Def, ok delle Camere: vaccini e screening nella risoluzione di maggioranza. Fuori la spesa militare
di Giuseppe ColomboROMA - Il Parlamento approva la risoluzione di maggioranza al Documento di finanza pubblica (Dfp), l’ex Def. Alla Camera, il testo di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati passa con 176 sì, 103 i voti contrari e quattro gli astenuti. Pochi minuti dopo arriva anche il via libera del Senato: 88 favorevoli, 58 contrari e un astenuto.
L’attenzione “particolare” - si legge nella risoluzione - è rivolta alla prevenzione sanitaria, soprattutto a vaccini e screening. L’accento è sui “costi sanitari per la prevenzione”, con l’obiettivo di “migliorare lo stato di salute della popolazione, ed in particolare l’immunizzazione e lo screening che sono da considerarsi prioritari per la resilienza sociale ed economica”.
La risoluzione parte da qui per impegnare il governo “a valutare di adottare misure” che vanno proprio nella direzione auspicata nella premessa del documento.
I quattro impegni
Nel testo figurano altri tre impegni affidati all’esecutivo. Il primo riguarda i conti. E qu…
ROMA - Il Parlamento approva la risoluzione di maggioranza al Documento di finanza pubblica (Dfp), l’ex Def. Alla Camera, il testo di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati passa con 176 sì, 103 i voti contrari e quattro gli astenuti. Pochi minuti dopo arriva anche il via libera del Senato: 88 favorevoli, 58 contrari e un astenuto.
L’attenzione “particolare” - si legge nella risoluzione - è rivolta alla prevenzione sanitaria, soprattutto a vaccini e screening. L’accento è sui “costi sanitari per la prevenzione”, con l’obiettivo di “migliorare lo stato di salute della popolazione, ed in particolare l’immunizzazione e lo screening che sono da considerarsi prioritari per la resilienza sociale ed economica”.
La risoluzione parte da qui per impegnare il governo “a valutare di adottare misure” che vanno proprio nella direzione auspicata nella premessa del documento.
I quattro impegni
Nel testo figurano altri tre impegni affidati all’esecutivo. Il primo riguarda i conti. E quindi il rispetto del percorso della spesa primaria netta, l’indicatore di riferimento del nuovo Patto di stabilità. La seconda azione ha a che a fare con le periferie: la risoluzione chiede “l’implementazione delle riforme e degli investimenti indicati nel Piano, e in particolare gli investimenti degli enti locali in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale”.
A completare il quadro c’è l’indicazione di “implementare” le misure a sostegno delle politiche giovanili e della famiglia, “con particolare attenzione alle misure dirette a contrastare la crisi demografica, a sostenere la maternità e la paternità e a promuovere ed incentivare la conciliazione famiglia-lavoro”.
Fuori la spesa militare
Nella risoluzione non ci sono invece riferimenti alla spesa militare. Nei giorni scorsi, il governo aveva annunciato la volontà di non attivare la clausola di salvaguardia nazionale per il piano di riarmo europeo alla luce del vertice Nato di giugno che dovrebbe rivedere i target degli impegni dei Paesi sulla difesa.
Giorgetti: “Soddisfatti per approvazione Dfp”
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si dice “soddisfatto” per l’approvazione del Dfp da parte del Parlamento. “Al tempo stesso - aggiunge in una nota - sono rammaricato per non essere stato presente alla discussione e alla votazione perché impegnato a Washington ai lavori del Fondo Monetario, ma vorrei ugualmente esprimere il mio personale ringraziamento a tutti i deputati e senatori che hanno votato e agli uffici del Mef che hanno lavorato su questo documento”.