EssilorLuxottica, ricavi in volata nel trimestre. Su i prezzi in Usa in risposta ai dazi
di Carlotta ScozzariMILANO – La crescita dei ricavi registrata da EssilorLuxottica nel primo trimestre del 2025 consente al colosso italo-francese di confermare l’obiettivo di fatturato tra i 27 e i 28 miliardi alla fine del 2026. Da gennaio a marzo le vendite consolidate sono salite a 6.848 milioni, in progresso annuo dell’8,1% a cambi correnti e del 7,3% a cambi costanti.
«Nel primo trimestre – commentano l’ad Francesco Milleri e il vice ad Paul du Saillant – abbiamo mantenuto una solida traiettoria di crescita». Non considerando gli effetti valutari, le aree geografiche dove il gruppo di lenti, montature e occhiali è cresciuto di più sono l’Asia Pacifico e l’Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), che hanno visto i ricavi salire rispettivamente del 10,4% e del 9,9%, mentre gli Stati Uniti hanno segnato un +4,2 per cento.
MILANO – La crescita dei ricavi registrata da EssilorLuxottica nel primo trimestre del 2025 consente al colosso italo-francese di confermare l’obiettivo di fatturato tra i 27 e i 28 miliardi alla fine del 2026. Da gennaio a marzo le vendite consolidate sono salite a 6.848 milioni, in progresso annuo dell’8,1% a cambi correnti e del 7,3% a cambi costanti.
«Nel primo trimestre – commentano l’ad Francesco Milleri e il vice ad Paul du Saillant – abbiamo mantenuto una solida traiettoria di crescita». Non considerando gli effetti valutari, le aree geografiche dove il gruppo di lenti, montature e occhiali è cresciuto di più sono l’Asia Pacifico e l’Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), che hanno visto i ricavi salire rispettivamente del 10,4% e del 9,9%, mentre gli Stati Uniti hanno segnato un +4,2 per cento.
Proprio oltreoceano Essilux intende rispondere alle politiche commerciali di Donald Trump con un ritocco al rialzo dei listini. Lo ha detto nella conferenza con gli analisti il direttore finanziario Stefano Grassi: «Ci stiamo muovendo verso un adeguamento dei prezzi a una sola cifra (sotto il 10 per cento, ndr) in Usa per le diverse linee di prodotto e per il nostro canale di distribuzione».
Nell’incertezza del contesto generale, Grassi ha sottolineato l’importanza della «diversificazione della catena di approvvigionamento», ricordando gli investimenti in Thailandia e Messico, che consentono al gruppo di produrre e distribuire i prodotti nei luoghi in cui è più vantaggioso dal punto di vista economico «senza compromettere la qualità e il livello di servizio».
Anche la collaborazione con Meta si baserà su questo principio, perché la volontà è di produrre gli occhiali smart dove è «più conveniente. Senza entrare nei dettagli – ha concluso Grassi – non siamo immuni dai venti contrari delle tariffe». E ora «i principali venti contrari sono rappresentati dalle montature prodotte in Cina e importate negli Stati Uniti».