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Banco Bpm: “Unicredit deve dire cosa vuole fare con la sua offerta”

L'amministratore delegato di Banco Bpm Giuseppe Castagna ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

 (ansa)

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L’invito arriva sia dal presidente Tononi sia dal numero uno Castagna. L’ad: “Se Mps si ritrovasse in casa Banca Generali, non sarei scontento”
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MILANO – Unicredit deve dire chiaramente se intende proseguire con l'offerta pubblica di scambio (Ops) su Banco Bpm oppure no. L'invito, in apertura dell'assemblea dei soci di oggi a Milano, è giunto sia dal presidente del gruppo di Piazza Meda, Massimo Tononi, sia dall'amministratore delegato, Giuseppe Castagna. "È giunto il tempo - ha detto Tononi riferendosi a Unicredit - che decida che cosa fare e ci sono solo due opzioni: rinunciare alle condizioni oppure rinunciare all'offerta", che va ricordato a Piazza Affari è partita il 28 aprile per chiudersi il 23 giugno. Orcel, però, complice anche il recente golden power deciso dal governo Meloni, ha preso tempo fino alla fine di giugno per decidere se procedere effettivamente con l'operazione.

"Siamo di fronte a una situazio…

MILANO – Unicredit deve dire chiaramente se intende proseguire con l'offerta pubblica di scambio (Ops) su Banco Bpm oppure no. L'invito, in apertura dell'assemblea dei soci di oggi a Milano, è giunto sia dal presidente del gruppo di Piazza Meda, Massimo Tononi, sia dall'amministratore delegato, Giuseppe Castagna. "È giunto il tempo - ha detto Tononi riferendosi a Unicredit - che decida che cosa fare e ci sono solo due opzioni: rinunciare alle condizioni oppure rinunciare all'offerta", che va ricordato a Piazza Affari è partita il 28 aprile per chiudersi il 23 giugno. Orcel, però, complice anche il recente golden power deciso dal governo Meloni, ha preso tempo fino alla fine di giugno per decidere se procedere effettivamente con l'operazione.

"Siamo di fronte a una situazione che presenta dei contorni di incertezza molto marcati - ha aggiunto Tononi - ma soprattutto l'offerta a nostro avviso non è adeguata sotto il profilo finanziario". Nei giorni scorsi, Banco Bpm, con il comunicato dell'emittente, ha formalmente bocciato l'Ops di Unicredit su tutta la linea.

Banco Bpm, l’intervento dell’ad Castagna

Anche l'ad Castagna ha sollecitato Unicredit a uscire allo scoperto: "Ci sembra il caso che dicano se l'offerta va avanti o se l'offerta si ferma". Il numero uno di Banco Bpm, slide alla mano, ha ripercorso gli elementi di incertezza relativi all'offerta, citando, pur senza entrare nel merito, anche gli "ulteriori elementi di rischio ricollegabili alle prescrizioni imposte a Unicredit dal provvedimento golden power" del governo. "Li abbiamo letti, li abbiamo visti, sarà Unicredit a interloquire con le autorità di governo" ha spiegato il banchiere. Che tuttavia ha voluto fare qualche riferimento ad Anima: "È un tema che sta a cuore a tutti. Sappiamo che il risparmio degli italiani è uno delle industrie, degli asset, delle forze del nostro Paese e chiaramente a noi sta molto a cuore che questo risultato rimanga in una banca che ha il 100% delle attività in Italia".

Castagna è anche intervenuto sulla presenza in Russia, sia pure fortemente ridotta negli ultimi anni, di Unicredit. "Non voglio farne un discorso etico" ha detto l'ad di Banco Bpm, ma la presenza a Mosca di Piazza Gae Aulenti comporta "un rischio significativo" ponendo "un tema di volatilità e incertezza" anche in termini di "dati" e "cybersecurity", senza contare il "tema economico perché - ha detto Castagna - l'uscita dalla Russia potrebbe causare una svalutazione di 5,5 miliardi in conto economico".

Castagna, nella conferenza stampa che ha seguito l'assemblea, ha commentato in forma indiretta anche la recente offerta annunciata da Mediobanca su Banca Generali, perché chiama in causa anche Mps. Quest'ultima, a sua volta promotrice di un'offerta su Mediobanca, vede infatti Banco Bpm tra i maggiori soci. "Dal punto di vista industriale, se Mps si trovasse dentro Banca Generali, come azionista non sarei scontento" ha detto Castagna.

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