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L’Ops di Unicredit su Bpm: chiesto l’ok all’Antitrust Ue, verso l’incontro con il governo

Il ceo di Unicredit Andrea Orcel durante il Consiglio nazionale della Fabi al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi a Milano, 13 dicembre 2021. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI (ansa)

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L’autorizzazione dovrebbe arrivare entro il 4 giugno ed è compatibile con i tempi dell’offerta che si estenderanno fino al 23
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ROMA – Ultimi passaggi prima di dare il via all’offerta pubblica di scambio di Unicredit sul Banco Bpm. Dalla banca di piazza Gae Aulenti è partita la notifica alla Direzione generale per la concorrenza della Commissione europea per l’autorizzazione ai fini antitrust. In pratica gli uffici di Bruxelles, ora sotto la supervisione del commissario Teresa Ribeira, dovranno controllare la situazione provincia per provincia sul territorio italiano per verificare che la quota di mercato del nuovo gruppo bancario non superi mai il 25%.

L’autorizzazione dovrebbe arrivare entro il 4 giugno ed è compatibile con i tempi dell’offerta che si estenderanno fino al 23, anche se Unicredit ha tempo fino al 30 giugno per modificare o togliersi dall’offerta.

Sull’operazione pende però l’incognita del golden …

ROMA – Ultimi passaggi prima di dare il via all’offerta pubblica di scambio di Unicredit sul Banco Bpm. Dalla banca di piazza Gae Aulenti è partita la notifica alla Direzione generale per la concorrenza della Commissione europea per l’autorizzazione ai fini antitrust. In pratica gli uffici di Bruxelles, ora sotto la supervisione del commissario Teresa Ribeira, dovranno controllare la situazione provincia per provincia sul territorio italiano per verificare che la quota di mercato del nuovo gruppo bancario non superi mai il 25%.

L’autorizzazione dovrebbe arrivare entro il 4 giugno ed è compatibile con i tempi dell’offerta che si estenderanno fino al 23, anche se Unicredit ha tempo fino al 30 giugno per modificare o togliersi dall’offerta.

Sull’operazione pende però l’incognita del golden power esercitato dal governo. L’istituto non ha ancora ricevuto una risposta alla richiesta di un incontro che punta a mitigare l’impatto delle prescrizioni. Palazzo Chigi continua a non commentare ufficialmente la mossa dell’ad di Unicredit, Andrea Orcel, che aspetta un riscontro, anche informale entro 10-15 giorni, per dipanare la matassa. Ieri sera fonti dell’esecutivo sottolineavano di non voler accogliere la proposta nel fine settimana. Senza però escludere un incontro a breve, forse già la prossima settimana.

Così come la banca guidata da Orcel non ha legato il voto espresso all’assemblea di Generali a favore della lista Caltagirone (ben vista dal governo) alla partita sul golden power, allo stesso modo intende fare l’esecutivo in queste ore. Le stesse fonti, infatti, bollano come ininfluente l’orientamento espresso da Unicredit all’assise del Leone di Trieste rispetto ai poteri speciali attivati sull’offerta pubblica di scambio volontaria sul 100% delle azioni di Banco Bpm. Come a dire: le questioni sono distinte.

A rafforzare il concetto è il giudizio sul voto espresso per il rinnovo del consiglio di amministrazione della società di assicurazioni. Un orientamento, quello della banca, che in ambienti di maggioranza viene definito opportunistico.

Tuttavia nelle ultime ore ci sarebbero stati contatti informali tra le parti, seppure non ai massimi livelli: le interlocuzioni punterebbero a organizzare l’incontro. A ieri sera, però, il governo non aveva ancora fissato una data. In ogni caso, la convocazione dovrebbe avere un carattere informale per facilitare il dialogo. Al di là del calendario sembrerebbe quindi emergere la volontà del governo di ascoltare le ragioni di Unicredit per cercare di trovare una soluzione che possa salvaguardare tutti. Ma non è facile.

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