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L’utile a 1,4 miliardi spinge il titolo Eni

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Dati del trimestre sopra le attese, balzo in Borsa del 2%. Descalzi: “Siamo attrezzati per superare l’attuale congiuntura”
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MILANO – Il settore energetico inizia ad accusare il peso dei dazi di Trump. Vedendo all’orizzonte «rischi macroeconomici e incertezze sui dazi», Eni ha tagliato le spese per il 2025 di oltre due miliardi di euro, riducendo gli investimenti lordi per l’esercizio da 9 a meno di 8,5 miliardi e la previsione sul flusso di cassa operativo rettificato da 13 a 11 miliardi. Gli analisti però non sembrano preoccupati dal nuovo outlook e lodano piuttosto la trimestrale oltre le attese. Così ieri in Borsa il titolo ha festeggiato, chiudendo la seduta in rialzo del 2,11% a 12,692 euro, mentre i future sul petrolio si muovevano appena sopra la parità.

Bene l’esplorazione, il gas e i satelliti green, male la chimica

Nei primi tre mesi dell’anno, il Cane a sei zampe ha registrato 1,4 miliardi…

MILANO – Il settore energetico inizia ad accusare il peso dei dazi di Trump. Vedendo all’orizzonte «rischi macroeconomici e incertezze sui dazi», Eni ha tagliato le spese per il 2025 di oltre due miliardi di euro, riducendo gli investimenti lordi per l’esercizio da 9 a meno di 8,5 miliardi e la previsione sul flusso di cassa operativo rettificato da 13 a 11 miliardi. Gli analisti però non sembrano preoccupati dal nuovo outlook e lodano piuttosto la trimestrale oltre le attese. Così ieri in Borsa il titolo ha festeggiato, chiudendo la seduta in rialzo del 2,11% a 12,692 euro, mentre i future sul petrolio si muovevano appena sopra la parità.

Bene l’esplorazione, il gas e i satelliti green, male la chimica

Nei primi tre mesi dell’anno, il Cane a sei zampe ha registrato 1,4 miliardi di utile netto rettificato e 3,68 miliardi di utile operativo (Ebit) proforma rettificato, entrambi in calo dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2024. Pesa la flessione di circa il 10% del prezzo del petrolio Brent. Ma se confrontato con quello dell’ultimo trimestre 2024, l’Ebit al 31 marzo è cresciuto di circa il 36%, grazie alle «eccellenti performance» delle divisioni E&P (Esplorazione e produzione) e Ggp (gas e Gnl), nonostante la leggera flessione della produzione di greggio.

Migliorano i due satelliti green, Enilive (mobilità sostenibile) e Plenitude (rinnovabili), di cui è già stato ceduto il 10% e, ha assicurato il management, ci sono pretendenti per un altro 15-20%.

Infine, resta negativo il segmento della chimica di Versalis. Qui la perdita è arrivata a 334 milioni dai 53 dei primi tre mesi del 2024, principalmente a causa della prolungata debolezza del settore europeo e della pressione sui margini da parte di operatori con posizioni di costo più vantaggiose.

Confermato il dividendo in crescita e il buyback

Malgrado lo scenario sfidante, Eni ha confermato un dividendo in crescita del 5% a 1,05 euro per azione e l’avvio del programma di riacquisto di azioni da 1,5 miliardi, entrambi sottoposti al voto dei soci il prossimo il 14 maggio prossimo. La distribuzione agli azionisti, come gli investimenti lordi di 1,9 miliardi, saranno coperti dal flusso di cassa operativo, pari a 3,4 miliardi.

"Ben posizionati per attraversare l’attuale congiuntura”

«Siamo ben posizionati per attraversare l’attuale congiuntura - ha commentato Descalzi - anche grazie agli «straordinari successi esplorativi» che aprono a Eni «nuove opportunità di mercato e di ritorni».

Novità dalla Namibia a Londra

È di ieri la conferma della scoperta ad olio nell’offshore della Namibia, con «buone proprietà petrofisiche». Come anche la chiusura finanziaria del progetto Liverpool Bay Ccs per la cattura e lo stoccaggio di carbonio dagli impianti nel polo industriale HyNet, annunciato nel vertice sulla sicurezza energetica in corso a Londra. L’accordo prevede l’assegnazione di due miliardi di sterline in contratti sull’intera catena di fornitura e creerà oltre 2.000 posti di lavoro in Galles. Un’occasione perfetta per ribadire i rapporti tra Eni e il Regno Unito, di recente rafforzati con l’accordo sulla fusione, e per Descalzi per confrontarsi con il premier in un lungo colloquio a porte chiuse.

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