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Urso: “Aiuti alle tlc per 629 milioni”. Nuovo voucher a famiglie. Le aziende: risorse sono scarse

Adolfo Urso, ministro delle Imprese 

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Il ministro delle Imprese mette sul tavolo un pacchetto di sostegni alle persone e alle imprese, piccole e grandi. Ecco tutte le misure. Parziale delusione degli operatori del settore. Asstel: investimenti miliardari malgrado il calo dei ricavi
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ROMA – Il ministro Adolfo Urso (Imprese) mette sul tavolo un piano da 629 milioni per sostenere le aziende italiane delle telecomunicazioni, quelle che ci fanno andare in Internet e telefonare.

Le imprese, che hanno incontrato il ministro ieri, fanno trapelare una parziale delusione. Il governo, con il suo piano, si muove nella giusta direzione; ma le risorse sono largamente insufficienti.

Il pacchetto di aiuti – diretti e indiretti – prevede misure che prenderanno forma nei prossimi quattro mesi. Alcune famiglie potranno ricevere un buono, un voucher fino a 200 euro per quello che i tecnici chiamano “cablaggio verticale”. Sono gli interventi che permettono di portare la fibra, con l’Internet super veloce, fin dentro casa. Il sostegno pubblico sarà finanziato con 140 milioni.

ROMA – Il ministro Adolfo Urso (Imprese) mette sul tavolo un piano da 629 milioni per sostenere le aziende italiane delle telecomunicazioni, quelle che ci fanno andare in Internet e telefonare.

Le imprese, che hanno incontrato il ministro ieri, fanno trapelare una parziale delusione. Il governo, con il suo piano, si muove nella giusta direzione; ma le risorse sono largamente insufficienti.

Il pacchetto di aiuti – diretti e indiretti – prevede misure che prenderanno forma nei prossimi quattro mesi. Alcune famiglie potranno ricevere un buono, un voucher fino a 200 euro per quello che i tecnici chiamano “cablaggio verticale”. Sono gli interventi che permettono di portare la fibra, con l’Internet super veloce, fin dentro casa. Il sostegno pubblico sarà finanziato con 140 milioni.

Gli attacchi informatici

Altri 150 milioni andranno, sembra di capire, alle aziende di piccole e medie dimensioni interessate a trasferire i loro dati nelle potenti memorie cloud (dislocate in Rete) e a difendersi dagli attacchi informatici.

Sul piatto ci saranno anche 210 milioni per le grandi imprese che vorranno esplorare nuovi territori: quelli dei cavi sottomarini, delle tecnologie quantistiche e della realtà virtuale o aumentata.

Le risorse destinate sono 201 milioni.

Il numero d’emergenza europeo

Ecco le altre misure:
- trasmissioni tv via web (54 milioni);
- digitalizzare infrastrutture locali (35 milioni);
- digitalizzare i Comuni sotto i 50.000 abitanti;
- mappare cavi sottomarini e data center (2 milioni);
- desaturare la fibra ottica (42,7 milioni);
- catasto impianti delle sorgenti radioelettriche (1,5 milioni);
- 112, nuovo numero d'emergenza europeo (3 milioni).

Alcuni operatori delle telecomunicazioni, che dovrebbero beneficiare di questi aiuti, sono parzialmente delusi. All’agenzia d’informazione Radiocor, dicono: “Le misure vanno nella giusta direzione, ma risultano ancora largamente insufficienti ad affrontare le criticità strutturali del settore”.

“La filiera non sostenuta”

Gli operatori chiedono “certezze sulle licenze d'uso delle frequenze mobili in scadenza nel 2029, il riconoscimento del settore quale altamente energivoro, regole del gioco uguali” a quelle dei grandi operatori di Internet.

Critiche piovono anche sugli aiuti che il governo prepara: “Il voucher per l'adeguamento della fibra, ad esempio, sarà in gran parte utilizzato per lavori elettrici svolti da professionisti esterni e non porterà benefici diretti agli operatori di rete. Analogamente, il voucher per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese non rafforzerà la filiera delle telecomunicazioni”.

I 200 mila dipendenti

Massimo Sarmi, presidente dell’associazione di categoria Assitel (Confindustria), tenta di responsabilizzare il governo. Ricorda che gli operatori della tlc hanno perso per strada ricavi per oltre 7 miliardi di euro tra il 2013 e il 2023. Eppure hanno garantito investimenti per 85 miliardi, nello stesso periodo.

Gli operatori pagano inoltre stipendi e contributi a oltre 200 mila dipendenti, cui viene offerta anche una formazione permanente e certificata perché siano al passo con i continui cambiamenti del settore.

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