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Decreto bollette, tra Confindustria e governo è scontro aperto

Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini (ansa)

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Una misura che non fa nulla per le imprese, dicono gli industriali, che chiedono un nuovo intervento per abbassare in modo strutturale i costi dell’energia. “Irritazione” di Palazzo Chigi. Le aziende di Elettricità futura valutano di lasciare l’associazione
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ROMA – E’ scontro aperto tra Confindustria e governo sul Decreto bollette. Ieri gli industriali, dopo mesi di grande feeling con l’esecutivo, hanno bocciato in modo netto la misura appena approvata dal Parlamento, che a loro dire non fa nulla di concreto per sostenere la manifattura. Alla richiesta di un tavolo hanno aggiunto quella di un nuovo decreto che riduca in modo strutturale i costi dell’energia.

L’irritazione di Palazzo Chigi

Poco prima della nota degli industriali, le cui critiche erano state anticipate ieri da Repubblica, la premier Meloni aveva pubblicato sui social un video in cui celebrava il decreto, presentandolo come «una risposta concreta» per famiglie e imprese. E subito dopo l’uscita di Confindustria Palazzo Chigi ha espresso …

ROMA – E’ scontro aperto tra Confindustria e governo sul Decreto bollette. Ieri gli industriali, dopo mesi di grande feeling con l’esecutivo, hanno bocciato in modo netto la misura appena approvata dal Parlamento, che a loro dire non fa nulla di concreto per sostenere la manifattura. Alla richiesta di un tavolo hanno aggiunto quella di un nuovo decreto che riduca in modo strutturale i costi dell’energia.

L’irritazione di Palazzo Chigi

Poco prima della nota degli industriali, le cui critiche erano state anticipate ieri da Repubblica, la premier Meloni aveva pubblicato sui social un video in cui celebrava il decreto, presentandolo come «una risposta concreta» per famiglie e imprese. E subito dopo l’uscita di Confindustria Palazzo Chigi ha espresso la sua «irritazione», sostenendo che la norma «era stata ampiamente discussa».

Gli industriali lamentano che, a conti fatti, il decreto dedica alla manifattura solo 600 milioni su 3 miliardi e che durante l’iter in Aula tutti gli emendamenti a sostegno delle imprese, anche a costo zero, siano stati fatti cadere: «Da Parlamento e governo è mancata la consapevolezza dell’urgenza, le misure una tantum non sono più sufficienti».

Energetici contro energivori

Dietro alle misure strutturali rivendicate da Confindustria c’è però anche uno scontro “redistributivo” e di lobby interno al mondo imprenditoriale: da una parte i produttori di energia e dall’altra chi la consuma. Questa spaccatura ha accompagnato tutto l’iter del decreto bollette ed è riemersa ieri dopo la nota della discordia: le società di Elettricità futura, la sigla che raccoglie le aziende della generazione, starebbero addirittura valutando l’uscita da Confindustria.

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