Boneschi (Elettricità Futura) : “Servono più rinnovabili per ridurre i prezzi dell’energia”
di Rosaria AmatoGiorgio Boneschi, direttore generale di Elettricità Futura
Aumentare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Secondo Elettricità Futura, la principale associazione di filiera, aderente a Confindustria, questa è l’unica strada per far scendere le tariffe. Unita però a «contratti a lunga scadenza», sottolinea il direttore generale Giorgio Boneschi, «perché solo così si può arrivare alla separazione del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, agganciandolo invece alle rinnovabili».
Il “decreto bollette” ha sollevato forti proteste tra le imprese. A voi sembra un provvedimento efficace per calmierare il caro-energia?
«Nel corso del processo di conversione in legge sono state approvate alcune misure strutturali che riteniamo valide. In particolare una che accelera il repowering dell’eolico, consentendo la sostituzione dei vecchi impianti,che non sono più sotto il regime incentivato, con strutture più moderne e produttive, a parità di occupazione di suolo. Così si incentiva la produzione di rinnovabili, aumentando l’ene…
Aumentare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Secondo Elettricità Futura, la principale associazione di filiera, aderente a Confindustria, questa è l’unica strada per far scendere le tariffe. Unita però a «contratti a lunga scadenza», sottolinea il direttore generale Giorgio Boneschi, «perché solo così si può arrivare alla separazione del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, agganciandolo invece alle rinnovabili».
Il “decreto bollette” ha sollevato forti proteste tra le imprese. A voi sembra un provvedimento efficace per calmierare il caro-energia?
«Nel corso del processo di conversione in legge sono state approvate alcune misure strutturali che riteniamo valide. In particolare una che accelera il repowering dell’eolico, consentendo la sostituzione dei vecchi impianti,che non sono più sotto il regime incentivato, con strutture più moderne e produttive, a parità di occupazione di suolo. Così si incentiva la produzione di rinnovabili, aumentando l’energia a basso costo. La seconda è la creazione di una piattaforma per favorire l’incontro di domanda e offerta di energia rinnovabile: stipulando contratti a medio termine, per 5 anni, si possono offrire forniture a prezzi più bassi, tenendo come riferimento il costo delle rinnovabili».
Perché il “disaccoppiamento” dell’elettricità dal prezzo del gas finora non è avvenuto?
«Perché agganciare i prezzi dell’elettricità direttamente alle rinnovabili è possibile solo con contratti a medio-lungo termine. Altrimenti se si vende l’energia a mercato spot il prezzo sarà quello determinato dal gas, e questo meccanismo non si può modificare perché fa parte di un mercato integrato a livello europeo. Va detto inoltre che se le aziende scelgono i contratti a prezzo variabile, come fa la maggioranza delle imprese italiane, si rischia di andare incontro a rialzi shock come quelli di gennaio, dovuti all’interruzione improvvisa del flusso di gas dalla Russia. L’80% dei clienti residenziali sul mercato libero infatti non ha avuto alcun impatto negativo dallo sbalzo di gennaio, perché aveva un contratto a prezzo fisso».
Le aziende chiedono di allineare le tariffe a quelle degli altri Paesi Ue. Quale può essere la strada?
«A fine febbraio è entrato in vigore il decreto Fer x transitorio, il meccanismo che sostiene la realizzazione degli impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato. Si potrebbe fare di più, certo, ma il governo sta promuovendo misure strutturali per far scendere i prezzi».
Tra gli industriali c’è un certo scetticismo nei confronti delle rinnovabili come unica soluzione al caro-energia.
«Dobbiamo aumentare il loro peso nel mix energetico e siamo sulla strada giusta. A fine 2024 la produzione da fonti rinnovabili ha coperto il 41% della domanda. Arrivare al 60-70% avrebbe invece sicuramente un impatto positivo sui prezzi. Oggi ci sono 150 GW di nuova capacità rinnovabile in attesa di autorizzazione».