✕

La Ue contro i giganti di Big Tech: multe da 700 milioni a Meta e App

Valdis Dombrovskis, commissario Ue all'Economia 

Ascolta l'audio

I due colossi hanno violato le norme del Digital Market Act. Per le società è una decisione per condizionare i negoziati sulle tariffe. La replica di Dombrovskis: “Le trattative non c’entrano con le sanzioni, non mescoliamo le cose”
1 minuti di lettura

ROMA – La Commissione Ue multa Apple per 500 milioni di euro e Meta (casa madre di Facebook e Instagram) per altri 200.

A giudizio dell’Europa, i due colossi statunitensi hanno violato il Regolamento comunitario – il Digital Markets Act – che protegge le altre aziende, i piccoli fornitori e le persone comuni dallo strapotere dei giganti di Internet.

Subito Apple e Meta protestano sostenendo velatamente che la Commissione Ue prende una decisione a orologeria. La multa sarebbe un colpo di avvertimento contro gli Usa in vista dei negoziati sui dazi. Contestazione che la Commissione respinge con fermezza.

Gli store delle app

Tutte le persone che hanno un iPhone o l’iPad scaricano delle applicazioni dall’Apple Store. Le applicazioni sono opera dell’ingegno di programmatori anche indipendenti.

Ora, le regole europee permettono a questi programmatori di informare gli utenti che le stesse app sono disponibili in negozi digitali diversi dall’Apple Store, magari a prezzi più vantaggiosi.

Per la…

ROMA – La Commissione Ue multa Apple per 500 milioni di euro e Meta (casa madre di Facebook e Instagram) per altri 200.

A giudizio dell’Europa, i due colossi statunitensi hanno violato il Regolamento comunitario – il Digital Markets Act – che protegge le altre aziende, i piccoli fornitori e le persone comuni dallo strapotere dei giganti di Internet.

Subito Apple e Meta protestano sostenendo velatamente che la Commissione Ue prende una decisione a orologeria. La multa sarebbe un colpo di avvertimento contro gli Usa in vista dei negoziati sui dazi. Contestazione che la Commissione respinge con fermezza.

Gli store delle app

Tutte le persone che hanno un iPhone o l’iPad scaricano delle applicazioni dall’Apple Store. Le applicazioni sono opera dell’ingegno di programmatori anche indipendenti.

Ora, le regole europee permettono a questi programmatori di informare gli utenti che le stesse app sono disponibili in negozi digitali diversi dall’Apple Store, magari a prezzi più vantaggiosi.

Per la Commissione Ue, la Apple ha limitato questa libertà di segnalazione dei programmatori procurando un duplice danno, ai programmatori stessi e, a cascata, ai clienti. Nascono così la multa da 500 milioni e l’ordine dell’Ue di interrompere la condotta illegale.

I vasi comunicanti

Meta invece è solita usare i nostri dati personali su Facebook, ma anche sul suo Instagram, con un gioco di vasi comunicanti.

Le norme europee stabiliscono che il travaso di dati può avvenire solo se noi siamo d’accordo. In questo quadro di regole, Meta ha adottato un modello del tipo “Dacci il consenso o paga”.

Le persone hanno potuto fruire gratis di Facebook o Instagram soltanto se concedevano il via libera all’uso dei loro dati sempre e ovunque. Quando negavano il consenso, erano obbligate a pagare per Facebook o Instagram.

Il modello - che Meta ha mantenuto in campo tra marzo e novembre 2024 - non è piaciuto alla Commissione Ue che vi ha letto una costrizione alla libera scelta degli utenti. Di qui, l’ammenda da 200 milioni.

Il modello di business

Se Apple è arrabbiata, le parole più affilate arrivano proprio da Meta: «Qui non si tratta solo di una multa. In realtà la Commissione Ue cambia il nostro modello di business. E questo imporrà a Meta una tariffa da miliardi di dollari obbligandoci peraltro a offrire un servizio peggiore».

Valdis Dombrovskis, commissario europeo all’Economia, nega però che le sanzioni a Meta ed Apple siano un anticipo della lotta dell’Ue ai dazi di Trump. Le due cose viaggiano su binari distinti e «non c’è motivo - spiega - di mescolarle».

Leggi i commenti