SIENA – Passa a larga maggioranza, con l’86,48% del capitale presente, la delibera che attribuisce al cda di Mps la facoltà di aumentare il capitale “in via scindibile con esclusione diritti opzione per massimi 13,194 milioni con emissione di massime 2,230 miliardi azioni al servizio dell’Ops sulla totalità delle azioni di Mediobanca, annunciata il 24 gennaio 2025”. Gli azionisti contrari, tra i presenti, sono stati l’11,81%, mentre gli astenuti sono stati l’1,07%.
Gli azionisti a favore dell’Ops
A sostenere il quorum, che era pari al 49,06% essendo presente il 73,6% del capitale, sono stati i voti a favore degli azionisti Tesoro (11,7% del capitale), Caltagirone (salito al 9,96%), Delfin (9,8%), Banco Bpm (5%), di Anima (3,99%), l’Enpam (spuntato sopra il 3%), le fondazioni bancarie (1,5%), Algebris (l'1%), Inarcassa (quasi il 3%), e tra i fondi del mercato Pimco (1,5%) e Norges Bank (2,6%). Tutti questi soci avevano anticipato il loro voto favorevole, mentre alcuni investitori Usa con piccole quote (New York City Comptroller, Sba Florida, Calvert, Calstrs, Cpp Investments) avevano annunciato il voto contrario all'operazione.
Lovaglio: “Operazione al via tra giugno e luglio”
La delega apre le porte all’avvio dell’operazione in Borsa, che l’ad della banca Luigi Lovaglio durante l’assemblea ha stimato di poter cominciare “non appena saranno accolte le autorizzazioni di vigilanza e in linea con le assunzioni di gennaio, tra giugno e luglio”.
La delibera poteva già contare sul consenso annunciato di circa il 53% del capitale: dal Tesoro primo socio, presente con l'11,721%, al gruppo Caltagirone che ha aumentato la sua partecipazione al 9,96%, diventando il secondo socio, fino a Delfin che schiera il 9,86% e al polo tra Bpm (5% in Mps) e Anima Sgr (3,99%).
Era meno granitico il sostegno dei fondi istituzionali, ma la maggior parte è a favore dell’aumento per Mediobanca: e così i circa 110 mila piccoli soci dell’istituto senese.
Maione: “Mps un patrimonio del Paese”
La riunione è a “porte aperte”, come sottolineato dal presidente Nicola Maione in apertura dei lavori: "La scelta della modalità in presenza è un segnale di attenzione della nostra banca agli azionisti. Mps è un patrimonio del Paese, i risultati positivi sono frutto di un impegno costante del cda e di tutti i nostri dipendenti, uomini e donne con un grande attaccamento al Monte e a cui va il più sincero ringraziamento".
Nelle risposte ai soci – rispetto a cosa fare nell'ipotesi che con l'Ops si arrivi a controllare soltanto il 51 di Mediobanca – Mps ha confermato che “l'obiettivo di conseguire almeno il 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee di Mediobanca, che rappresenta altresì una delle condizioni di efficacia dell'Offerta, con l'intento di creare il terzo operatore bancario italiano. Gli obiettivi strategici dell'offerta saranno realizzabili anche nel caso di uno scenario che preveda l'acquisizione del 51% del capitale sociale di Mediobanca".
"Nessun accordo con Caltagirone”
Quanto alla possibilità che esista un accordo di fatto tra la banca e il gruppo Caltagirone sul futuro della quota di Generali in caso di successo dell'Ops su Mediobanca, Mps è perentoria: "Non vi è alcun accordo con il gruppo Caltagirone", ha spiegato nelle risposte la banca.
“Concentrati su Mediobanca”
Rispondendo invece alla domanda di un piccolo socio che chiedeva se non fosse il caso di considerare una fusione con Banco Bpm, una volta chiusa l'operazione su Mediobanca. Mps ha detto che "è attualmente concentrata sull'offerta pubblica di scambio promossa sulla totalità delle azioni ordinarie di Mediobanca".
Lovaglio, ad di Mps: “Siamo pronti a nuova fase”
"Il set di risultati che abbiamo raggiunto mostra che la nostra banca è più che pronta per guidare un nuovo processo di sviluppo industriale che unendo le forze con Mediobanca può creare valore da subito a vantaggio di tutti gli azionisti e gli stakeholder". Lo ha detto l'ad di Mps, Luigi Lovaglio, intervenendo all'assemblea sull'aumento di capitale al servizio dell'ops su Mediobanca. "Penso che questa assemblea - ha detto - sia destinata segnare una tappa molto importante nel percorso di sviluppo industriale e strategico della nostra banca, che ha nel suo Dna una forte vocazione all'innovazione e alla crescita".
I risultati del 2024, ha detto Lovaglio, evidenziano "una marcata accelerazione della performance operativa grazie all'attività commerciale con i nostri clienti, che sono il nostro punto di riferimento, oltre ad evidenziare una solida e forte posizione patrimoniale generata dalla capacità di creare capitale in maniera organica".
Il banchiere ha sottolineato la capacità della banca "di creare valore sostenibile per tutti gli azionisti". "Gli oltre 500 anni di storia della banca sono le fondamenta su cui realizzare iniziative innovative di crescita che vanno al di là dei canoni tradizioni", ha detto Lovaglio.
Carlo Rossi, presidente Fondazione: “Operazione coraggiosa”
"Accogliamo con totale favore l'offerta pubblica di scambio con azioni Mediobanca proposta all'assemblea straordinaria di oggi, che rappresenta una coraggiosa innovazione in un panorama spesso omologato qual è quello bancario, oltre che una grande occasione per la creazione di un terzo polo bancario italiano, indispensabile, a nostro giudizio, in un contesto di necessario consolidamento europeo". Così il presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Carlo Rossi, intervenendo all'assemblea dei soci di Mps.
"Oltretutto il progetto innescato ha il pregio di porre importanti target di crescita economico-finanziaria, ma in un ambito di quasi totale complementarità operativa, evitando di conseguenza quelle sovrapposizioni che in genere tendono a generare operazioni di razionalizzazione, con riduzione di sportelli e con un abbassamento dei livelli occupazionali e conseguente impoverimento dei territori", aggiunge.