Parolin, per i bookmaker è il favorito per la successione del Papa. E ChatGPT è d’accordo
di Aldo FontanarosaIl Cardinale Pietro Parolin
(reuters)ROMA – I bookmaker inglesi – che aprono subito le scommesse alla morte di un regnante o di un Papa – considerano il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin come il successore più probabile di Francesco.
L’agenzia Agipronews, che si occupa di giochi e puntate, spiega che la storica sigla britannica William Hill offre una quota di 2,50 sul cardinale veneto.
Quote simili fanno capo agli altri principali bookmaker che apprezzano l’esperienza diplomatica e la visione teologica moderata di Parolin, che dunque potrebbe condurre la Chiesa in continuità con il papato di Bergoglio.
Tagle in seconda posizione
Leggermente staccato c’è il cardinale filippino Luis Antonio Tagle – considerato un progressista - offerto a 3 volte la posta.
Al terzo posto tra i favoriti, un altro italiano, il cardinale Matteo Zuppi, proposto a 7, seguito dal ghanese Peter Turkson (quota 10) che incarna la crescente influenza africana nella Chiesa cattolica. Più attardato l'ungherese Péter Erdo, che viene …
ROMA – I bookmaker inglesi – che aprono subito le scommesse alla morte di un regnante o di un Papa – considerano il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin come il successore più probabile di Francesco.
L’agenzia Agipronews, che si occupa di giochi e puntate, spiega che la storica sigla britannica William Hill offre una quota di 2,50 sul cardinale veneto.
Quote simili fanno capo agli altri principali bookmaker che apprezzano l’esperienza diplomatica e la visione teologica moderata di Parolin, che dunque potrebbe condurre la Chiesa in continuità con il papato di Bergoglio.
Tagle in seconda posizione
Leggermente staccato c’è il cardinale filippino Luis Antonio Tagle – considerato un progressista - offerto a 3 volte la posta.
Al terzo posto tra i favoriti, un altro italiano, il cardinale Matteo Zuppi, proposto a 7, seguito dal ghanese Peter Turkson (quota 10) che incarna la crescente influenza africana nella Chiesa cattolica. Più attardato l'ungherese Péter Erdo, che viene dato a 11.
In Francia intanto la trasmissione Tech&Co - in onda sull’emittente Bfmtv - interpella ChatGPT sul possibile successore di Papa Francesco. La trasmissione ha utilizzato il modello o3 di ChatGPT, considerato il migliore per il ragionamento avanzato.
La capacità di mediare
Nel formulare la richiesta, la trasmissione ha chiesto a ChatGPT di non tenere conto delle valutazioni degli articoli giornalistici.
ChatGpt così ha fondato la sua analisi, tra gli altri criteri:
- sulla sociologia del collegio elettorale,
- sul desiderio di continuità o rottura,
- sull'età e la salute,
- infine sulla capacità del futuro Papa di fare sintesi tra le diverse correnti interne.
In scia ai bookmaker inglesi, anche l'intelligenza artificiale punta su Parolin, che ha una “probabilità del 27,6%” di diventare il prossimo Pontefice.
La top 5
Nella top 5, compaiono ancora loro: l'outsider filippino Luis Antonio Tagle, il presidente della Cei Matteo Zuppi (con il 15% di possibilità), l'ungherese Erdo, infine il cardinale ghanese Peter Turkson.
Secondo ChatGPT, Pietro Parolin ha un vantaggio. “Coniuga il sostegno di una parte significativa dei 53 europei, degli italiani desiderosi di riportare a casa il Papato e di molti moderati del Sud che vedono in lui la garanzia di una transizione graduale piuttosto che di un'inversione di rotta. La sua lunga esperienza diplomatica rassicura chi desidera riforme della Curia senza sconvolgimenti”.
Un nome a sorpresa
L'outsider è il filippino Tagle con una probabilità del 24%. “Parte con un blocco ben definito: quasi tutti i 23 cardinali asiatici, un certo numero di africani e latinoamericani (circa 58 voti potenziali)”.
"Gli mancano ancora 30-35 voti, che dovrà negoziare con gli europei moderati. E' fattibile, ma non scontato", precisa l'intelligenza artificiale, che non scommette troppo su Turkson, per quanto sia un "simbolo africano".
C'è infine il 12% di probabilità che il Conclave elegga un nome a sorpresa, come è successo nel 1978 con Giovanni Paolo I e nel 2013 con Bergoglio.
In questo caso, conclude ChatGpt, il francese Jean-Marc Aveline può rappresentare il giusto compromesso se "gli italiani e i cardinali di Asia, America Latina e Africa si neutralizzassero a vicenda" durante il voto.