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La Casa Bianca contro la Fed: “Powell è sempre in ritardo”

Il presidente Usa, Donald Trump 

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Trump: “Gioca con la politica e non abbassa i tassi, ma se voglio che se ne vada se ne andrà”. Il ministro del Tesoro Bessent cerca un successore per il 2026 e teme lo scontro istituzionale
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NEW YORK – Quando andrà via, sarà comunque troppo tardi. Alla faccia dell’indipendenza della Federal Reserve, questo è il tono con cui ieri Donald Trump ha chiesto le dimissioni del presidente Jerome Powell. Insoddisfazione ribadita dopo l’incontro con Meloni: «Non sono contento, Powell gioca con la politica: i tassi di interesse dovrebbero calare ora». E ha evocato ancora il suo “licenziamento”: «Se voglio che se ne vada, se ne andrà subito».

Non è una novità, perché nonostante lo abbia nominato lui stesso, il capo della Casa Bianca si era già scontrato con il “chair” durante il primo mandato, sempre per lo stesso motivo: non abbassa il costo denaro velocemente come lui vorrebbe, per stimolare la crescita e consentirgli di rivendicarne il merito. Però nel clima di crisi creato dalle guerre commerciali, scuotere anche la stabilità della banca centrale aggiunge incertezza, deprimendo ancora di più i mercati.

Dietro le quinte, il segretario al Tesoro Bessent lo avrebbe fatto nota…

NEW YORK – Quando andrà via, sarà comunque troppo tardi. Alla faccia dell’indipendenza della Federal Reserve, questo è il tono con cui ieri Donald Trump ha chiesto le dimissioni del presidente Jerome Powell. Insoddisfazione ribadita dopo l’incontro con Meloni: «Non sono contento, Powell gioca con la politica: i tassi di interesse dovrebbero calare ora». E ha evocato ancora il suo “licenziamento”: «Se voglio che se ne vada, se ne andrà subito».

Non è una novità, perché nonostante lo abbia nominato lui stesso, il capo della Casa Bianca si era già scontrato con il “chair” durante il primo mandato, sempre per lo stesso motivo: non abbassa il costo denaro velocemente come lui vorrebbe, per stimolare la crescita e consentirgli di rivendicarne il merito. Però nel clima di crisi creato dalle guerre commerciali, scuotere anche la stabilità della banca centrale aggiunge incertezza, deprimendo ancora di più i mercati.

Dietro le quinte, il segretario al Tesoro Bessent lo avrebbe fatto notare a Trump, che però da quell’orecchio non vuole proprio sentire. Mercoledì, parlando a Chicago, Powell si era permesso di dire che i dazi potrebbero far salire l’inflazione, anzi lo stanno già facendo. Perciò la Fed deve restare cauta sui tassi, perché rischia di peggiorare una situazione già grave. Nelle stesse ore, o quasi, la Banca centrale europea ha invece abbassato il costo del denaro, proprio per mitigare gli effetti negativi delle tariffe imposte o minacciate dal presidente americano.

Trump ha sommato queste due notizie, per commentarle con un messaggio sui social al vetriolo: «La cacciata di Powell non potrebbe avvenire abbastanza rapidamente! È sempre in ritardo e sbaglia». Secondo il sito Politico, Bessent ha avvertito in privato la Casa Bianca in varie occasioni che cacciare ora il capo della Federal Reserve rischierebbe di destabilizzare i mercati, più di quanto non lo siano per i dazi. Dietro le quinte cerca da tempo il successore, ma è un lavoro che va condotto con riservatezza e finalizzato alla fine naturale del mandato, nel maggio del 2026. Trump però non lo ascolta, forse anche per crearsi un capro espiatorio quando le sue guerre commerciali condanneranno gli Stati Uniti alla recessione.

Non è la prima volta che accade. Powell dopo la nomina era stato “scaricato” perché non tagliava i tassi durante la prima guerra commerciale del 2019. Biden lo aveva confermato, per dimostrare il rispetto per l’indipendenza della banca centrale, commettendo forse un errore cruciale, perché la Fed non aveva riconosciuto in tempo l’esplosione dell’inflazione dopo la crisi del Covid e non aveva agito in tempo per frenarla.

Trump, come fa con la magistratura, non è interessato all’equilibrio tra i poteri. Powell resiste, protetto anche dalla legge, dalle sentenze della Corte Suprema e dal precedente disastro di Nixon, che aveva violato l’indipendenza della banca pagandone il prezzo. Resta solo da capire se Trump vuole davvero cacciare Powell prima della fine del mandato.

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