L’assemblea di A2A ha approvato con una solida maggioranza il bilancio 2024 e la distribuzione di un dividendo di 0,1 euro per azione, in crescita del 4,4% rispetto al 2023. «Nei prossimi anni la politica di remunerazione dei nostri azionisti sarà questa, una crescita continua dei dividendi», ha spiegato l’ad Renato Mazzoncini ai soci, tra cui il comune di Milano (25%) e quello di Brescia (25%).
Sì anche a tutti gli altri punti all’ordine del giorno, tra cui il piano di azionariato diffuso 2025-27 e il riacquisto di azioni proprie a servizio dello stesso. Il piano si chiama A2A Life Sharing e prevede l’assegnazione gratuita di azioni ai dipendenti, che potranno poi decidere di investire ulteriormente nel capitale della società.
Giù i ricavi, ma crescono i margini
Nel 20…
L’assemblea di A2A ha approvato con una solida maggioranza il bilancio 2024 e la distribuzione di un dividendo di 0,1 euro per azione, in crescita del 4,4% rispetto al 2023. «Nei prossimi anni la politica di remunerazione dei nostri azionisti sarà questa, una crescita continua dei dividendi», ha spiegato l’ad Renato Mazzoncini ai soci, tra cui il comune di Milano (25%) e quello di Brescia (25%).
Sì anche a tutti gli altri punti all’ordine del giorno, tra cui il piano di azionariato diffuso 2025-27 e il riacquisto di azioni proprie a servizio dello stesso. Il piano si chiama A2A Life Sharing e prevede l’assegnazione gratuita di azioni ai dipendenti, che potranno poi decidere di investire ulteriormente nel capitale della società.
Giù i ricavi, ma crescono i margini
Nel 2024 i ricavi della multiutility lombarda hanno risentito della contrazione dei prezzi dell’energia e sono così scivolati del 13% a 12,8 miliardi. Nessuna preoccupazione da parte del management, a cui interessa prevalentemente il margine, cresciuto a doppia cifra a 2,3 miliardi «grazie agli investimenti effettuati. A mio avviso – prosegue Mazzoncini – è anche una buona notizia, perché significa che i nostri cittadini e le nostre imprese hanno pagato meno l’energia».
Davanti agli azionisti, l’ad ha sostenuto con convinzione il modello di multiutility, che comprende diversi tipi di servizi pubblici e «che ha dimostrato di funzionare bene», aggiungendo che nei prossimi giorni potrebbe arrivare qualche piccola novità.
“In futuro ancora più rinnovabili”
Mazzoncini ha poi ribadito l’importanza delle rinnovabili nella strategia del gruppo, che ha stanziato 4,6 dei 22 miliardi di investimenti al 2035 per l’ammodernamento e la costruzione di impianti Fer. È qui che A2A concentra i propri sforzi: nel 2024 l’energia verde prodotta ha raggiunto quella termoelettrica, con 6,9 terawattora. «L’obiettivo è continuare a crescere nelle rinnovabili», ha ribadito. Questo anche perché nel frattempo «calerà la produzione di energia termoelettrica, necessaria per la sicurezza energetica del Paese e per evitare blackout».
Per il nucleare invece, che oggi ha «costi di produzione molto elevati» non c’è spazio. Altri 3,4 miliardi di investimenti sono previsti a piano per le reti, «comprese quelle acquisite da Enel e considerando l’incremento dell’energia, che in Lombardia sarà del 40% al 2040».
“Il gas russo non tornerà”
Quanto al caro energia, il manager è parso fiducioso: al netto dell’impatto dei dazi, ad oggi stima prezzi stabili per il 2025 e non vede particolari difficoltà per il 2026. Nessun segno all’orizzonte di ritorno del gas russo. L’Italia, come parte dell’Europa, ormai si è emancipata dai flussi di Mosca, anche grazie al Gnl importato e che poi viene rigassificato nei terminali di Snam. Tornare sui propri passi, ora, pare impossibile.