MILANO – Non si arresta l’attacco frontale di Donald Trump al numero uno della Fed Jerome Powell. L’affondo del presidente arriva con un nuovo messaggio su Truth: “Molti invocano tagli preventivi ai tassi. Con i costi energetici in forte calo, i prezzi dei generi alimentari (incluso il disastro delle uova di Biden!) sostanzialmente più bassi e la maggior parte delle altre cose in calo, l'inflazione è praticamente nulla - scrive Trump - con questi costi in così netto calo, proprio come avevo previsto, non può esserci quasi inflazione, ma può esserci un RALLENTAMENTO dell'economia a meno che Mr. Troppo Tardi, un grande perdente, non abbassi i tassi di interesse, ORA. L'Europa ha già tagliato i tassi sette volte. Powell è sempre stato Troppo Tardi, tranne nel periodo elettorale quando abbassò i tassi per aiutare il sonnolento Joe Biden, poi Kamala, a essere eletto. Come ha funzionato?".
La reazione sui mercati
Parole che contribuiscono a spingere ulteriormente giù i mercati americani. Dopo un avvio in rosso, ritardato di un minuto per commemorare la morte di Papa Francesco, Wall Street accentua le perdite, con il Dow Jones e l’S&P in calo di circa il 2,6% e il Nasdaq di oltre il 3. Sempre più giù anche il dollaro, ai minimi da tre anni, con l’euro salito a 1,1572 dollari. Se la credibilità della Fed venisse messa in discussione, la fiducia nel dollaro potrebbe essere ulteriormente erosa, accelerando i flussi verso i beni rifugio, compreso l'oro. Il metallo prezioso ha superato i 3.400 dollari all’oncia, aggiornando da ormai diverse sedute il proprio record storico.
Sale ancora il rendimento dei Treasury
Un altro segnale di instabilità sui mercati proviene dai titoli di Stato americani, con il rendimento dei Treasury a 10 anni che sale oltre il 4,37%. Dapprima, l’annuncio dei dazi di Trump aveva scatenato un rally sul mercato dei bond governativi, per poi lasciare presto il posto a una drammatica svendita. Insomma, forte volatilità. Secondo gli analisti di T. Rowe price, la combinazione di scarsa liquidità e rapidi cambiamenti di scenario che hanno influenzato il sentiment è alla base delle forti oscillazioni dei rendimenti dei Treasury statunitensi.