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Giorgetti difende il golden power : “Negli Stati Uniti sono più virili”

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti

 (ansa)
Il ministro e l’intervento sulle banche: “Invidio come tutelano l’interesse nazionale”. Replica a Confindustria sulle bollette: “Abbiamo fatto tutto quello che era possibile”
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WASHINGTON – Invidia il sistema «virile» degli americani nel difendere l’interesse nazionale in tema di golden power, ma si porta a casa il giudizio positivo delle agenzie di rating sui conti italiani e respinge le critiche di Confindustria al decreto bollette, dicendo: «Si è fatto quello che era possibile». Le ultime ore a Washington del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sono passate nel quartier generale del Fondo Monetario Internazionale.

Giorgetti fa il punto in coda a giorni di incontri intensi, a cominciare da quello con il segretario all’Economia americana Scott Bessent con cui ha trovato i «presupposti per affrontare temi complicati in tempi complicati». «Però — ha aggiunto — lo spirito è quello giusto, c’è un’apertura da parte loro, come da parte nostra, a discutere di quelli che sono i temi di oggi. Non solo i dazi, ma la tassazione del digitale e le spese della difesa». Sul golden power, evocata per l’operazione di Unicredit su Banco Bpm, il ministro ha risposto:…

WASHINGTON – Invidia il sistema «virile» degli americani nel difendere l’interesse nazionale in tema di golden power, ma si porta a casa il giudizio positivo delle agenzie di rating sui conti italiani e respinge le critiche di Confindustria al decreto bollette, dicendo: «Si è fatto quello che era possibile». Le ultime ore a Washington del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sono passate nel quartier generale del Fondo Monetario Internazionale.

Giorgetti fa il punto in coda a giorni di incontri intensi, a cominciare da quello con il segretario all’Economia americana Scott Bessent con cui ha trovato i «presupposti per affrontare temi complicati in tempi complicati». «Però — ha aggiunto — lo spirito è quello giusto, c’è un’apertura da parte loro, come da parte nostra, a discutere di quelli che sono i temi di oggi. Non solo i dazi, ma la tassazione del digitale e le spese della difesa». Sul golden power, evocata per l’operazione di Unicredit su Banco Bpm, il ministro ha risposto: «C’è una legge approvata nel 2022 con il governo Draghi, e io l’ho votata, che prevede che il governo debba valutare l’interesse nazionale che non sono le competenze della Banca centrale europea. Qui ho capito che l’interesse nazionale risponde a un concetto abbastanza virile anche in materia economica, in Italia abbiamo un concetto di interesse nazionale più lasco. Io li invidio, gli americani».

Tra Europa e Stati Uniti, ha sostenuto Giorgetti, ci vuole un big deal, un accordo largo su vari punti, dai dazi alla tassazione digitale. «C’è apertura da parte degli Usa e da parte nostra a discutere non solo dei dazi, ma della tassazione digitale e della difesa». «Forse — ha aggiunto — è il caso che, come qualcuno invoca, si faccia un big deal e si considerino tutti gli aspetti in discussione e non solo quello delle tariffe».

Rispetto alle critiche arrivate da Confindustria sul “decreto bollette” Giorgetti dice che «il decreto è stato condiviso anche con loro, si è fatto quello che era possibile. Le critiche ex post ci stanno, le accettiamo. In tanti criticano, pochi ringraziano, ma il governo fa quello che è giusto per i cittadini e le imprese».

Dopo anni di bacchettate dall’Fmi, il clima per il ministro è cambiato. Gli incontri con le agenzie di rating sono «andati bene nel senso che tre anni fa dovevamo dimostrare qualcosa, adesso l’abbiamo dimostrato, tanto è vero che le domande sulla sostenibilità del nostro debito non vengono neanche fatte». Il rifinanziamento del debito non appare più un ostacolo. «Molti — ha ricordato Giorgetti — si chiedevano della capacità del nuovo governo di riuscire a rifinanziare tutto il debito in scadenza. Come vedete nelle aste dei Btp questo non è più un problema per il governo italiano».

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