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I soci Bper votano al 100% l’aumento per l’Ops su Sondrio, mercoledì 30 il bis in Valtellina

RAVENNA, ITALY - August 2, 2018: Dirt and dust cover the BPER logo on storefront; Shutterstock ID 1148490518; Rivista/Pubblicazione: -; Azienda: -; Partita IVA IT00906801006: - 

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L’assemblea emiliana sostiene in toto l’ad Papa sull’acquisizione. E il socio perno Unipol prepara lo sgambetto al management rivale sulla governance
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MILANO – Un plebiscito telematico, dall’assemblea degli azionisti Bper, per approvare l'aumento di capitale per l’acquisizione della Banca popolare di Sondrio. Ha votato a favore il 100% del capitale presente, che era il 62,16% del totale: e con la stessa percentuale sono stati approvati tutti gli altri punti all'ordine del giorno, tra cui il bilancio 2024 e il dividendo da 0,6 euro per azione.

Così un altro tassello del risiko bancario italiano si compone, e il cda dell’istituto guidato da Gianni Franco Papa intasca la facoltà di emettere fino a 4,3 miliardi di euro in azioni, da offrire quest’estate ai soci valtellinesi quando e se l’offerta pubblica di scambio andrà a buon fine.

L’ad Papa: “Grazie ai soci per il sostegno all’Ops”

Il consenso totalit…

MILANO – Un plebiscito telematico, dall’assemblea degli azionisti Bper, per approvare l'aumento di capitale per l’acquisizione della Banca popolare di Sondrio. Ha votato a favore il 100% del capitale presente, che era il 62,16% del totale: e con la stessa percentuale sono stati approvati tutti gli altri punti all'ordine del giorno, tra cui il bilancio 2024 e il dividendo da 0,6 euro per azione.

Così un altro tassello del risiko bancario italiano si compone, e il cda dell’istituto guidato da Gianni Franco Papa intasca la facoltà di emettere fino a 4,3 miliardi di euro in azioni, da offrire quest’estate ai soci valtellinesi quando e se l’offerta pubblica di scambio andrà a buon fine.

L’ad Papa: “Grazie ai soci per il sostegno all’Ops”

Il consenso totalitario segnala la compattezza dei soci di Bper, che ha una solida e storica base azionaria che ne condivide le strategie, ed è riunita attorno al 25% di Unipol e al 10% di Fondazione Sardegna. “Tutte le proposte sono state approvate con un’ampissima maggioranza: siamo grati ai nostri azionisti per la costante fiducia e il continuo supporto e per il sostegno all’importante progetto strategico legato all’offerta pubblica di scambio su Banca Popolare di Sondrio. L’operazione ha l’obiettivo di consentire ulteriore crescita e sviluppo alla Banca e di creare sempre più valore a beneficio di tutti gli stakeholders nei territori in cui operiamo”.

Ora Unipol può battere un colpo anche a Sondrio

La contesa si sposta ora a Sondrio, in casa della più fiera e localistica delle popolari, con oltre 150 anni di storia e l’ultima a trasformarsi in spa il 29 dicembre 2021 (due giorni prima che il governo le revocasse la licenza, ai sensi della legge Renzi 2016). Mercoledì 30 gli azionisti valtellinesi non dovranno pronunciarsi sull’Ops dei cugini emiliani (già rigettata formalmente dal management e dall’associazione dei soci locali), ma per una tornata di nomine che rivelerà i nuovi equilibri nel capitale, secondo una conta che potrebbe rivelarsi decisiva anche quando l’Ops andrà in Borsa.

L’ordine del giorno, infatti, prevede il rinnovo di cinque amministratori, un terzo del cda di 15 membri, e tra loro il presidente Francesco Venosta. Un fedelissimo dell’ad Mario Alberto Pedranzini, ripresentato per la conferma dentro una lista presentata da alcuni soci locali e sostenuta dall'Associazione piccoli azionisti, schieratasi per la lista composta da Venosta e dagli altri quattro consiglieri in scadenza: "Oltre a essere nomi di elevato profilo, la lista offre garanzie di continuità e di esecuzione, in ottica stand-alone, del piano industriale presentato dal cda uscente - ha scritto l’associazione -. Inoltre, presenta continuità di visione con il ruolo storico della banca e la tradizionale vicinanza alle esigenze del territorio”.

Ma Unipol, primo azionista anche a Sondrio con il 19,7%, difficilmente sosterrà i nomi cari ai sondriesi. Finora, nelle nomine di peso, i bolognesi si sono sempre schierati con il management e il cda in carica: anche tarpando le ambizioni dei fondi di mercato, agguerriti e numerosi nel capitale. Ma mercoledì 30 potrebbero ribaltarsi gli equilibri, con Unipol che pare pronta a votare la lista rivale presentata da Assogestioni e, non a caso, forte di cinque nomi.

Rischio ribaltone nel nuovo cda

La lista che vincerà, secondo lo statuto di Sondrio, nominerà quattro consiglieri, lasciandone uno alla sconfitta. Venosta potrebbe cavarsela ugualmente, insomma: ma se entra da solo nel nuovo cda, potrebbe trovarsi in minoranza rispetto agli esponenti di azionisti “non locali”. Oggi, infatti, il cda Sondrio ha 2 membri targati Assogestioni, 2 messi da Unipol e 11 “locali”, tra cui presidente e ad. Se vincono i gestori, sostenuti da Unipol, diventa 8 contro 7, con Assogestioni che avrà 6 membri in cda, 2 Unipol e 7 i locali.

Non è scontato, a quel punto, che Venosta possa continuare a fare il presidente in minoranza, in rapporti freddi con i fondi (da anni) e ora anche con gli emiliani. Un mese fa Pedranzini, sodale di Venosta, chiamò Bper “una miscellanea di tante razze” bancarie, e definì il dominus di Unipol, Carlo Cimbri, “uomo di parole e non di parola”, perché pochi mesi prima aveva definito l’ipotesi di integrazione con Bper “un vero pasticcio, un’operazione sbagliata”. Salvo poi cambiare idea a febbraio. Ma Cimbri, offeso dalle parole e anche dai silenzi dei valtellinesi dopo l’avvio dell’Ops, sta per cambiare idea anche sulla governance di Sondrio.

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