Disuguaglianze in città, dalle periferie al centro i redditi si moltiplicano per quattro
di Rosaria AmatoCitylife, Milano, la torre Generali
ROMA – La ricchezza degli italiani non gira solo tra gli yacht ancorati a Portofino, la città italiana con il reddito pro capite più alto nel 2023, 88.141 euro. E le disuguaglianze non sono solo quelle tra Nord e Sud, ma si trovano anche nei quartieri delle città: tra una strada e l’altra le differenze di reddito possono arrivare anche a 20 mila, 30 mila o oltre 40 mila euro. Da un’indagine di Excellera Intelligence per Repubblica sui dati delle dichiarazioni dei redditi del 2023 emerge che i quartieri più ricchi di Milano godono di entrate altrettanto significative: per il Cap 20145 (zona CityLife) si arriva a 83.316, per il Cap 20121 (tra Duomo e Brera) a 77.264 euro, e per il 20123 (Sant’Ambrogio, Missori, Colonne di San Lorenzo) a 73.871. Eppure la media di Milano è di 36.408 euro: c’è infatti una distanza enorme con i quartieri meno abbienti, per esempio al 20157 (zona Quarto Oggiaro) si scende a 19.372 euro, al Cap 132 (Città Studi) a 24.495.
ROMA – La ricchezza degli italiani non gira solo tra gli yacht ancorati a Portofino, la città italiana con il reddito pro capite più alto nel 2023, 88.141 euro. E le disuguaglianze non sono solo quelle tra Nord e Sud, ma si trovano anche nei quartieri delle città: tra una strada e l’altra le differenze di reddito possono arrivare anche a 20 mila, 30 mila o oltre 40 mila euro. Da un’indagine di Excellera Intelligence per Repubblica sui dati delle dichiarazioni dei redditi del 2023 emerge che i quartieri più ricchi di Milano godono di entrate altrettanto significative: per il Cap 20145 (zona CityLife) si arriva a 83.316, per il Cap 20121 (tra Duomo e Brera) a 77.264 euro, e per il 20123 (Sant’Ambrogio, Missori, Colonne di San Lorenzo) a 73.871. Eppure la media di Milano è di 36.408 euro: c’è infatti una distanza enorme con i quartieri meno abbienti, per esempio al 20157 (zona Quarto Oggiaro) si scende a 19.372 euro, al Cap 132 (Città Studi) a 24.495.
A Roma Parioli meglio del Centro
Un fenomeno che si ripete ovunque, da Nord a Sud, anche se con cifre diverse. A Roma si va dai 65.550 euro del quartiere Pinciano-Parioli (Cap 00197) e dai 59.798 euro del Rione Colonna (zona centrale, tra piazza di Spagna e via del Corso, Cap 00187) ai 14.252 di Dragona e Ostia (Cap 00119) o ai poco più di 19 mila di Torre Angela, Tor Vergata, Borghesiana e Prato Fiorito. A Genova si oscilla tra i 46.688 euro del quartiere residenziale Albaro (Cap 16146) ai 19.252 di Rivarolo. A Padova si va dai 47.588 euro annui della zona del centro storico (Cap 35123) ai 22.468 del quartiere Arcella (Cap 35133).
Al Sud redditi medi più bassi, ma restano le distanze
Al Sud i redditi sono più bassi ma le distanze sono comunque enormi. Per Napoli si va dai quasi 42 mila euro del quartiere residenziale Chiaia (Cap 80121), che si stende sul mare e ai 39.889 di Posillipo (Cap 80123) fino ai neanche 14 mila del quartiere Latino (Cap 80139). A Palermo si parte dai 35.615 dei quartieri centrali Politeama, Libertà, Malaspina-Palagonia, fino ai 7.732 della zona Sperone (Cap 90122). Distanze minori a Reggio Calabria, dove si oscilla dai 30 mila euro lordi annui del centro storico (Cap 89127) ai 18.529 euro dei quartieri periferici di Rione Ferrovieri e Gebbione (Cap 89131).
Due città in una
«È un dato che è trasversale a tutte le grandi e medie città italiane: - rileva Aldo Cristadoro, ad di Exellera Intelligence - la frattura tra centro e periferia, con quotazioni immobiliari molto distanti. Gli abitanti dei quartieri residenziali, che possono anche trovarsi sul mare, nelle città che hanno questa conformazione, hanno redditi quattro volte più alti di quelli periferici. E’ come se fossero due città in una».