in avvio di riunione: e potrebbe variare a seconda dei punti all’ordine del giorno.

Ragionando da un’affluenza intorno al 70% si possono cominciare a fare alcune previsioni sull’esito del confronto. Anzitutto i due proxy advisor, Iss e Glass Lewis, hanno entrambi consigliato ai fondi di votare la lista Mediobanca, per evitare rischi di stallo nella gestione futura della compagnia. Così dovrebbero fare i grandi gestori BlackRock (3,5%), Vanguard (3%), Norges (2%), Amundi (1,5%). Da ciò deriva anche che la lista Assogestioni, promossa da fondi italiani che possiedono lo 0,7% di Generali, difficilmente prenderà molti voti, forse l’1% o poco più.

Ciò vuol dire che vincerà in assemblea la lista che prenderà almeno il 34-34,5% dei consensi. Una soglia non facile da raggiungere, specie per la lista presentata da Caltagirone. Questa può contare sicuramente sul 10% di Delfin (ieri si è saputo che tale quota non verrà arrotondata prima dell’assemblea, come in un primo momento si era pensato) e sul 7% dello stesso Caltagirone. Il quale ha smentito qualche giorno fa di aver raggiunto l’8%, quando alcuni giornali lo descrivevano in arrotondamento fino al 9,9%. A questa compagine potrebbe aggiungersi l’1,92% della Fondazione Crt - la cui presidente Anna Maria Poggi ha dichiarato che il voto lo deciderà il nuovo cda appena insediatosi - e forse l’1,8% di Cassa forense.

Poi c’è la famiglia Benetton che tramite Edizione Holding detiene il 4,8% e che riunirà il cda in prossimità del 24 aprile per decidere come votare. All’assemblea Generali del 2022 si schierò con Caltagirone che puntava a governare la compagnia con Costamagna e Cirinà. Ma risultò perdente. Mentre all’assemblea Mediobanca del settembre 2023 i Benetton si schierarono al fianco di Alberto Nagel.

Da ultimo c’è il 5,2% di Unicredit che deve decidere da che parte stare. Se si schierasse con Mediobanca renderebbe la vittoria della sua lista schiacciante. Se sposasse la lista Caltagirone farebbe piacere al governo ma potrebbe non essere determinante, visti i numeri sopra ipotizzati. E se votasse la lista Assogestioni favorirebbe la rivale Intesa Sanpaolo che l’ha promossa. La quarta via è l’astensione.

Leggi i commenti