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Pirelli, fine del controllo cinese. Ma Sinochem si oppone in cda

(reuters)

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Il voto dopo le richieste del governo italiano sul golden power e per evitare sanzioni Usa. La replica di Mpi Italy: “Abbiamo una percentuale rilevante di quote in assemblea”
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MILANO – Il colosso cinese Sinochem, azionista con il 37% di Pirelli, non controlla il gruppo degli pneumatici. Lo ha stabilito la relazione finanziaria di Pirelli approvata in cda da 9 consiglieri su 15, su proposta dall’amministratore delegato Andrea Casaluci, secondo cui «a seguito dell’emanazione del Dpcm sul golden power, è venuto meno il controllo di Marco Polo Italy (e, per l’effetto, di Sinochem) su Pirelli ai sensi dell’Ifrs 10».

Nessuno controlla Pirelli

Al contempo, sempre stando alla relazione «Pirelli non risulta, ai sensi del predetto principio contabile, sottoposta al controllo di alcun soggetto», quindi la società degli pneumatici di fatto non è controllata neppure dal gruppo di soci raccolti nella Camfin del vice presidente esecutivo Marco Tronchetti Provera, che poss…

MILANO – Il colosso cinese Sinochem, azionista con il 37% di Pirelli, non controlla il gruppo degli pneumatici. Lo ha stabilito la relazione finanziaria di Pirelli approvata in cda da 9 consiglieri su 15, su proposta dall’amministratore delegato Andrea Casaluci, secondo cui «a seguito dell’emanazione del Dpcm sul golden power, è venuto meno il controllo di Marco Polo Italy (e, per l’effetto, di Sinochem) su Pirelli ai sensi dell’Ifrs 10».

Nessuno controlla Pirelli

Al contempo, sempre stando alla relazione «Pirelli non risulta, ai sensi del predetto principio contabile, sottoposta al controllo di alcun soggetto», quindi la società degli pneumatici di fatto non è controllata neppure dal gruppo di soci raccolti nella Camfin del vice presidente esecutivo Marco Tronchetti Provera, che possiede il 26,4% della Bicocca.

La verifica della sussistenza del controllo in capo al gruppo Sinochem attraverso Marco Polo Italy era stata sollevata dal collegio sindacale e dal management di Pirelli, dopo che nel giugno del 2023 il governo aveva esercitato i poteri del golden power a difesa delle tecnologie dei pneumatici intelligenti di Pirelli, e in seguito all’analisi della Consob, che aveva rimandato la valutazione nel merito al cda.

Sinochem replica: il patto con Camfin è valido

Piccata la risposta del socio cinese che ieri ha espresso «profondo disappunto e ferma opposizione rispetto alla valutazione sul controllo espressa da Pirelli». Per Sinochem infatti il Dpcm del golden power, «non include alcuna disposizione che privi Marco Polo Italy del controllo su Pirelli». A sua volta Pirelli ha replicato ribadendo «l’autonomia del management», che ai sensi del golden power deve essere indicato da Camfin e la «correttezza dell’analisi svolta», approvata a maggioranza dal cda di Pirelli.

I consiglieri indicati da Sinochem che hanno votato contro, o si sono astenuti, hanno motivato il loro dissenso solo «in ragione della dichiarazione di avvenuta cessazione del controllo di Sinochem su Pirelli ai sensi dell’Ifrs 10» e quindi non condividendo le «motivazioni anche in considerazione del fatto che il patto parasociale fra Camfin e Cnrc/MPI Italy è ancora in vigore e che pertanto, a loro parere, Cnrc/MPI Italy mantiene il controllo su Pirelli ai sensi dell’art 93 del Tuf».

Con questa decisione Pirelli potrà commercializzare gli pneumatici con il chip negli Usa, importante mercato di sbocco per il gruppo, un problema che invece si sarebbe verificato nel caso in cui il gruppo tricolore fosse stato sotto l’egida del socio cinese.

Via libera a bilancio e cedola 2024 di 0,25 euro

Sempre ieri il cda di Pirelli ha approvato con la stessa maggioranza il bilancio 2024. Hanno votato contro il presidente Jiao Jian e i consiglieri Chen Aihua, Zhang Haitao, Chen Qian, Fan Xiaohua, con Tang Grace astenuta. Insieme al bilancio, il cda ha approvato la cedola 2024 in crescita a 0,25 euro (dagli 0,198 del 2023) pari alla metà dell’utile 2024 (501 milioni) e al 53% di quello della capogruppo (468 milioni).

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