MIlano – La prima riunione del nuovo consiglio di amministrazione di Generali si è svolta proprio nel giorno in cui il principale azionista della compagnia, Mediobanca, con il 13%, ha annunciato un’offerta di scambio con le azioni di Banca Generali. Il nuovo board, per il momento, ha semplicemente preso atto della comunicazione effettuata da Mediobanca. «Tale comunicazione - si legge in una nota - non è stata oggetto di trattazione nel corso dell’odierna riunione. Ogni valutazione al riguardo sarà assunta nei modi e nei tempi dovuti».
Ma da quel che si è potuto apprendere l’offerta di Mediobanca, anche se non è stata concordata preventivamente, come ha dichiarato Alberto Nagel in conferenza stampa, pare non dispiacere alla maggioranza del consiglio. La prospettiva di vedere quella quota del 13% in mano a Mediobanca spezzata in due, una parte da assegnare agli azionisti di mercato di Banca Generali e l’altra metà ritornare in casa della stessa Generali sotto forma di azioni proprie, n…
MIlano – La prima riunione del nuovo consiglio di amministrazione di Generali si è svolta proprio nel giorno in cui il principale azionista della compagnia, Mediobanca, con il 13%, ha annunciato un’offerta di scambio con le azioni di Banca Generali. Il nuovo board, per il momento, ha semplicemente preso atto della comunicazione effettuata da Mediobanca. «Tale comunicazione - si legge in una nota - non è stata oggetto di trattazione nel corso dell’odierna riunione. Ogni valutazione al riguardo sarà assunta nei modi e nei tempi dovuti».
Ma da quel che si è potuto apprendere l’offerta di Mediobanca, anche se non è stata concordata preventivamente, come ha dichiarato Alberto Nagel in conferenza stampa, pare non dispiacere alla maggioranza del consiglio. La prospettiva di vedere quella quota del 13% in mano a Mediobanca spezzata in due, una parte da assegnare agli azionisti di mercato di Banca Generali e l’altra metà ritornare in casa della stessa Generali sotto forma di azioni proprie, non sarebbe da scartare. Banca Generali non è considerata strategica dal management e sarebbe sufficiente mantenere con la sua rete un contratto di distribuzione delle polizze assicurative. Inoltre il prezzo di vendita delle azioni Banca Generali sarebbe ai massimi storici, dunque molto attraente. L’operazione di scambio permetterebbe inoltre di gestire al meglio la destinazione finale di un 6,5% di azioni proprie Generali per indirizzarlo in mani amiche (sarebbe previsto un lock up di un anno). Favorendo al contempo un ancoraggio istituzionale del controllo di Generali che possa rassicurare anche il governo.
Tuttavia questo tragitto potrebbe essere accidentato e irto di ostacoli. I soci forti Delfin e Caltagirone si erano mossi attraverso Mps alla conquista del controllo di Mediobanca e assaporavano già la presa su quel 13% di Generali. Una quota che avrebbe potuto saldarsi all’altro 25% ottenuto nell’assemblea di giovedì scorso per ottenere un nuovo cambio del cda e l’accantonamento definitivo della joint venture con i francesi di Natixis. Ma con un 6,5% distribuito sul mercato e un 6,5% di azioni proprie il ribaltone potrebbe essere più difficile.
Non a caso le prime schermaglie all’interno del nuovo cda sono già cominciate. I 13 membri (10 dalla lista Mediobanca e 3 dalla lista Caltagirone) ieri hanno nominato Philippe Donnet ceo e Andrea Sironi presidente. Ma già in questa prima votazione sono emersi i distinguo. Secondo quanto ricostruito i tre consiglieri eletti con la lista Caltagirone, Flavio Cattaneo, Marina Brogi e Fabrizio Palermo, hanno votato contro la nomina di Donnet e si sono astenuti sulla presidenza a Sironi. Inoltre uno dei tre avrebbe chiesto di esprimere un voto anche su una possibile nomina di un direttore generale perché è una figura prevista dallo statuto, ma la proposta non è stata accolta.
Il consiglio ha poi proceduto alla nomina del primo comitato endoconsiliare, il comitato nomine, che farà le proposte per la formazione degli altri comitati. In particolare il comitato con le parti correlate avrà un ruolo cruciale nelle prossime settimane perché dovrà esaminare l’offerta proveniente da Mediobanca, principale socio Generali, per le azioni di Banca Generali. Un esame che potrebbe anche richiedere la nomina di advisor indipendenti. Intanto la stessa Banca Generali ha riunito già ieri il cda e ha precisato che l’offerta «non è stata sollecitata né preventivamente concordata con Banca Generali».