Golden power su Banco Bpm, Unicredit chiede incontro al governo: “Misure impossibili da attuare”
di Andrea GrecoMILANO – Unicredit chiede un incontro urgente al governo per capire come far fronte alle prescrizioni imposte sul dossier di acquisizione di Banco Bpm. In una nota la banca guidata da Andrea Orcel ha scritto che "non è in grado di prendere alcuna decisione definitiva sulla strada da seguire in merito all'offerta" pubblica di scambio sulla rivale, a seguito del via libera condizionato giunto venerdì dal governo, che ha esercitato in modo ampio i poteri speciali della legge 'golden power'.
"Al di là del diritto previsto in generale di chiedere all'autorità di riconsiderare la decisione emessa – continua la nota della banca, che ha lanciato un’offerta da 10 miliardi per integrare Banco Bpm - il decreto contempla espressamente la possibilità per Unicredit di riferire immediatamente all'autorità se non le fosse possibile attuare, in tutto o in parte, le prescrizioni". Per questo Unicredit “ha prontamente risposto all'autorità esprimendo il proprio punto di vista sul decreto e resta in atte…
MILANO – Unicredit chiede un incontro urgente al governo per capire come far fronte alle prescrizioni imposte sul dossier di acquisizione di Banco Bpm. In una nota la banca guidata da Andrea Orcel ha scritto che "non è in grado di prendere alcuna decisione definitiva sulla strada da seguire in merito all'offerta" pubblica di scambio sulla rivale, a seguito del via libera condizionato giunto venerdì dal governo, che ha esercitato in modo ampio i poteri speciali della legge 'golden power'.
"Al di là del diritto previsto in generale di chiedere all'autorità di riconsiderare la decisione emessa – continua la nota della banca, che ha lanciato un’offerta da 10 miliardi per integrare Banco Bpm - il decreto contempla espressamente la possibilità per Unicredit di riferire immediatamente all'autorità se non le fosse possibile attuare, in tutto o in parte, le prescrizioni". Per questo Unicredit “ha prontamente risposto all'autorità esprimendo il proprio punto di vista sul decreto e resta in attesa di un riscontro".
In teoria la banca acquirente potrebbe ricorrere al Tar, chiedendo la sospensiva urgente del provvedimento. Ma prima delle vie legali, in quello che potrebbe essere un procedimento lungo e incerto, Unicredit sembra voler fare un tentativo diplomatico con Palazzo Chigi.
Nella sua nota Unicredit specifica meglio l’ambito delle contestazioni, parlando di “vincoli sulle modalità di gestione delle future attività creditizie e della liquidità dell'entità combinata, sul diritto di cedere partecipazioni e di gestire in modo appropriato gli asset in gestione di Anima e sulle attività di Unicredit in Russia”. La banca, inoltre, osserva che “l'uso dei poteri speciali in un'operazione domestica tra due banche italiane non è comune e non è chiaro perché sia stato invocato in relazione a questa specifica operazione, ma non per le altre operazioni simili attualmente in corso sul mercato italiano. Inoltre, le prescrizioni si prestano a diverse interpretazioni e appaiono non completamente allineate con la legislazione italiana e comunitaria, oltre che con le decisioni delle autorità regolamentari”.
Intanto in Borsa l’azione Unicredit ha aperto piatta: ma quella di Banco Bpm è partita in calo di oltre il 2,5%, segno che qualche investitore pensa che da oggi il perfezionamento dell’acquisizione, che comunque non attribuisce un premio alla società oggetto, sia meno probabile.