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Il mercato crede nel risiko vola il titolo di Mediobanca

MEDIOBANCA SEDE PIAZZETTA CUCCIA (SALMOIRAGO FOTOGRAMMA/Fotogramma, MILANO - 2019-11-12) 

 (fotogramma)

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Gli investitori speculano sul fatto che si possano rastrellare altri titoli di piazzetta Cuccia per favorire uno dei contendenti
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Milano – Si respira aria di battaglia in Piazza Affari intorno ai titoli bancari. Ieri è stata una seduta boom a Milano per Mediobanca e Mps il giorno dopo l’assemblea dei soci di Generali che ha sancito la vittoria della lista di maggioranza presentata da Piazzetta Cuccia, sostenuta dai grandi fondi internazionali. Il distacco su quella, di minoranza, del gruppo Caltagirone appoggiata da Delfin, Crt e Unicredit, è stato più ampio del previsto.

Il titolo Mediobanca ha chiuso in crescita del 6,6% a 17,59 euro, riportandosi sopra i livelli pre dazi (cioè della chiusura del 2 aprile), mentre Mps è balzata del 4,6% a 7,2 euro. Generali ha invece chiuso a +1,33%, in linea con Piazza Affari.

I riflettori degli investitori si sono dunque rivolti sull’Ops del Monte dei Paschi di Siena su azioni Mediobanca, che inizierà a luglio.

Alberto Nagel, ad di Piazzetta Cuccia, archiviata la vittoria su Generali, nella difesa del fortino Mediobanca ha ora una preoccupazione in più: al fronte Calta…

Milano – Si respira aria di battaglia in Piazza Affari intorno ai titoli bancari. Ieri è stata una seduta boom a Milano per Mediobanca e Mps il giorno dopo l’assemblea dei soci di Generali che ha sancito la vittoria della lista di maggioranza presentata da Piazzetta Cuccia, sostenuta dai grandi fondi internazionali. Il distacco su quella, di minoranza, del gruppo Caltagirone appoggiata da Delfin, Crt e Unicredit, è stato più ampio del previsto.

Il titolo Mediobanca ha chiuso in crescita del 6,6% a 17,59 euro, riportandosi sopra i livelli pre dazi (cioè della chiusura del 2 aprile), mentre Mps è balzata del 4,6% a 7,2 euro. Generali ha invece chiuso a +1,33%, in linea con Piazza Affari.

I riflettori degli investitori si sono dunque rivolti sull’Ops del Monte dei Paschi di Siena su azioni Mediobanca, che inizierà a luglio.

Alberto Nagel, ad di Piazzetta Cuccia, archiviata la vittoria su Generali, nella difesa del fortino Mediobanca ha ora una preoccupazione in più: al fronte Caltagirone-Delfin si è aggiunto Andrea Orcel con la potenza di fuoco del bilancio Unicredit. Ma per conquistare Piazzetta Cuccia Luigi Lovaglio, ad di Mps, dovrà raccogliere consenso sul mercato. L’impresa non sarà facile visto come gli investitori istituzionali si sono stretti intorno a Nagel nella partita Generali. Sul mercato c’è oltre il 50% del capitale di Mediobanca, più un 11% del patto di consultazione dei soci storici di Piazzetta Cuccia, più altri azionisti con pacchetti rotondi come Unipol. Dall’altra parte ci sono Delfin con il 20% e Caltagirone con il 7% che sicuramente consegneranno i loro titoli nelle mani di Lovaglio. E un altro 2% in pancia all’Enpam, la cassa di previdenza dei medici, già sostenitrice della lista Delfin. Ma da lì in poi il percorso per arrivare al 51% per Mps è da costruire e Lovaglio sta cercando di convincere gli investitori della bontà del suo piano industriale.

È normale che in questo quadro il mercato speculi sul fatto che si possano rastrellare altri titoli Mediobanca per favorire uno dei contendenti. La stessa Mps potrebbe comprare azioni sul mercato ma non a prezzi superiori a quelli della sua offerta. Il Crédit Agricole, per esempio, aveva dato disponibilità al governo a dare una mano per mandare in porto l’offerta del Monte. La stessa Unicredit, ora schierata con Caltagirone e Delfin, potrebbe contribuire. E poi c’è Intesa Sanpaolo che lunedì rinnova il suo cda e che da lì in poi potrebbe fare qualche mossa anche se finora il ceo Carlo Messina ha sempre smentito qualsiasi intervento.

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