WASHINGTON – Le guerre commerciali scatenate dal presidente americano Trump, e quelle militari in corso in Ucraina e Medio Oriente, «mettono a rischio decenni di progressi». È l’allarme lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo all’incontro del Development Committee della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale a Washington.
«Il mondo - ha detto Panetta - sta affrontando un allarmante aumento di conflitti e acute tensioni geopolitiche. Condizioni di sicurezza persistentemente deboli, scontri improvvisi in Paesi fragili colpiti da conflitti e violenze, e battute d’arresto nel commercio internazionale hanno conseguenze interconnesse di vasta portata, che in ultima analisi minano i nostri sforzi per ridurre ulteriormente la povertà estrema e mettono a rischio decenni di progressi».
Quindi «nell’attuale contesto, in cui la governance economica globale basata su regole si trova ad affrontare nuove sfide, istituzioni finanziarie internaz…
WASHINGTON – Le guerre commerciali scatenate dal presidente americano Trump, e quelle militari in corso in Ucraina e Medio Oriente, «mettono a rischio decenni di progressi». È l’allarme lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo all’incontro del Development Committee della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale a Washington.
«Il mondo - ha detto Panetta - sta affrontando un allarmante aumento di conflitti e acute tensioni geopolitiche. Condizioni di sicurezza persistentemente deboli, scontri improvvisi in Paesi fragili colpiti da conflitti e violenze, e battute d’arresto nel commercio internazionale hanno conseguenze interconnesse di vasta portata, che in ultima analisi minano i nostri sforzi per ridurre ulteriormente la povertà estrema e mettono a rischio decenni di progressi».
Quindi «nell’attuale contesto, in cui la governance economica globale basata su regole si trova ad affrontare nuove sfide, istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale assumono un’importanza ancora maggiore. Per 80 anni hanno promosso la stabilità economica e finanziaria, la riduzione della povertà e lo sviluppo. Il loro ruolo rimane vitale nella finanza globale e offre il miglior rapporto qualità-prezzo per gli aiuti dei donatori. Meritano, e hanno, il nostro sostegno».
Tuttavia, dando forse eco alle sollecitazioni del segretario al Tesoro americano Bessent per una riforma, il governatore avverte che «l’autocompiacimento è inaccettabile. Tutte le istituzioni finanziarie internazionali devono migliorare la propria efficienza e sfruttare i rispettivi vantaggi comparativi per garantire l’impatto e rafforzare la propria capacità di soddisfare le priorità dei paesi in via di sviluppo. Devono lavorare come un sistema in modo selettivo, coordinato e collaborativo».
L’approccio della Banca Mondiale
In questo quadro, «dobbiamo rimanere uniti e confermare l’impegno della comunità internazionale per la cooperazione e la solidarietà. L’attenzione all’occupazione e allo sviluppo del settore privato proposta nel documento della Commissione per lo Sviluppo è tempestiva e determinante per generare una crescita sostenibile. Il nuovo approccio della Banca Mondiale per la creazione di posti di lavoro dovrebbe includere un rinnovato impegno a investire nell’istruzione e nelle competenze delle persone; dovremmo anche ampliare la copertura e migliorare l’efficienza dei sistemi di protezione sociale. Questi sforzi sono essenziali per aumentare la resilienza, ampliare le opportunità e promuovere la trasformazione economica. Poiché l’intelligenza artificiale guida il cambiamento, garantire benefici equilibrati tra i settori e la società è fondamentale».
La Banca mondiale deve collaborare con i paesi «per identificare e affrontare gli ostacoli allo sviluppo del settore privato. Ciò richiede il miglioramento della qualità delle istituzioni e della regolamentazione, un utilizzo più efficace dei prestiti per le politiche di sviluppo e il rafforzamento delle infrastrutture di mercato. Deve perfezionare le sue strategie in materia di creazione di mercato, concorrenza, commercio e investimenti diretti esteri». Quanto alle materie prime critiche, «il partenariato per il potenziamento della catena di approvvigionamento resiliente e inclusiva (Rise) è esemplare».
L’appello di Georgieva (Fmi): “Pedalare”
La direttrice dell’Fmi, Kristalina Georgieva, ha ammonito che «il mondo è in una fase cruciale. C’è ansia, i paesi devono risolvere rapidamente le tensioni commerciali. L’incertezza è costosa, perché spinge le aziende a non investire ma a risparmiare. Serve chiarezza». Quindi ha usato una metafora ciclistica in italiano, per spingere i Paesi ad agire: «Pedalare».
Quanto alle riforme sollecitate da Bessent, in sostanza un invito a tornare alle origini abbandonando temi come ambiente e inclusione, ha detto: «Il Fondo apprezza l’impegno americano. Anche se il mondo si è evoluto profondamente, la sua missione resta rilevante». Il ministro Giorgetti ha incontrato Bessent, per una «lunga e amichevole conversazione, focalizzata su dazi commerciali, tassazione digitale e difesa».