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Dazi, nuovo sconto di Trump. “Saranno alleggeriti quelli sulle auto”

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Le tariffe del 25 per cento sulle importazioni sono entrate in vigore all’inizio di aprile. Secondo il Wall Street Journal sarebbero riviste quelle aggiuntive legate all’acciaio e all’alluminio
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Arriva un’altra retromarcia di Donald Trump sui dazi e questa volta riguarda le importazioni di auto straniere. Il presidente degli Stati Uniti è intenzionato ad ammorbidire le barriere doganali, togliendo i dazi aggiuntivi legati all’acciaio e all’alluminio, per non gravare troppo sui prodotti.

Lo sostiene il Wall Street Journal, che cita persone a conoscenza della decisione. In questo modo le cause automobilistiche non si vedranno penalizzate da una serie di dazi imposti su più voci. Il provvedimento avrebbe valore retroattivo per cui i produttori potrebbero vedersi rimborsate le cifre pagate finora. Non è chiaro, però, da dove arriverebbero i fondi da restituire.

I dazi del 25 per cento sulle importazioni delle auto straniere sono entrati in vigore all’inizio di aprile. L’amministrazione Trump, secondo il quotidiano finanziario newyorkese, modificherà anche le sue tariffe sui pezzi di ricambio automobilistici esteri — previste al 25 per cento e al via dal 3 maggio — consenten…

Arriva un’altra retromarcia di Donald Trump sui dazi e questa volta riguarda le importazioni di auto straniere. Il presidente degli Stati Uniti è intenzionato ad ammorbidire le barriere doganali, togliendo i dazi aggiuntivi legati all’acciaio e all’alluminio, per non gravare troppo sui prodotti.

Lo sostiene il Wall Street Journal, che cita persone a conoscenza della decisione. In questo modo le cause automobilistiche non si vedranno penalizzate da una serie di dazi imposti su più voci. Il provvedimento avrebbe valore retroattivo per cui i produttori potrebbero vedersi rimborsate le cifre pagate finora. Non è chiaro, però, da dove arriverebbero i fondi da restituire.

I dazi del 25 per cento sulle importazioni delle auto straniere sono entrati in vigore all’inizio di aprile. L’amministrazione Trump, secondo il quotidiano finanziario newyorkese, modificherà anche le sue tariffe sui pezzi di ricambio automobilistici esteri — previste al 25 per cento e al via dal 3 maggio — consentendo ai produttori di automobili di essere rimborsati fino a un importo pari al 3,75 per cento del valore di un'auto prodotta negli Stati Uniti il primo anno. Il rimborso scenderebbe al 2,75 per cento del valore dell'auto nel secondo anno, per poi essere eliminato del tutto.

La storia emerge a poche ore dal viaggio che il presidente farà in Michigan dove terrà un comizio a Detroit, la capitale americana dell’auto, per celebrare i primi cento giorni del suo governo. È possibile che Trump, in picchiata nei sondaggi, ne parli durante l’evento per sottolineare come tutto il piano dei dazi punti a trasferire negli Stati Uniti la produzione di auto straniere destinate al mercato americano.

Le misure, ha spiegato al Wsj una fonte, sono pensate per dare ai produttori di automobili il tempo di riportare le catene di approvvigionamento dei pezzi di ricambio negli Stati Uniti e rappresenterebbero probabilmente un impulso significativo per i produttori nel breve termine.

Nelle ultime settimane sono arrivati annunci di nuovi investimenti. La giapponese Hyundai ha presentato un piano da 21 miliardi di dollari negli Stati Uniti, che include la costruzione di un nuovo impianto da quasi 6 miliardi in Louisiana. Parte della produzione del Suv Tucson è stata trasferita dal Messico allo stabilimento in Alabama. Honda sposterà dal Giappone agli Usa la produzione della Civic Hybrid, che ha un grande mercato in America, mentre Bmw ha investito 15 miliardi nel suo impianto in South Carolina, anche se questa decisione non sarebbe legata direttamente alla politica dei dazi.

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