Un cimitero di automobili offende il paesaggio, crea pericoli per gli anziani e i bambini diventando a volte un deposito a cielo aperto di droga e refurtiva. Succede in Italia.
Questo cimitero non è concentrato in un solo posto della Penisola. Anzi: è distribuito ovunque. Lo abitano le auto (centinaia di migliaia) che le persone hanno abbandonato in strada o in campagna negli ultimi 25 anni e in tutte le regioni.
Alcune sono in rovina; altre sembrano quasi autovetture normali, al netto della spessa polvere e del sudiciume che le ricopre da tempo.
La discarica abusiva
Ora una proposta di legge - voluta fortemente dai deputati Andrea Casu del Pd e Gaetana Russo di Fratelli d’Italia - promette una radicale bonifica. Consentirà la radiazione, la cancellazione di questi veicoli fantasma dal Pra (il Pubblico Registro Automobilistico), quindi la loro rimozione dal suolo pubblico. «Quel suolo che i proprietari hanno eletto, arbitrariamente, a discarica abusiva», dice Casu.
La proposta di legge, la numero 805, già approvata alla Camera il 27 marzo 2025 con il voto di tutti i partiti e adesso in arrivo al Senato, si concentra su un evidente paradosso.
Nel nostro Paese, tante persone non possono più viaggiare sui veicoli di cui sono proprietarie. Il motivo? Non hanno onorato un debito. Non hanno più pagato alla Regione, ad esempio, la tassa di circolazione per i loro mezzi (che sono auto, ma anche motociclette o rimorchi). Oppure non hanno saldato una multa per un’infrazione stradale.
Il Codice della Strada
E per queste ragioni, i loro veicoli sono stati raggiunti da un fermo amministrativo che impedisce di guidarli, pena severe sanzioni. All’articolo 214, il nuovo Codice della Strada ne prevede da 1.984 fino a 7.937 euro. La guida abusiva può portare anche alla revoca della patente e alla confisca del veicolo, “pene accessorie”.
Ad aprile 2025, l’Automobil Club Italia (l’Aci) calcola che i mezzi investiti dal fermo - le famose “ganasce fiscali” - sono 3.982.347 in Italia (di cui circa 512.000 concentrati a Napoli, 234.000 a Roma, 173 mila a Milano).
Le multe che le forze dell’ordine infliggono ci dicono che i proprietari continuano a usare un 10% di questi veicoli. Non sanno del fermo o semplicemente ci provano. Confidano di farla franca, di non essere mai intercettati per un controllo.
I furbetti del volante
Al netto di questi ignari e dei “furbetti” del volante, oltre 3 milioni e mezzo di vetture sono ormai da parte, spesso in condizioni di abbandono. Alcune - attenzione - hanno smesso di circolare da decenni.
Nel nostro Paese, per fare solo un esempio, 231.089 mezzi sono sottoposti a fermo amministrativo da oltre 20 anni. E ben 114.528 sono addirittura degli Euro 0, autentici pezzi da museo con motori a benzina senza catalizzatore.
Piccolo, grande problema. Finora la legge ha impedito di cancellare questi veicoli dal Pra e di demolirli proprio perché raggiunti da fermo amministrativo. Il fermo ha legato le mani alle autorità.
In un limbo
Ha spostato i mezzi in un limbo - né legale ma neanche del tutto illegale - che li ha congelati con effetti gravi. Sono diventati parte del cimitero dei veicoli inutilizzabili e buttati via dove capitava, senza scrupoli né possibilità di rimediare.
Ora la proposta di legge Casu prevede che un mezzo colpito da fermo amministrativo sia immediatamente rimosso se mette a rischio l’incolumità pubblica o la sicurezza stradale, se danneggia l’ambiente, infine per esigenze militari.
Comuni, città metropolitane, Province ed enti proprietari delle strade: tutti questi soggetti vengono dotati di superpoteri. Quando individuano un’auto o una moto abbandonata, entro 7 sette giorni devono scrivere al proprietario.
Due mesi di tempo
E questa persona o azienda ha solo due mesi di tempo per reclamare, appunto, la proprietà del mezzo. Senza una loro obiezione, i soggetti pubblici e gli enti hanno il diritto di prendere l’auto o la moto, di rottamarla, infine di farla radiare dal Pra. Cancellazione che le norme attualmente in vigore non permettono.
La proposta di legge Casu prevede che nessun contributo o incentivo sarà riconosciuto alla persona che vuole comprare un nuovo veicolo se avvia a rottamazione un veicolo vecchio gravato da un fermo.
Multe più severe - fino a 3.000 e fino a 10.000 euro - colpiranno infine gli “sfasciacarrozze” abusivi che non smaltiscono le carcasse in modo corretto.
Senza assicurazione
La legge Casu prometterà di sanare un ultimo paradosso. Supponiamo che un ragazzino si faccia male mentre gioca con gli amici sul relitto arrugginito di un’auto abbandonata.
Il Codice italiano delle Assicurazioni, all’articolo 122, stabilisce che un qualsiasi mezzo a motore debba essere coperto da una polizza per la responsabilità civile perfino se è fermo.
Il senso della norma è chiaro. Un’auto può procurare dei danni alle persone anche quando non circola. In questo scenario ideale, il ragazzino verrebbe risarcito. Verrebbe, appunto.
Si stima che in Italia 8 milioni di veicoli non siano assicurati. E tra questi rientrano molti dei mezzi lasciati in strada da anni, a volte da decenni, come congelati dal fermo amministrativo.